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La legge n. 96-597 di modernizzazione delle attività finanziarie in Francia

Informazioni tesi

  Autore: Maura Attene
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative
  Corso: Economia Bancaria
  Relatore: Belli Franco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

La legge n.96-597 del 2 luglio 1996 di modernizzazione delle attività finanziarie rappresenta, per il sistema finanziario dei nostri vicini d’oltralpe, una riforma di notevole rilievo, il cui impatto qualitativo e quantitativo sicuramente non ha precedenti. Il legislatore francese ha voluto predisporre un testo articolato e alquanto complesso, che aggiorna e compatta in un’unica disciplina una vasta gamma di aspetti e problematiche, con l’inequivocabile intento di elaborare una normativa definitiva di riferimento per gli addetti ai lavori. Commentare ed analizzare in maniera esaustiva la legge, si rivela lavoro titanico. Gli stessi giuristi e studiosi francesi, tre anni e mezzo dopo la sua entrata in vigore, ammettono l’impossibilità a fornire, almeno allo stato attuale, una visione integrale delle molteplici norme in essa contenute. Si è voluto impostare, il presente lavoro, in cinque capitoli per meglio osservare e comprendere il percorso compiuto dalla riforma nel mondo dei mercati finanziari.
Nel primo capitolo si è rivelato opportuno introdurre una schematica presentazione del testo normativo in esame, completato dai sette decreti che, nell’ottobre dello stesso anno ne hanno, almeno parzialmente, proseguito l’opera. Da non trascurarsi le evoluzioni che hanno preceduto l’emanazione di questa legge: si parte dalla Direttiva sui servizi d’investimento del 10 maggio 1993 (DSI), normativa comunitaria che costituisce il trampolino di lancio per la modernizzazione delle attività finanziarie; si assiste a travagliati ed a lungo inconcludenti lavori parlamentari, sovente caratterizzati da forti disaccordi tra le due assemblee. Lavori cominciati al momento della presentazione di quella che passerà alla storia come proposta Marini, dal nome del Senatore che viene considerato, da larga parte del mondo dottrinale francese, come il “padre” della nuova disciplina. Si è, poi, ritenuto indispensabile proiettare lo studio nel contesto istituzionale francese, fotografando brevemente le competenze in tale ambito, delle autorità già esistenti, quali il Comitato degli istituti di credito e delle società d’investimento, la Commissione bancaria e la Commissione delle operazioni di borsa, per poi esaminare il ruolo di guida e supervisione affidato al Ministro dell’Economia e delle Finanze e alla Banca di Francia.
Dopo l’inquadramento della legge nella realtà finanziaria francese, si entra nel vivo dell’analisi con il secondo capitolo. Seguendo l’impostazione proposta dal testo legislativo, si inizia, considerando la classificazione e descrizione degli strumenti finanziari (art.1) che costituiscono il cuore della normativa; infatti, i servizi d’investimento, sia principali (art.4), sia accessori (art.5) trattano proprio degli strumenti di cui sopra. La prima parte del capitolo si occupa, quindi, dell’interpretazione di questi articoli, “pilastri” della legge in esame; sin dal primo approccio risalta l’eccessiva propensione del legislatore alle classificazioni, sovente non accompagnate dalle nozioni generali che avrebbero conferito maggiore chiarezza alla materia. La seconda parte verte sull’analisi dei soggetti autorizzati, dalle competenti autorità, a fornire i suddetti servizi, ossia le società d’investimento e gli istituti di credito, definiti come prestatori di servizi d’investimento. Per ottenere un tale riconoscimento è previsto il rilascio di un’apposita autorizzazione, che prevede la preventiva verifica del rispetto di una serie di condizioni; di ordine strategico (ottenimento dell’approvazione del programma delle attività che il soggetto intende svolgere); di natura giuridica (inerenti, ad esempio, alla forma giuridica, alla sede sociale) e di ordine morale.
Il terzo capitolo offre una prospettiva europea. È necessario soffermarsi sulle regole che disciplinano l’utilizzo del Passaporto Europeo, in termini di riconoscimento della libera prestazione di servizi e del libero stabilimento nel territorio della Repubblica francese.

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1 Presentazione La legge n.96-597 del 2 luglio 1996 di modernizzazione delle attività finanziarie rappresenta, per il sistema finanziario dei nostri vicini d’oltralpe, una riforma di notevole rilievo, il cui impatto qualitativo e quantitativo sicuramente non ha precedenti. Il legislatore francese ha voluto predisporre un testo articolato e alquanto complesso, che aggiorna e compatta in un’unica disciplina una vasta gamma di aspetti e problematiche, con l’inequivocabile intento di elaborare una normativa definitiva di riferimento per gli addetti ai lavori. Commentare ed analizzare in maniera esaustiva la legge, si rivela lavoro titanico. Gli stessi giuristi e studiosi francesi, tre anni e mezzo dopo la sua entrata in vigore, ammettono l’impossibilità a fornire, almeno allo stato attuale, una visione integrale delle molteplici norme in essa contenute. Si è voluto impostare, il presente lavoro, in cinque capitoli per meglio osservare e comprendere il percorso compiuto dalla riforma nel mondo dei mercati finanziari. Nel primo capitolo si è rivelato opportuno introdurre una schematica presentazione del testo normativo in esame, completato dai sette decreti che, nell’ottobre dello stesso anno ne hanno, almeno parzialmente, proseguito l’opera. Da non trascurarsi le evoluzioni che hanno preceduto l’emanazione di questa legge: si parte dalla Direttiva sui servizi d’investimento del 10 maggio 1993 (DSI), normativa comunitaria che costituisce il trampolino di lancio per la modernizzazione delle attività finanziarie; si assiste a travagliati ed a lungo inconcludenti lavori parlamentari, sovente caratterizzati da forti disaccordi tra le due assemblee. Lavori cominciati al momento della presentazione di quella che passerà alla storia come proposta Marini, dal nome del Senatore che viene considerato, da larga parte del mondo dottrinale francese, come il “padre” della nuova disciplina. Si è, poi, ritenuto indispensabile proiettare lo studio nel contesto istituzionale francese, fotografando brevemente le competenze in tale

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legge n. 96-597
mercati finanziari
servizi investimento
strumenti finanziari

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