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Motivazione e burnout: una ricerca condotta sugli insegnanti di scuola primaria

La motivazione, nel comune significato del termine, è l’indagine sugli scopi che muovono gli individui; in genere, ci aspettiamo di scoprire tali scopi in quelli più immediati e più ovvi, quali il denaro, la sicurezza o il prestigio. Al contrario, ad un’analisi più attenta, si vede che i singoli scopi ai quali gli individui sembrano mirare, non sono che strumenti per raggiungerne un altro più importante: essere se stesso. La vera motivazione è realizzare se stessi: vivere in un modo che sia adeguato al proprio ruolo preferito, essere trattato come corrisponde al proprio modello, essere ricompensato secondo il concetto che uno ha delle proprie capacità. Perciò si è tutti alla continua ricerca di quello che si considera il ruolo che meglio compete a se stessi, cercando di far coincidere le idee soggettive con le realtà obiettive.
Per sapere come attrarre, motivare e incentivare gli insegnanti occorre innanzitutto conoscere la loro condizione psico-fisica attuale. Sono numerose le pubblicazioni che, sin dalla prima metà degli anni 80, si sono occupate delle cosiddette Helping Professions, prestando particolare attenzione alla sindrome del burnout negli insegnanti.
Tale condizione risulta caratterizza da:
- affaticamento fisico ed emotivo;
- atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali;
- sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle proprie aspettative;
- perdita della capacità di controllo degli impulsi.
La categoria degli insegnanti è sottoposta a numerosi stress la cui natura, sia in generale che con specifico riferimento allo scenario scolastico italiano, può essere ricondotta ad alcuni fattori riguardanti:
- la specificità della professione (rapporto con studenti e genitori, classi numerose, situazione di precariato, conflittualità tra colleghi, costante necessità di aggiornamento e di formazione);
- la trasformazione multietnica e multiculturale (crescita del numero di studenti extracomunitari);
- l’evoluzione scientifica (con l’avvento dell’era informatica);
- il susseguirsi continuo di riforme (autonomia scolastica, innalzamento della scuola dell’obbligo, ingresso anticipato nel mondo della scuola);
- il passaggio critico dall’individualismo al lavoro di gruppo (che ha comportato la scomparsa dall’insegnante unico con l’avvento dell’insegnamento basato su una pluralità di docenti);
- l’inadeguato ruolo istituzionale attribuito/riconosciuto alla professione (retribuzione insoddisfacente, risorse carenti, precarietà del posto di lavoro, mobilità, scarsa considerazione da parte dell’opinione pubblica);
- la riforma del sistema pensionistico.
Allo scopo, è stato costruito il questionario sulla Motivazione, costituito da 31 domande a scelta forzata, con una scala di risposta a 7 punti ( da 0 = Mai a 7 = Ogni Giorno), suddiviso nelle seguenti aree:

· Motivazione Intrinseca degli insegnanti;
· Motivazione Estrinseca;
· Motivazione di competenza nello svolgere il proprio lavoro;
· Il rapporto con gli alunni in classe;
· Il rapporto con i colleghi;
· Il rapporto con i genitori.



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5 INTRODUZIONE La motivazione, nel comune significato del termine, è l’indagine sugli scopi che muovono gli individui; in genere, ci aspettiamo di scoprire tali scopi in quelli più immediati e più ovvi, quali il denaro, la sicurezza o il prestigio. Al contrario, ad un’analisi più attenta, si vede che i singoli scopi ai quali gli individui sembrano mirare, non sono che strumenti per raggiungerne un altro più importante. In questo modo la ricchezza, la sicurezza, lo stato sociale, e tutte le altre mete che si suppone siano la “causa” del comportamento, sono elementi secondari per raggiungere il fine ultimo di ogni individuo: essere se stesso. La vera motivazione è realizzare se stessi: vivere in un modo che sia adeguato al proprio ruolo preferito, essere trattato come corrisponde al proprio modello, essere ricompensato secondo il concetto che uno ha delle proprie capacità. Perciò si è tutti alla continua ricerca di quello che si considera il ruolo che meglio compete a se stessi, cercando di far coincidere le idee soggettive con le realtà obiettive. Nel parlare di motivazione, o meglio di comportamento motivato, bisogna tener conto dell’effettiva interazione fra il comportamento dell’organismo e le risposte ambientali, intendendo per ambiente anche l’ambiente sociale in cui un individuo opera. Il rapporto organismo- ambiente non si esaurisce nell’individuazione delle esigenze motivazionali: l’attività cognitiva, ovvero la possibilità di elaborare una strategia ben definita, dei piani, per il conseguimento di determinati scopi e di pensare al significato che gli eventi esterni assumono in relazione a questi piani e scopi, e l’attività comunicativo-espressiva, mediante la quale risulta possibile manifestare ad altri individui le proprie intenzioni, fanno parte integrante del processo che porta all’attivazione dell’organismo per il conseguimento di determinati obiettivi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cinzia Frattini Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10413 click dal 08/11/2005.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.