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La pubblicità ingannevole e il product placement

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Goldin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vittorio Colussi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

La tesi prende in esame i fenomeni del mendacio pubblicitario e dell'occultamento di messaggi commerciali in contesti non pubblicitari; l'analisi si svolge sotto il duplice profilo della tutela dei consumatori (ambito pubblicistico) e di quello della repressione della concorrenza sleale (ambito privatistico). Per ciò che attiene alla tutela degli interessi degli imprenditori concorrenti, possiamo dire di essere in presenza di una specificazione del generale principio di "fair play" che deve sovrintendere alla competizione tra imprese; per quanto sia naturale che i produttori adottino le strategie più efficaci e sottili per accattivarsi il favore del pubblico, bisogna allo stesso tempo che il tutto si svolga nel rispetto dei limiti derivanti dall'altrui libertà economica. La tutela dei consumatori è, invece, una conquista relativamente recente per l'ordinamento italiano, uno dei paesi ritardatari dinanzi al fenomeno del consumerismo. Oggi la protezione accordata alla categoria non si limita all'ambito delle informazioni commerciali, ma riguarda un vasto orizzonte di interessi, dalla contrattazione alla tutela aquiliana. Nel settore di cui si parla, l'intento del legislatore è quello di prevenire i danni patrimoniali che ai consumatori possono derivare dalla diffusione di messaggi ingannevoli.
In materia si dovrà dare prova di particolare equilibrio; sono ormai superate certe visioni maccartistiche di packardiana memoria, secondo le quali la pubblicità è in sé uno strumento irrimediabilmente truffaldino. Dobbiamo ricordare che essa svolge un essenziale servizio informativo a beneficio degli utenti, laddove, beninteso, sia rettamente elaborata e diffusa.
Particolare attenzione viene quindi dedicata al decreto legislativo 74/1992 (il quale, successivamente alla stesura della tesi, è confluito nel d. lgs. 206/2005 - cd CODICE DEL CONSUMO), vera colonna portante della materia, e alla giurisprudenza dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, i cui orientamenti sono alla base delle più recenti innovazioni legislative in materia di product placement, considerato ormai lecito purchè adeguatamente palesato ai fruitori dello spettacolo cinematografico o televisivo.

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2 CAPITOLO 1 LA PUBBLICITA’: UNO SGUARDO GENERALE AL FENOMENO 1. Considerazioni preliminari Per inquadrare adeguatamente il fenomeno della pubblicità ingannevole e le figure ad essa contigue, è necessario preliminarmente precisare cosa sia la pubblicità ed in particolare quando essa abbia carattere commerciale. In senso del tutto generico, la pubblicità può essere definita come un’attività informativa diretta al pubblico, finalizzata a renderlo edotto circa l’esistenza di fatti, dati, oggetti o quant’altro possa costituire oggetto di notizia. In particolare, la pubblicità commerciale è rappresentata dal complesso di operazioni che un’impresa compie per ragguagliare il pubblico sull’esistenza di determinati beni o servizi e per fare in modo che di tali oggetti siano incrementati, di conseguenza, il consumo e l’uso. Molto spesso, in effetti, si utilizza il termine pubblicità come sinonimo di comunicazione d’impresa, anche se in realtà esistono forme pubblicitarie che sono totalmente prive di finalità di natura commerciale, poiché perseguono scopi di rilevanza sociale che vengono attuati per mezzo di campagne di informazione (si pensi a Pubblicità Progresso o alle iniziative ministeriali in materia di salute o di educazione ambientale). In senso rigorosamente tecnico, dunque, la pubblicità va intesa come comunicazione commerciale a pagamento divulgata tramite i mass media. La rilevanza assunta dal fenomeno è innegabile; praticamente

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