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Evoluzione dei crediti di firma: le operazioni sotto la linea (Off balance-sheet transactions)

Nel corso degli anni ottanta, nei sistemi finanziari si sono verificati molteplici eventi (maggiore volatilità dei tassi di interesse e di cambio, mutamenti strutturali nei flussi mondiali di risparmio e di investimento, progressiva deregulation normativa in diversi settori dell'economia e il progressivo ingresso dei mezzi informatici) che hanno causato profondi mutamenti dell'attività bancaria.
Maggiore concorrenza, soprattutto da parte di enti non bancari - come governi e grandi imprese, precedentemente clienti -, il conseguente progressivo abbandono del tradizionale canale indiretto di collegamento tra unità in surplus ed in deficit, che le vedeva protagoniste, a vantaggio del collegamento diretto tra emittente ed investitore (c.d. "Securitization"), la nuova normativa in termini di coefficienti minimi di capitale, approvata dal Gruppo dei 10 all'interno della Banca per i Regolamenti Internazionali, sono state le sfide dirette che hanno dovuto affrontare le banche per difendere e costruire il loro nuovo posizionamento nel sistema.
Lo sviluppo delle operazioni "Fuori bilancio" (nome dovuto al fatto di non essere iscritte tra le tradizionali poste patrimoniali del bilancio, ma servendosi dei c.d. "sistemi impropri di scritture" che trovano appunto collocazione al di fuori dello stato patrimoniale) si inserisce in questo quadro, tanto come sistema - in un primo momento - elusivo della normativa richiamata dei coefficienti minimi di capitale, quanto come fattore strutturale di crescita dell'attività bancaria che ha portato le aziende di credito a sfruttare le nuove tendenze presenti nel sistema puntando meno sull'attività tradizionale di intermediazione di fondi a vantaggio dell'intermediazione di rischi e di informazioni, aspetti meno evidenti ma non meno importanti dei compiti richiesti dagli operatori ad un intermediario finanziario.
Nei bilanci bancari si sono così diffuse sempre di più tre nuove categorie di operazioni:
- Garanzie (contingent liabilities) - es. bid bond, performance bond, ecc.
- Impegni di affidamenti (commitments) - es. linee di credito stand-by, back-up facilities ecc.
- Transazioni di mercato (market related transactions) - es. futures, FRAs, swap ecc.
Nuove operazioni e dunque maggiore attenzione da parte delle banche nella gestione dei rischi di credito, di liquidità e di mercato derivanti dalle stesse. E da qui, chiaramente, l'esigenza di poter disporre innanzitutto di personale formato ed in grado di cogliere le implicazioni e le peculiarità di queste forme tecniche, oltre che la necessità di adeguare il sistema di rilevazione dei dati, per poter avere sempre sotto controllo la situazione aziendale tanto per i profili di rischio, quanto per adempiere alle normative previste dall'Autorità di Vigilanza.
L'analisi in dettaglio di due forme tecniche di particolare rilievo, come gli swaps e le back-up facilities, permette di approfondire le osservazioni appena presentate.
In conclusione si presenta una domanda: la tradizionale operatività bancaria, incentrata sulla raccolta di deposito e l'erogazione di prestiti, può convivere con tal modo innovativo di operare? La risposta è affermativa. L'esercizio congiunto delle due tipologie di offerta dà alle banche la possibilità di strutturare meglio i propri interventi e di conciliare più facilmente le esigenze della clientela con quelle proprie di mantenimento dei propri equilibri di gestione e di tutela della presenza sul mercato.

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ABSTRACT Nel corso degli anni ottanta, nei sistemi finanziari si sono verificati molteplici eventi (maggiore volatilità dei tassi di interesse e di cambio, mutamenti strutturali nei flussi mondiali di risparmio e di investimento, progressiva deregulation normativa in diversi settori dell'economia e il progressivo ingresso dei mezzi informatici) che hanno causato profondi mutamenti dell'attività bancaria. Maggiore concorrenza, soprattutto da parte di enti non bancari - come governi e grandi imprese, precedentemente clienti -, il conseguente progressivo abbandono del tradizionale canale indiretto di collegamento tra unità in surplus ed in deficit, che le vedeva protagoniste, a vantaggio del collegamento diretto tra emittente ed investitore (c.d. "Securitization"), la nuova normativa in termini di coefficienti minimi di capitale, approvata dal Gruppo dei 10 all'interno della Banca per i Regolamenti Internazionali, sono state le sfide dirette che hanno dovuto affrontare le banche per difendere e costruire il loro nuovo posizionamento nel sistema. Lo sviluppo delle operazioni "Fuori bilancio" (nome dovuto al fatto di non essere iscritte tra le tradizionali poste patrimoniali del bilancio, ma servendosi dei c.d. "sistemi impropri di scritture" che trovano appunto collocazione al di fuori dello stato patrimoniale) si inserisce in questo quadro, tanto come sistema - in un primo momento - elusivo della normativa richiamata dei coefficienti minimi di capitale, quanto come fattore strutturale di crescita dell'attività bancaria che ha portato le aziende di credito a sfruttare le nuove tendenze presenti nel sistema puntando meno sull'attività tradizionale di intermediazione di fondi a vantaggio dell'intermediazione di rischi e di informazioni, aspetti meno evidenti ma non meno importanti dei compiti richiesti dagli operatori ad un intermediario finanziario.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Chiari Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2767 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.