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L'azione comunitaria in materia di fondi strutturali e l'allargamento a venticinque

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Berardinelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Augusto Sinagra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 399

Il presente lavoro si orienta su tre direttrici. La prima: un breve percorso di analisi evolutiva del modo in cui sono stati concepiti prima, e interpretati poi, i Fondi Strutturali della Comunità europea, attraverso gli assestamenti continui della Coesione economico-sociale. La seconda: studio dell'impatto sociale ed economico che il più recente allargamento a 25 produrrà sull'Unione. La terza: dibattiti, orientamenti, dilemmi relativi alle prospettive finanziarie per l'agenda 2007-2013. Gli incerti orizzonti per la politica di coesione in un'Unione allargata a 27 che presenterà disparità in termini di PIL pro-capite di notevole entità: dal 215 % del PIL del Lussemburgo (rispetto alla media UE) al 41 % del PIL della Lettonia o al 30 % del PIL della Romania. Spunti di riflessione anche per il destino che attende il Mezzogiorno d'Italia nella distribuzione degli aiuti comunitari, in un periodo di ristagno dell'economia europea. Infine cenni e aggiornamenti sull'ipotesi dell'adesione di Turchia e Croazia alla Comunità.

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5 ___________________CAPITOLO I__________________ IL FINANZIAMENTO DELLA COMUNITA’ ALLO SVILUPPO REGIONALE: CENNI STORICI. Introduzione Alla base dell’istituzione dei Fondi strutturali ricoprì un ruolo fondamentale la logica centro-periferia, che supponeva l’insorgere di notevoli difficoltà per il Sud dell’Europa (dal Portogallo alla Grecia) di fronte alla realizzazione del mercato unico e della moneta unica, non avendo più, gli Stati, le tradizionali possibilità di finanziare processi produttivi obsoleti, o di sostenere la domanda artificiale di prodotti non graditi ai mercati nazionali e internazionali, o, ancora, di manipolare i tassi di cambio per ridare competitività ai prodotti i cui costi erano ormai fuori mercato. In quest’ottica, i Fondi strutturali dovevano servire a rendere meno acuti i contraccolpi conseguenti all’integrazione economica e monetaria. Con l’esperienza, la Comunità si è resa conto di un’efficacia diversa degli stessi strumenti, che ne ha rovesciato l’aspettativa di base iniziale. Essi hanno iniziato a rappresentare, infatti, una nuova politica economica di sviluppo e non più una politica sociale di sostegno ai Paesi più deboli, conseguendo l’obiettivo di una maggiore integrazione delle loro economie nel mercato unico europeo 1 . Oggi più che 1 A. Canova, E. F. Giangreco, I Fondi Strutturali. Come finanziarsi in Europa e fare impresa. FrancoAngeli editore, Milano 2001, pag 14.

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Parole chiave

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agenda 2007-2013
allargamento
allargamento a 25
coesione
coesione economica e sociale
comunità europea
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