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Titoli e partecipazioni iscritti in bilancio. Aspetti gestionali, civilistici, fiscali, principi contabili nazionali ed internazionali.Esame di un campione rappresentativo di società italiane.

Questo lavoro si propone di analizzare, sotto diversi aspetti, i titoli e le partecipazioni presenti nei bilanci di società non quotate italiane, siano essi inseriti tra le immobilizzazioni e/o tra le attività finanziarie.
· Il primo punto di vista affrontato è quello del ruolo gestionale che titoli e partecipazioni hanno all’interno dell’impresa industriale: le diverse e principali tipologie di titoli di credito (titoli di Stato, azioni, obbligazioni, ecc.) presenti nel nostro mercato, le finalità dell’investimento finanziario per l’azienda, il funzionamento del conto titoli e le essenziali scritture contabili.
· Successivamente si sono esaminate le disposizioni civilistiche in merito ai titoli e alle partecipazioni ricompresi in bilancio: l’iscrizione tra le attività e/o le immobilizzazioni finanziarie, i diversi procedimenti di valutazione che ne seguono, cenni alle norme di valutazione degli strumenti finanziari prima del 1991, la disciplina delle azioni proprie, le informazioni ed i prospetti richiesti in materia dalla nota integrativa, il ruolo della relazione sulla gestione.
· Di seguito si sono considerati i principi contabili elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Ragionieri e raccolti nel Documento n° 20, confrontandoli ed integrando i dettami del Codice Civile: iscrizione e valutazione in bilancio dei titoli e delle partecipazioni (immobilizzati e non), un ampio spazio dedicato alla descrizione del relativamente recente Metodo del patrimonio netto, le principali situazioni che si possono manifestare in bilancio durante il periodo di permanenza dei titoli (la perdita durevole di valore, il ripristino di valore, i cambiamenti di destinazione decisi dagli amministratori, le rivalutazioni, gli aumenti e le riduzioni di capitale). Infine, le regole del CNDC e R. sul trattamento delle azioni e obbligazioni proprie nello Stato Patrimoniale e sulla redazione della Nota Integrativa.
· Si è poi proceduto ad una disamina della legislazione fiscale, soprattutto in tema di valutazione dei titoli e delle partecipazioni, operando la ricorrente scissione tra quelli ricompresi nelle immobilizzazioni finanziarie e quelli inclusi nell’attivo finanziario. È stata evidenziata anche la rilevanza fiscale per alcuni tipi di operazione compiute con tali strumenti finanziari: acquisto, vendita, aumento e riduzione di capitale, acquisto azioni proprie, il sovrapprezzo azioni, lo scarto d’emissione, ecc.
· L’ultimo ambito teorico preso in considerazione è quello internazionale, cioè i principi contabili elaborati dallo IASC (International Accounting Standards Commitee), massimo organo mondiale in tema di direttive inerenti alla corretta e uniforme redazione dei documenti di bilancio, a cui anche il nostro CNDC e R. aderisce. I principi contabili internazionali (IAS) vagliati sono il n° 25 (“Contabilizzazione degli investimenti”), 27 (“Bilanci consolidati e partecipazioni in controllate”) e 28 (trattamento delle “Partecipazioni in collegate”) e ricalcano quasi completamente i dettami di quelli italiani.
· Nel capitolo di chiusura si sono presi in esame i bilanci (precisamente 149) di un campione di società industriali italiane non quotate, cercando di scoprire come nella pratica avevano trovato attuazione le disposizioni sin ora elencate in materia di titoli e partecipazioni e quali elementi avevano influenzato le scelte gestionali dell’impresa. I risultati si sono mostrati tutto sommato soddisfacenti, non essendo stati rilevati grossi casi di errore od omissione, ma comunque una scarsa propensione ad offrire informazioni supplementari ed esaustive.

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5 CAPITOLO 1 Analisi gestionale dei titoli e delle partecipazioni in un’azienda industriale: -1.1- TITOLI Ai fini della valutazione di elementi patrimoniali quali i titoli di credito, occorre definirne la funzione nella gestione d’impresa, in quanto tutto il ragionamento di stima si sviluppa in maniera diversa secondo la natura economica dell’investimento che essi rappresentano. La classificazione contabile dei titoli nel comparto delle immobilizzazioni o delle attività finanziarie si fonda su un criterio di distinzione di tipo “funzionale” (per destinazione). Tale distinzione è ovviamente connessa con le decisioni degli amministratori a secondo dei programmi che essi intendono attuare nell’esercizio o in quelli successivi. Conviene dunque distinguere: • Titoli di investimento accessorio; • Titoli di investimento duraturo. I titoli del primo tipo rappresentano, per le imprese industriali, forme di investimento temporaneo di mezzi liquidi eccedenti il normale fabbisogno monetario dell’impresa e che sono destinati ad essere negoziati entro un lasso di tempo che non eccede normalmente i 12 mesi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luigi Dezi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.