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La casa editrice Claudiana di Torino. Nuove ricerche

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Ruiu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: G. Cracco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Oggetto di analisi di questo lavoro è la Claudiana, una casa editrice fondata a Torino centocinquant’anni fa circa che, sebbene abbia avuto e abbia ancora un ruolo fondamentale all’interno della comunità evangelico-protestante italiana, non è riuscita mai a suscitare la curiosità degli storici né sulle sue origini né sulla sua intensa attività editoriale né, infine, sul suo ruolo di spettatore e in piccolissima parte di protagonista del Risorgimento.
Nonostante vi siano riferimenti alla Claudiana in numerosi studi, non si può dire che ancora esista un’opera complessiva su di essa, pertanto tutta una serie di questioni relative alla nascita di questa casa editrice è rimasta a lungo senza le necessarie risposte: perché nasce la Claudiana? con quali mezzi? chi sono i protagonisti? quali vicende hanno caratterizzato i primi anni della sua esistenza? è riuscita nel suo scopo?
Nel tentativo di dare una risposta a questa serie di domande, si è dovuto ricostruire un percorso le cui tracce risalgono necessariamente ai primi anni successivi alla Restaurazione allorquando in Italia iniziano la loro attività di diffusione evangelica, la British & Foreign Bible Society e le altre società bibliche estere operanti nei paesi protestanti.
Sebbene la costituzione della Tipografia Claudiana e della Società di Trattati Religiosi che la gestiva risalga al 1855, già nel 1848, a seguito della concessione delle Lettere Patenti il 17 febbraio e dello Statuto il 4 marzo, la comunità valdese aveva iniziato la sua opera di inserimento nel mercato editoriale: i due periodici «L’Echo des Vallées Vaudois» e «La Buona Novella», ma anche l’almanacco «L’amico di casa», sono i primi esempi di editoria protestante non solo in Piemonte ma anche in tutta Italia. Un’editoria protestante che suscita immediatamente sdegno e scalpore nel clero piemontese: inevitabile pertanto anche un accenno alla decennale polemica che contrappose «L’Armonia» di don Margotti e le «Letture Cattoliche» di don Bosco a «La Buona Novella» del pastore Meille.
Il primo novembre del 1855 a Torre Pellice viene fondata la Società di Trattati religiosi per l’Italia e contemporaneamente a Torino l’annessa Tipografia Claudiana, chiamata così in onore del vescvo Claudio di Torino cui i valdesi facevano all’epoca risalire la loro origine. Prima casa editrice evangelica in Italia, la Claudiana divenne soprattutto il punto d’incontro delle diverse anime che popolavano il protestantesimo italiano. Da questa data inizia la travagliata storia editoriale della Claudiana, fatta di divisioni interne e insuccessi clamorosi, ma anche grossi risultati di vendita e innovazione nella scelta di nuovi soggetti cui destinare i propri prodotti editoriali.
In questo lavoro di ricostruzione, di fondamentale aiuto è stata la perizia con cui l’Archivio Storico della Tavola Valdese e quello della Società di Studi Valdesi, entrambi con sede a Torre Pellice hanno conservato le preziose testimonianze di carattere amministrativo, commerciale e finanziario della loro storia. Fondamentale perché i verbali relativi alla costituzione della Società di Trattati Religiosi per l’Italia e della Tipografia Claudiana sono stati perfettamente conservati così come gli altri documenti che attestano i primi sforzi tesi a creare una rete di distribuzione dapprima nel Regno di Sardegna e poi nel resto d’Italia.
Questi documenti, lettere private, atti di fondazione, resoconti dei verbali, articoli di giornale e conti economici, ma anche le primissime produzioni editoriali sono stati il principale mezzo per ricostruire i primi anni di vita della Claudiana. Ad una relativa difficoltà di reperire le fonti manoscritte in inglese e in francese, è corrisposta anche una personale difficoltà di vagliarle. Innanzitutto perché fonti e bibliografia sono quasi esclusivamente di parte valdese e non sempre è stato possibile verificarle su altri materiali e poi, perché l’analisi delle vicende del mondo protestante in Italia durante il Risorgimento è stata spesso caratterizzata da un approccio di tipo apologetico.
Punti di forza del lavoro sono la ricerca e la dimostrazione che vi furono altri tentativi di fondazione, prima di quello riuscito del 1855, e la riflessione su quelli che furono i motivi che spinsero l’allora pastore della comunità valdese di Torino Giovanni Pietro Meille ed altri illustri esponenti della comunità valdese come il banchiere Malan e il pastore Bert a creare una casa editrice. Un’analisi questa che è stata possibile grazie al ritrovamento, tra le pagine de «La Buona Novella» di un articolo contenente la prima circolare del Comitato direttivo della Società di Trattati religiosi che se da una parte spiega con estrema chiarezza quali fossero le difficoltà nell’opera di evangelizzazione in Italia, dall’altra evidenzia quali fossero le possibili soluzioni.
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3 Introduzione La Claudiana, casa editrice fondata a Torino nel 1855, si appresta a festeggiare i 150 anni di esistenza. Un traguardo che per la comunità valdese, ma anche per il movimento evangelico italiano nel suo insieme, rappresenta un motivo d’orgoglio, dal momento che non sono numerose le case editrici così longeve. Una scommessa che i fondatori hanno sicuramente vinto, nonostante le numerose difficoltà attraversate in un così lungo arco temporale. Con la sua presenza, la Claudiana rende preziosa testimonianza di un periodo (la seconda metà dell’Ottocento) che è ancora avaro di studi per quanto riguarda le complesse vicende che attraversarono la storia del protestantesimo italiano, dello Stato pontificio e del Risorgimento. Ad eccezion fatta di Risorgimento e protestanti 1 , di Giorgio Spini, e di alcuni altri studi elaborati sulla falsariga di quest’ultimo, manca una letteratura sulla storia dell’evangelismo in Italia durante il Risorgimento. Una carenza che non riguarda soltanto autori non protestanti, ma che è riscontrabile anche tra coloro che appartengono a questa confessione 2 ; e laddove è possibile trovare opere di questo genere si finisce per scontrarsi con scritti di natura apologetica o autocelebrativa. Nel delimitare ulteriormente l’oggetto di indagine all’editoria evangelica del periodo risorgimentale, la situazione degli studi risulta disarmante. Penso al ruolo della British & Foreign Bible Society, o a quello delle altre analoghe società nate per la distribuzione della Bibbia e di libri evangelici; ma anche a quel circuito di librerie che, sfidando le 1 G. SPINI, Risorgimento e protestanti, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1956. 2 In questi termini si è espresso anche Gian Paolo Romagnani nel suo intervento «Verso una nuova storia dei valdesi? Questioni di storiografia» in occasione del convegno per i 150 anni del Tempio valdese di Torino (1853-2003), Torino 12-13 dicembre 2003, in corso di pubblicazione.

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Parole chiave

almanacco
bibbia
casa editrice
claudiana
piemonte
protestanti
risorgimento
statuto
unità
valdese

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