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I modelli implementanti: l'analisi del modello tradizionale

Il lavoro in questione si occupa della valutazione delle aziende e delle sue decisioni strategiche. L'analisi dei modelli si suddivide in tre tipologie:
a) modelli contabili
b) modelli finanziari
c) modelli misti
e si articola sullo sfondo dei 2 diversi modelli di capitalismo che si contrappongono :
il modello anglosassone e quello tedesco giapponese.
I modelli contabili fanno perno su indici di estrazione contabile (ROE , ROI e D/CN ecc.) ricavabile dai bilanci di esercizio delle imprese ( conto economico e stato patrimoniale ). I modelli finanziari invece si basano principalmente sul concetto di flusso di cassa e di valore azionario utilizzando il processo di attualizzazione.
Un tentativo di sintesi dei due modelli è dato dalla proposta italiana di Luigi Guatri, che certa di mediare le due concezioni per adattarle alla particolarità della situazione italiana, ancora dominata da imprese di piccole e medie imprese.
Indubbiamente l'avanzata prepotente delle società legate ad Internet impone un adattamento dei succitati modelli ma le logiche di fondo rimangono pur sempre la base per qualsiasi tipo di valutazione.
Nella trattazione si mette in evidenza il problema della valutazione delle immobilizzazioni immateriali, problema sempre più sentito dal momento che in un'economia basata sull'informazione , la tecnologia e i servizi gli investimenti si spostano gradualmente dalle immobilizzazioni tecniche ai beni immateriali, tipicamente risorse di conoscenza (il cosiddetto know-how), ma questi investimenti nei bilanci non si trovano espressi.
L'introduzione dà una panoramica degli argomenti trattati.
Il capitolo 1 illustra i modelli contabili (leva finanziaria e operativa, crescita sostenibile e il meno conosciuti modello di indici di Ivan Turk).
Il capitolo 2 presenta i modelli finanziari (CAPM, modello di Rappaport, creazione del valore azionario e modello di Fruhan).
Nel capitolo 3 si esamina la proposta italiana di Luigi Guatri, infine nelle conclusioni si sintetizzano una serie di considerazione sul futuro del capitalismo tratte dall'omonimo libro di Lester C. Thurow.

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2 Introduzione Come punto di partenza di questo studio sui processi di imple- mentazione , scegliamo , come si usa fare solitamente , la defini- zione di impresa . L ’ azienda Ł un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani , ordina e svolge in continua coordinazione con la produzione , il procac- ciamento e il consumo di ricchezza * ."La definizione Ł stata am- pliata ed arricchita nel corso degli anni , fino a configurare l ’ im- presa come un ’ organizzazione di beni e persone e a prendere in considerazione il suo rapporto di interscambio con l ’ ambiente, il contesto in cui la impresa svolge le proprie funzioni. Gli obiettivi dell ’ impresa si identificano sostanzialmente con quelli della pro- priet , anche se bisogna senza dubbio tenere conto degli interessi degli stakeholders, un gruppo di soggetti nell ’ orbita dell ’ impre- sa. Pu essere utile innanzitutto , distinguere l ’ impresa in alcune strutture tipiche **. In primis l ’ impresa a struttura capitalistica familiare , che caratterizza la realt italiana, rappresentando 80% di tutte le imprese nel nostro paese. Queste piccole e medie im- prese prosperano grazie all ’ abilit del loro fondatore ed alla loro spiccata flessibilit , tipicamente sono una struttura chiusa , cioŁ non ampliano il loro capitale di rischio , dal momento che il pro- prietario\ imprenditore vede l ’ entrata di nuovi soci come una mi- naccia al suo controllo dell ’ impresa, mentre ricorrono al capitale * Zappa G. Il reddito di impresa 1950 GiuffrŁ ** riferimento a Zanelli S. Implementazione strategica 1994 Clueb

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mirco Nerozzi Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1768 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.