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Utopia Vs. eterotopia. Poetica architettonica e tecnologie dell'informazione tra scenari e immaginario. Materiali e tecniche esecutive in tre progetti di Zaha Hadid, Shin Takamatsu e Future Systems.

Informazioni tesi

  Autore: Mario Previsdomini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Guido Nardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 614

"Until the end of the world, una totalità coerente di naturalità e di artificialità, di memoria e di megabyte, di deserti e di conurbazioni affollate, di sentimenti e di videofax, di piogge acide e di foreste ricostruite, di edificato e di demolito, di fiori e di insegne, di canyon e di motel on the road, oltre ogni ossimoro pensabile, ci consegneranno definitivamente alla naturale innaturalità delle cose del mondo." (Desideri, 1995, p. 91).
Obiettivo della tesi è verificare i materiali e le tecniche esecutive utilizzati in tre progetti di tre autori, la cui ricerca poetica è particolarmente influenzata dai caratteri di scenario e immaginario contemporanei. Verificare come la poetica ante-rem di Zaha Hadid, Shin Takamatsu e Future Systems, è stata applicata nella costruzione, e come queste costruzioni si relazionano con i temi della situazione urbana contemporanea. Verificare la coerenza nella scelta di questi materiali e di queste tecniche esecutive con gli assunti delle elaborazioni poetiche, con particolare riguardo alla elaborazione precedente, o coeva, di progetti sperimentali o non realizzati. Verificare i mezzi con cui si è cercato di raggiungere il fine di una architettura, parafrasando Mies, "... vitale, mutevole, nuova".
La tesi si inserisce nel filone di ricerca del Laboratorio Sperimentale di Laurea definito Cultura, storia e tecniche del costruire e si rivolge, in particolare, al confronto tra le poetiche di tre progettisti in relazione ai mutamenti culturali contemporanei, con particolare riguardo alle nuove tecnologie della informazione.
La scelta dei progettisti a cui riferirsi e degli edifici da prendere in esame è stata fatta, dopo aver vagliato molte possibilità, in funzione al grado di novità delle proposte poetiche e progettuali, in relazione alle considerazioni legate alle analisi svolte sullo scenario e immaginario culturale e urbano contemporanei e infine in funzione alla possibilità di visitare personalmente gli edifici costruiti oggetto di approfondimento.
Zaha Hadid è stata scelta per la dichiarata ispirazione ai temi della cultura contemporanea con l'uso poeticamente nuovo di materiali, spesso, tradizionali, per il movimento congelato e la leggerezza delle sue costruzioni, per l'ispirazione, dichiarata, alle avanguardie pittoriche e agli architetti del Movimento Moderno, per la particolare composizione degli edifici in relazione al contesto, per l'ispirazione a concetti come la fine della prospettiva euclidea nell'interpretazione dello spazio, ecc. (cfr. con De Sessa, 1996).
Shin Takamatsu per la fusione-confusione tra movimento e staticità, per la costruzione di ''macchine immobili'' (Fèlix Guattari in Guattari et alii, 1996, pp. 11-20), per l'uso ricercato di materiali tradizionali e innovativi per costruire edifici evidentemente ispirati a una estetica ispirata al futurismo e alla fantascienza.
Future Systems per il sistematico carattere sperimentale dei progetti, spesso non realizzati, da un punto di vista funzionale, formale e materiale, con evidenti ispirazioni all'immaginario indotto dalla cinematografia contemporanea (cfr. con Pawley, 1993).

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16 Inquadramento del problema scientifico <<... dobbiamo imparare a conoscere i moventi e le forze del nostro tempo e analizzarne la struttura da tre punti di vista: quello materiale, quello funzionale, e quello spirituale. Dobbiamo chiarire a noi stessi per quali rapporti la nostra epoca si differenzia dalle altre e per quali invece coincide. A questo punto sorgerà il problema della tecnica.>> (Ludwig Mies van der Rohe in Monestiroli, 1985, p. 46) Introduzione Il tema della tesi nasce, inizialmente, da alcune riflessioni sugli strumenti informatici al servizio della progettazione architettonica. Gli approfondimenti svolti, però, hanno presto ampliato l’orizzonte della ricerca allo studio delle influenze che le tecnologie informatiche e telematiche hanno avuto sulla cultura contemporanea, con un approccio interdisciplinare. Progetto di architettura e tecnologie informatiche Le tecniche informatiche, nell’ambito della progettazione assistita con programmi di Computer Aided Design, hanno fornito al progettista un nuovo strumento di lavoro che si configura come una vera e propria nuova tecnica per la produzione del progetto. Il disegno, però, in quanto modello virtuale del reale, è qualcosa in più di uno strumento, esso infatti influisce anche sull’oggetto architettonico: <<...disegnare per progettare si manifesta al contempo come disegnare durante il progettare e progettare durante il disegnare. È questa compresenza interagente fra il mezzo (disegnare) e il fine (progettare) che consente di avanzare verso la soluzione cercata e talvolta solo trovata.>> (Maldonado, 1992, p. 102) Il disegno tecnico si basa su proiezioni ortogonali, assonometrie e prospettive. Queste rappresentazioni bidimensionali di realtà tridimensionali hanno propri codici convenzionali che influiscono anche sul processo inventivo. L’uso dei nuovi strumenti informatici nella progettazione, dalla fase euristica a quella esecutiva, modifica la struttura della rappresentazione e influisce dunque sui modi dell'invenzione progettuale e sui metodi del processo compositivo (1). Oggi sono disponibili programmi avanzati, come per esempio Autocad, e programmi applicativi, come Allplan, Arten, ecc., con cui si possono creare modelli solidi virtuali dai quali derivare, in modo automatico, sezioni orizzontali, verticali, prospetti e quant’altro previsto dalle regole canoniche della rappresentazione del progetto. Queste nuove tecniche per la progettazione influiscono anche sulla creatività progettuale (2). Alla VI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia erano esposti diversi progetti che, per alcuni aspetti, prefiguravano queste nuove possibilità: i progetti di Kei’ici Irie per le stazioni di Tokyo, i disegni di Isuko Kasegawa, i progetti di Odile Decq e Benuit Cornette, i progetti presentati

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Parole chiave

eterotopia
future systems
poetica architettonica
progettazione architettonica
shin takamatsu
urbanistica
zaha hadid

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