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La politica di coesione dell'Unione Europea - Origini, funzionamento ed evoluzione

Informazioni tesi

Master di II livello in Relazioni Internazionali e Studi Diplomatici
  Autore: Raffaella Campanati
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2005
Docente/Relatore: Ugo Villani
Istituito da: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

Questa tesi è volta ad analizzare l’evoluzione della politica di coesione, ovvero regionale, dell’Unione Europea attraverso passato, presente e per così dire futuro. Nella prima parte è infatti ripercorsa la nascita e lo sviluppo di questa politica attraverso le disposizioni contenute nei Trattati e in alcuni atti di diritto comunitario derivato, dal 1957 ad oggi, quindi dal Trattato di Roma fino al Trattato costituzionale. Nella seconda parte si passa al presente, ossia alla descrizione del funzionamento della politica nel ciclo di programmazione in corso e dei rapporti con le altre politiche comunitarie e infine si avanza uno sguardo sul futuro, sia nel senso di individuare alcune delle sfide che la politica regionale si trova e si troverà ad affrontare, che nel senso di illustrare il difficile negoziato in corso per il futuro bilancio europeo e, nel suo ambito, per la futura programmazione dei fondi strutturali.
***
La Comunità Economica Europea si è trovata molto presto a dover affrontare i problemi derivanti dalle notevoli disparità di sviluppo tra le diverse aree territoriali. Non solo, infatti, le forze del mercato non erano in grado di colmare le differenze di reddito, produttività e occupazione tra le regioni europee, bensì, con un processo di integrazione economica incentrato sulla liberalizzazione degli scambi e dei mercati e sulla libera concorrenza, alcune di queste disparità risultavano amplificate, soprattutto per le regioni più periferiche. Senza interventi pubblici per lo sviluppo di infrastrutture e di sistemi di formazione, dunque, le regioni meno sviluppate non avrebbero potuto affrontare adeguatamente l’aumentata concorrenza nel mercato comune.
Al fine, quindi, di sostenere finanziariamente e di coordinare gli sforzi degli Stati membri a favore dello sviluppo delle loro regioni più depresse, la Comunità ha progressivamente attuato una politica di sviluppo regionale, anche detta “politica di coesione”.
La politica regionale comunitaria ha l’obiettivo di promuovere un grado elevato di competitività e di occupazione, aiutando le regioni meno prospere o con difficoltà strutturali a perseguire uno sviluppo sostenibile attraverso l'adeguamento alle nuove condizioni del mercato del lavoro e alla concorrenza comunitaria e mondiale.
Gli strumenti principali della politica di coesione sono i fondi così detti strutturali, ciascuno con una specializzazione settoriale, ma che operano in maniera coordinata. Tali fondi sono destinati a programmi pluriennali di sviluppo regionale, concordati tra Regioni, Stati membri e Commissione europea, in conformità agli orientamenti proposti da quest’ultima e negoziati dagli Stati membri per l’intera Unione.

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1 Introduzione La Comunità Economica Europea si è trovata molto presto a dover affrontare i problemi derivanti dalle notevoli disparità di sviluppo tra le diverse aree territoriali. Non solo, infatti, le forze del mercato non erano in grado di colmare le differenze di reddito, produttività e occupazione tra le regioni europee, bensì, con un processo di integrazione economica incentrato sulla liberalizzazione degli scambi e dei mercati e sulla libera concorrenza, alcune di queste disparità risultavano amplificate. Senza interventi pubblici per lo sviluppo di infrastrutture e di sistemi di formazione, dunque, le regioni meno sviluppate non avrebbero potuto affrontare adeguatamente l’aumentata concorrenza nel mercato comune. Al fine, quindi, di sostenere finanziariamente e di coordinare gli sforzi degli Stati membri a favore dello sviluppo delle loro regioni più depresse, la Comunità ha progressivamente attuato una politica di sviluppo regionale, anche detta “politica di coesione”. La politica regionale comunitaria ha l’obiettivo di promuovere un grado elevato di competitività e di occupazione, aiutando le regioni meno prospere o con difficoltà strutturali a perseguire uno sviluppo sostenibile attraverso l'adeguamento alle nuove condizioni del mercato del lavoro e alla concorrenza comunitaria e mondiale. Gli strumenti principali della politica di coesione sono i fondi così detti strutturali, ciascuno con una specializzazione settoriale, ma che operano in maniera coordinata. Tali fondi sono destinati a programmi pluriennali di sviluppo regionale, concordati tra Regioni, Stati membri e Commissione europea, in conformità agli orientamenti proposti da quest’ultima e negoziati dagli Stati membri per l’intera Unione. Gli orientamenti comunitari in materia vengono revisionati periodicamente per definire gli obiettivi, i settori prioritari di intervento e i criteri di ripartizione delle risorse. A monte di tali decisioni, che assumono la veste giuridica di Regolamenti, vi è la decisione di bilancio relativa all’ammontare di risorse destinato alla politica

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