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La previdenza complementare, i fondi pensione. Il caso "Carime Previdenza", fondo pensione aperto

Informazioni tesi

  Autore: Giusy Calabrese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Nicola Bruni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

La tesi persegue l'obiettivo di illustrare le principali caratteristiche dei fondi pensione, prodotti finanziari nati per consentire ai lavoratori la costituzione di una pensione integrativa privata, affiancata a quella pubblica.
Si compone di 2 parti: nella prima, dopo aver ricordato le riforme del sistema pensionistico pubblico degli anni '90 e il quadro storico in cui si è manifestata l'esigenza di creare un nuovo modello previdenziale, vengono esaminati i vari aspetti dei fondi pensione.
L'analisi si sofferma in particolar modo sulle fonti istitutive, le diverse tipologie di fondi e i suoi destinatari, il regime di contribuzione previsto, l'iter istitutivo e autorizzativo, le diverse fasi del funzionamento del fondo (contribuzione, gestione finanziaria, erogazione delle prestazioni), la vigilanza, il regime fiscale.
La seconda parte invece, è dedicata all'illustrazione di un caso applicativo, il "Fondo Pensione Aperto Carime Previdenza", di cui si analizza il prospetto informativo e il regolamento.
La tesi si chiude con dati e commenti relativi alla diffusione della previdenza complementare in Italia e con proposte in merito allo sviluppo del settore.

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6 Introduzione A partire dagli anni Settanta la maggior parte dei Paesi ad economia avanzata è stata interessata da importanti mutamenti demografici. Da un lato la vita media dell’uomo, grazie ai progressi della scienza medica, della tecnologia sanitaria, dell’igiene e dell’alimentazione, aumenta: in Italia la speranza di vita raggiunge una media di 80 anni, 77 per gli uomini e 83 per le donne ed è destinata a crescere. Dall’altro, diminuiscono le nascite: il nostro Paese, infatti, è tra quelli con la più bassa natalità del mondo, 1.2 figli per donna. A fattori demografici quali il forte calo delle nascite, l’aumento del numero di anziani e della loro aspettativa di vita, si aggiunge la ridotta crescita dei salari nel tempo: sono queste le principali cause della crisi del sistema pensionistico italiano di base e del pesante debito destinato a gravare, in particolar modo, sulle generazioni future. Il modello pensionistico "retributivo", in vigore in Italia dal dopoguerra fino agli anni Novanta, prevedeva infatti che la prestazione pensionistica fosse calcolata in base all’ultima o alle ultime retribuzioni, e che la base di finanziamento delle erogazioni fosse rappresentata dalla massa dei contributi versati dalla pluralità dei lavoratori. In un sistema del genere quindi, l’equilibrio finanziario è dato dal permanere di un corretto rapporto tra la massa contributiva e quella delle prestazioni. La constatazione dell’incompatibilità di tale modello con i fattori citati e della sua insostenibilità, si è manifestata nel nostro Paese con notevole ritardo. Soltanto nel corso degli anni Novanta si è cercato di arginare il problema con una serie di interventi di riforma volti a ristrutturare il sistema pensionistico pubblico.

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