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Pianificazione e Controllo di Gestione nelle imprese ceramico - sanitarie

Questo studio ha come scopo quello di analizzare il Controllo di Gestione, partendo dalla fine degli anni ’80 (anno considerato di svolta, in cui si è presa coscienza della necessità di un cambiamento verso una gestione d’azienda meno basata sull’intuito imprenditoriale e maggiormente incentrata su un’organizzazione aziendale più definita e programmata) fino ad arrivare alle tecniche di programmazione e controllo dei nostri giorni, evidenziando quali sono stati i cambiamenti e fornendo quali ancora potrebbero essere i miglioramenti. Nel capitolo I viene trattata la fase della “Pianificazione aziendale”;se ne descrive il procedimento, l’organo preposto alla sua realizzazione, il suo scopo e l’evoluzione subita nel corso degli ultimi anni. Infatti la pianificazione aziendale si è evoluts come il Controllo di Gestione, passando da un periodo in cui tale attività non era opera di una attenta programmazione ad un altro in cui viene considerata come una attività strategica per la gestione aziendale.Gli aspetti analizzati nel capitolo II sono stati i presupposti organizzativi del controllo utilizzati dalle imprese ceramico - sanitarie di Civita Castellana unitamente ad una analisi dei costi per il controllo budgettario che ha lo scopo di mettere in evidenza l’incidenza dei costi fissi e variabili, diretti ed indiretti, controllabili e non controllabili ecc. sul totale dei costi per poter individuare delle leve di intervento su cui agire per migliorare la redditività aziendale. Terzo fattore studiato nel capitolo III è stato lo strumento del budget utilizzato nelle aziende oggetto di studio. Su questa fase, che riporta i cambiamenti e l’evoluzione nel tempo di tale strumento, è stato condotto uno studio quantitativo, per mezzo di un questionario, circa l’utilizzo del budget nelle aziende del Polo Ceramico. Il Budget Globale d’Azienda è stato scomposto ed analizzato in tutti i suoi componenti, ovvero i budget settoriali (commerciale, produzione, approvvigionamento e strutture centrali) ed intersettoriali (personale ed investimenti). Infine si è passati ad analizzare un caso specifico, ossia la Pianificazione e la Gestione aziendale della ceramica SIMAS Spa, una delle poche aziende leader del settore, confrontandola con il resto delle aziende locali e mettendo in evidenza gli scostamenti sia positivi che negativi, rispetto alla media del settore. Il settore dei prodotti ceramico - sanitari può oggi guardare al futuro con più ottimismo, giustificato dalla corretta gestione aziendale operata dai manager delle aziende di Civita Castellana. Attualmente il settore dei sanitari è un settore in salute e a conferma di ciò spesso le aziende per rispettare i tempi di consegna del materiale sono costrette a ricorrere ai turni straordinari. Tale risultato si deve prima di tutto all’intuito e all’intelligenza dei manager delle aziende ceramico - sanitarie di Civita Castellana, che fin da subito hanno capito che era inutile una guerra contro i concorrenti (soprattutto asiatici) basata sulla quantità; piuttosto, era possibile uscire vincitori solamente puntando sulla differenziazione di marca, ovvero la competizione è stata incentrata, più che sul rapporto prezzo - qualità, sul design e sul fascino del made in Italy. Al moderato ottimismo che avvolge attualmente il settore dei sanitari, si contrappone la consapevolezza che in un futuro non troppo lontano potrebbe esserci una flessione fisiologica che riguarderà alcune famiglie di prodotti, in particolare quelli che servono una fascia di mercato medio - bassa. Per far fronte a questa evenienza, evitando cosi di arrivare impreparati ad una crisi come negli anni ottanta, alcune imprese si sono già organizzate dotandosi di una relativa flessibilità (ad esempio utilizzando contratti da lavoro interinale o a tempo determinato) e spostando la produzione verso un mercato di “nicchia”. Ma, come dice il termine stesso, è un segmento di grandezza limitata in cui difficilmente tutte le aziende potrebbero trovar spazio, quindi un’altra soluzione è quella di investire maggiormente in R&S per trovare degli utilizzi alternativi della ceramica che permettano di sfruttare tutte le conoscenze ed i mezzi di cui abbondano le imprese ceramiche di Civita Castellana. Ad oggi gli investimenti fatti in R&S hanno condotto a notevoli risultati; ad esempio è possibile ottenere dal composto ceramico un semplice e banale strumento come quello per affilare la lama dei coltelli o è possibile farne un uso più tecnologico come le pastiglie per i freni a disco di alcune automobili di alta gamma. Ma il campo più importante in cui è possibile un utilizzo alternativo della ceramica, diverso da quello che conosciamo oggi, è quello della medicina. Infatti è possibile creare delle protesi artificiali di arti umani in ceramica. Quest’ ultimo aspetto è oggetto di studio da parte di molte aziende perchè secondo il parere degli addetti ai lavori avrebbe un elevato margine di miglioramento e permetterebbe ingenti guadagni.

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3 INTRODUZIONE Le prime manifestazioni dell’arte ceramica di Falerii Veteres, l’odierna Civita Castellana, risalgono al X a.C., quasi ai primordi dell’età del ferro. A conferma di quanto scritto gli scavi archeologici compiuti presso le necropoli di Faleri, Celle, Monteleone, Scasato, Valsiarosa, Colonnette, Cappuccini, hanno portato alla luce materiale vascolare estremamente vasto, tale da documentare una forte presenza dell’arte ceramica nel nostro territorio e la sua trasformazione nel tempo. Verso la fine dell’ottocento ed il principio del nuovo secolo si costruirono le fabbriche del Brunelli, dei fratelli Cassieri, della società Conti e di altri ancora. Ha origine nel 1881 anche la prestigiosa Marcantoni, dalla quale le imprese leader di oggi si sono ispirate. Agli inizi del secolo una profonda innovazione trasformò la produzione ceramica civitonica, fino ad allora prettamente artistica: Antonio Coramusi, discendente da una famiglia di autentici artigiani ceramisti, sviluppò nelle città un ramo dell’industria del sanitario, tanto che nel giro di pochi decenni la fortuna di questo settore soppiantò completamente l’antica produzione di ceramica artistica. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 si è assistito ad un continuo sorgere di nuovi stabilimenti, alcuni di dimensioni artigianali, altri capaci di assorbire manodopera per centinaia di addetti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Famiano Minella Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.