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La previdenza complementare, i fondi pensione. Il caso "Carime Previdenza", fondo pensione aperto

La tesi persegue l'obiettivo di illustrare le principali caratteristiche dei fondi pensione, prodotti finanziari nati per consentire ai lavoratori la costituzione di una pensione integrativa privata, affiancata a quella pubblica.
Si compone di 2 parti: nella prima, dopo aver ricordato le riforme del sistema pensionistico pubblico degli anni '90 e il quadro storico in cui si è manifestata l'esigenza di creare un nuovo modello previdenziale, vengono esaminati i vari aspetti dei fondi pensione.
L'analisi si sofferma in particolar modo sulle fonti istitutive, le diverse tipologie di fondi e i suoi destinatari, il regime di contribuzione previsto, l'iter istitutivo e autorizzativo, le diverse fasi del funzionamento del fondo (contribuzione, gestione finanziaria, erogazione delle prestazioni), la vigilanza, il regime fiscale.
La seconda parte invece, è dedicata all'illustrazione di un caso applicativo, il "Fondo Pensione Aperto Carime Previdenza", di cui si analizza il prospetto informativo e il regolamento.
La tesi si chiude con dati e commenti relativi alla diffusione della previdenza complementare in Italia e con proposte in merito allo sviluppo del settore.

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6 Introduzione A partire dagli anni Settanta la maggior parte dei Paesi ad economia avanzata è stata interessata da importanti mutamenti demografici. Da un lato la vita media dell’uomo, grazie ai progressi della scienza medica, della tecnologia sanitaria, dell’igiene e dell’alimentazione, aumenta: in Italia la speranza di vita raggiunge una media di 80 anni, 77 per gli uomini e 83 per le donne ed è destinata a crescere. Dall’altro, diminuiscono le nascite: il nostro Paese, infatti, è tra quelli con la più bassa natalità del mondo, 1.2 figli per donna. A fattori demografici quali il forte calo delle nascite, l’aumento del numero di anziani e della loro aspettativa di vita, si aggiunge la ridotta crescita dei salari nel tempo: sono queste le principali cause della crisi del sistema pensionistico italiano di base e del pesante debito destinato a gravare, in particolar modo, sulle generazioni future. Il modello pensionistico "retributivo", in vigore in Italia dal dopoguerra fino agli anni Novanta, prevedeva infatti che la prestazione pensionistica fosse calcolata in base all’ultima o alle ultime retribuzioni, e che la base di finanziamento delle erogazioni fosse rappresentata dalla massa dei contributi versati dalla pluralità dei lavoratori. In un sistema del genere quindi, l’equilibrio finanziario è dato dal permanere di un corretto rapporto tra la massa contributiva e quella delle prestazioni. La constatazione dell’incompatibilità di tale modello con i fattori citati e della sua insostenibilità, si è manifestata nel nostro Paese con notevole ritardo. Soltanto nel corso degli anni Novanta si è cercato di arginare il problema con una serie di interventi di riforma volti a ristrutturare il sistema pensionistico pubblico.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giusy Calabrese Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7937 click dal 03/10/2005.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.