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Montale critico d'arte

La presente trattazione si propone di integrare la già nota figura del Montale critico letterario e musicale attraverso una ricognizione delle considerazioni avanzate dal poeta riguardo l’estetica e l’arte figurativa in particolare.
Si intende così indagare la grande passione del poeta per la pittura, aspetto da sempre poco valorizzato in conseguenza della maggiore prolificità del Montale critico alle prese con altri ambiti artistici.
La materia esposta è suddivisa in tre sezioni.
Nella prima parte, intitolata L’IDEA DELL’ARTE, si rende conto dell’evoluzione della concezione montaliana di opera d’arte, a partire dalle considerazioni del giovanile Quaderno genovese (steso attorno al 1917), in seguito rivisitate alla luce di un testo filosofico capitale quale L’estetica di Benedetto Croce, per giungere al disincantato “testamento morale” contenuto in Auto da fé (1966), licenziato dal poeta ormai maturo.
Nella sezione successiva, intitolata IL SECONDO MESTIERE E LA PITTURA, trovano spazio innanzitutto, nell’ambito del cosiddetto secondo mestiere di Montale (cioè della sua attività di prosatore), quegli Scritti sull’arte (stesi tra il 1924 e il 1975), dedicati in particolare all’opera di alcuni pittori, soprattutto contemporanei e conosciuti personalmente dal poeta, grande amante dell’arte figurativa e pittore della domenica lui stesso.
Seguono le cronache, tratte da Fuori di casa (1969), degli incontri con artisti di fama mondiale come Braque e Brancusi, oltre al racconto del viaggio in Catalogna, sulle orme di Gaudì e Picasso; infine, non possono essere tralasciate due prose di fantasia, contenute in Farfalla di Dinard (1956), sempre ispirate ai temi della creazione pittorica e dell’opera d’arte, integrate idealmente dal singolare ritratto morale de Il pittore, tratto da La poesia non esiste (1971).
Nella terza parte della trattazione, intitolata POESIA E PITTURA, vengono considerati quei componimenti poetici montaliani dai quali è possibile ricostruire la passione del genovese per l’arte figurativa, nonché la stretta analogia tematica che lega il suo primo volume di versi, gli Ossi di seppia (1925), alla coeva esperienza della pittura metafisica e all’opera di Giorgio De Chirico in particolare.

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (Indirizzo : Arte) MONTALE CRITICO D’ARTE Tesi di laurea in Lingua e Letteratura Italiana Presentata da: Relatore: Cristina Babino Prof. Gian Mario Anselmi I° sessione Anno Accademico 2000 – 2001

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Babino Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.