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Gli effetti ambientali delle scelte energetiche in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Michele Guerriero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Maria Proto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

Il deterioramento della qualità dell’ ambiente e il conseguente cambiamento climatico sono diventati nel corso dell’ ultimo decennio, la più importante emergenza ambientale su scala globale.
Tali problematiche ambientali, ma anche politiche ed economiche, sono il frutto di scelte energetiche sbagliate.
Obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere l’ attuale situazione energetica italiana attraverso l’ analisi del bilancio energetico nazionale.
Inoltre, si fornisce un quadro globale sulle fonti energetiche rinnovabili e sull’ importanza che le politiche europee rivestono ai fini del miglioramento di una situazione che rischia di degenerare irreversibilmente.
Infine, si affrontano più dettagliatamente gli aspetti economici, tecnici ed ambientali delle fonti di energia rinnovabili, in grado di dar vita, nel medio termine, ad una loro consistente penetrazione nel sistema energetico nazionale.

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3 Introduzione La scelta dell’argomento della tesi è stata dettata dal forte interesse personale nutrito nei confronti dei problemi ambientali. Il tema trattato è di estrema attualità viste la problematiche economiche, politiche ed ambientali associate al settore energetico. Il quadro che, infatti, oggi il mondo offre presenta forti linee di gravi turbamenti in atto. I fatti economici che hanno dato origine a tutto ciò sono ben noti, e i loro aspetti più visibili, pur dando la sensazione della loro gravità, sembrano talvolta lasciare adito alla speranza che tutto possa tornare alla situazione di qualche anno fa. E’ a questa speranza che si deve attribuire il fatto che, mentre nel complesso le prospettive non sono affatto buone, si sottovaluta l’importanza dei fattori negativi. Tuttavia va rilevato che il progresso compiuto nel mondo in tutti questi anni, ha avuto dimensioni e velocità che non hanno termini di paragone possibili con nessun altro periodo della storia dell’umanità. Le scoperte, in tutti i campi della scienza e della tecnica, si sono seguite con una velocità incredibile e le loro implicazioni, sempre più intense e con una estensione quasi universale, hanno cambiato la faccia del mondo a tal punto che risulta di estrema difficoltà valutare la portata materiale del progresso tecnico e la complessità delle sue conseguenze. Le dinamiche tecnologiche ed economiche che ha portato al grandioso sviluppo industriale degli ultimi decenni hanno seguito un principio: quello del minimo mezzo. Tale principio, era impostato sul continuo confronto fra utilità dei beni ottenibili con un dato processo produttivo, e quella dei beni e degli sforzi necessari per ottenerli. Tuttavia i progressi tecnici e le soluzioni corrispondenti a tale principio sono stati viziati da due colossali errori, che ora sono visibili e che si sono manifestati il primo già da qualche tempo, e cioè l’ aver ignorato il peso del fattore ecologico, e l’altro apparso proprio negli ultimi anni, ovvero l’ aver trascurato il peso del fattore energetico. Il fattore ecologico per molto tempo è stato del tutto ignorato. E’ solo da qualche anno che se n’ è cominciato a tenere conto. Molte delle colpe del depauperamento dell’ambiente naturale sono dovute alla circostanza che, nei calcoli dei mezzi da utilizzare nei processi produttivi, nella ricerca del minimo, non è mai stato compreso il costo del deterioramento dell’ambiente provocato dallo sforzo per lo svolgimento dei fattori produttivi. L’inquinamento è derivato, per lo meno per la parte maggiore, dalla errata convinzione che le risorse della Terra fossero inesauribili e non degradabili qualunque fosse l’azione degli uomini nell’usarle, o nel distruggerle. “Nel mondo nullo si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: questo era il principio comunemente ripetuto per giustificare anche aspetti negativi, in base al presupposto che le creazioni, le distruzioni e le trasformazioni effettuate dagli uomini, nell’insieme, avrebbero lasciato le cose nella loro posizione di equilibrio. E così, nel campo dell’applicazione delle scoperte scientifiche, è mancato un tempestivo avvertimento dei mali che ne sarebbero derivati.

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