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Behavioural Corporate Finance e Operazioni di Acquisizione - evidenze nel mercato italiano

Nonostante il notevole potere esplicativo, la teoria economica neoclassica in materia di acquisizione risulta incompleta. Non solo non è in grado di giustificare la scelta del metodo di pagamento da parte della società acquirente, ma sembra anche difficilmente riconciliarsi con alcune recenti evidenze in termini di profittabilità dell’operazione e di rendimenti registrati dalle società coinvolte. La Behavioural Corporate Finance propone una teoria secondo cui l’irrazionalità degli investitori comporta l’incorretta valutazione delle società e le operazioni di acquisizione costituiscono una potenziale forma di arbitraggio. L’analisi empirica conclusiva mostra la sostanziale sostenibilità dell’ipotesi, verificando l’impatto delle inefficienze di mercato su alcuni elementi della transazione quali il metodo di pagamento, l’ostilità dell’offerta, la probabilità di successo, il premio pagato e i rendimenti all’annuncio registrati dalle società coinvolte.

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1 CAPITOLO PRIMO TEORIA NEOCLASSICA E OPERAZIONI DI ACQUISIZIONE 1.1 ANALISI A LIVELLO DI SETTORE Quali fattori portano una società ad intraprendere un’operazione di acquisizione? La letteratura così detta neoclassica ha apportato un notevole contributo alla comprensione di tali fenomeni mediante l’analisi di evidenze empiriche sia in ambito firm specific che in ambito settoriale. Molti degli studi riguardanti l’ondata di takeover che ha caratterizzato gli Stati Uniti degli anni ottanta sono per natura firm specific e mostrano il ruolo di tali operazioni nel convertire acquisizioni che stanno distruggendo valore (Mitchell, Lehn 1990), nel riportare determinati asset al loro settore d’origine (Bhagat, Shleifer, Vishny 1990), nel penalizzare scarse performance manageriali (Morck, Shleifer, Vishny 1988, 1989) e nel migliorare i flussi di cassa e altri fondamentali (Kaplan 1989). Il secondo set di analisi considera invece gli effetti che le variabili macroeconomiche hanno avuto sul livello di attività di finanza straordinaria nel corso del tempo. In tale ambito si collocano i lavori di Mitchell e Mulherin 1996 e Andrade 2001, i quali osservano che 1) l’attività di takeover si verifica per fasi e 2) all’interno di una stessa fase le operazioni tendono a raggrupparsi per settore. Tali osservazioni suggeriscono quindi come le acquisizioni rappresentino una reazione ad uno shock inaspettato nella struttura del settore. Jensen 1986 sottolinea invece come le operazioni di takeover siano guidate da una situazione di settore caratterizzata da elevati flussi di cassa e scarse opportunità di investimento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Pamela Genan De Giovanni Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2473 click dal 30/09/2005.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.