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Accessibilità e usabilità dei siti web: una lettura del fenomeno e l'indagine sul campo

Informazioni tesi

  Autore: Sara Montina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Relazioni Pubbliche
  Relatore: Antonella Pocecco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

Parlare di Internet significa parlare di comunicazione. Prima di essere una rete fisica di computer collegati fra di loro che interagiscono inviandosi pacchetti di informazioni, prima di essere un nuovo mezzo di comunicazione che caratterizza e continuerà senz’altro a caratterizzare questo periodo storico, Internet rappresenta un nuovo linguaggio comune. Con questo lavoro si è inteso dunque indagare le origini e le problematiche legate al concetto di comunicazione nella rete. McLuhan ricorda che l’effetto fondamentale di ogni medium consiste nel mutamento delle proporzioni, del ritmo e degli schemi che introduce nei rapporti umani. Da questo punto di vista Internet e le sue applicazioni hanno modificato la relazione sociale, annullando la distanza fisica fra gli utenti attraverso l’istantaneità della comunicazione. Tale processo, che sostituisce o affianca l’interazione diretta fra le persone, genera nuovi linguaggi (ad esempio, la necessità di comunicare velocemente nelle chat o nelle e-mail ha portato a modificare la grafia di alcune parole, sia nella scrittura sul computer sia nella scrittura tradizionale: “xkè” al posto di “perché”) che a sua volta modificano le tipologie di relazioni determinando nuove appartenenze, nuove opportunità, ma anche nuove barriere. Il web nasce dall’intuizione di pochissimi esperti, in particolare Tim Berners-Lee, che per primi hanno saputo riunire in un rapporto sinergico due elementi già conosciuti dalla comunità scientifica mondiale, l’ipertesto e il computer network, le cui potenzialità venivano sì indagate approfonditamente, ma in ambiti separati. I singoli testi trasmessi e condivisi si arricchiscono di collegamenti e diventano ipertesti, che generano a loro volta altri testi ed altri collegamenti. L’ipertesto estende i propri collegamenti verso un computer network di livello mondiale, diventando un World Wide Web, ovvero una “ragnatela grande quanto il mondo” in cui gli utenti si scambiano in modo quasi istantaneo informazioni, documenti, immagini. Al di là dello straordinario intuito di Berners-Lee riguardo il linguaggio Html che ha reso possibile la realizzazione tecnica della rete, la vera idea rivoluzionaria risiede nel modo in cui Berners-Lee concepisce la rete. Fin dal progetto originario l’intenzione era quella di creare un mezzo di comunicazione non elitario, che permettesse lo scambio piuttosto che la diffusione unilaterale di informazioni; una rete in cui non solo tutti gli utenti sono posti su uno stesso livello comunicativo, ma dove avviene anche un continuo scambio circolare di ruoli fra emittente e ricevente. Indagando le attese degli scopritori di Internet, passando per le tappe della sua diffusione, è inevitabile domandarsi se la rete rappresenta lo strumento adatto per affrontare e sconfiggere le asimmetrie culturali presenti nella società, o non è altro che una ricombinazione e dilatazione ingegnosa di retaggi comunicativi preesistenti, che evolverà in un semplice canale di trasmissione, al servizio dei media tradizionali. Di fronte alle potenzialità di condivisione della conoscenza della rete, le istituzioni e le forze economiche si interrogano su chi ha il diritto reale ad accedervi e con quali mezzi si può facilitare l’accesso, non solo per questioni di filantropia, ma anche per problematiche riguardanti i costi sociali e ritorni economici. In una rete che trae forza da un processo di alfabetizzazione collettiva e non ha ancora sviluppato, e forse mai svilupperà, un proprio orientamento semantico stabile, vengono allora omaggiati come déi (i famosi guru dell’usabilità) coloro che, anche tramite soluzioni talvolta banali, hanno l’abilità di rendere semplice il complicato. In questo caso il “semplice” prende il nome di accessibilità e usabilità, inteso come rappresentazioni astratte dell’insieme dei requisiti essenziali che forniscono un accesso agevole ad Internet, e contribuiscono a rendere l’esperienza dell’utente che naviga, la migliore esperienza possibile. In sintesi l’accessibilità si riferisce a tutti i requisiti che permettono ad un sito di essere consultabile dal maggior numero di utenti, anche da parte di coloro che soffrono di disabilità fisiche e sensoriali, di coloro che dispongono di attrezzature obsolete, o che possiedono una preparazione informatica scarsa o nulla. L’usabilità invece riguarda il modo in cui sono rappresentate e distribuite le informazioni e garantisce la fruibilità della pagina e/o sito web. Con questo lavoro si intende fornire uno spunto di lettura del fenomeno, partendo dall’analisi dei principali autori che hanno indagato le tematiche dell’usabilità e accessibilità e le discipline collegate. Dall’analisi della letteratura e dalle evidenze delle criticità che Internet, come nuovo medium, porta con sé, si è pensato infine di calare nello specifico della realtà un caso concreto di analisi di accessibilità e usabilità, un sito web dedicato alle persone anziane.

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4 Introduzione Parlare di Internet significa parlare di comunicazione. Prima di essere una rete fisica di computer collegati fra di loro che interagiscono inviandosi pacchetti di informazioni, prima di essere un nuovo mezzo di comunicazione che caratterizza e continuerà senz’altro a caratterizzare questo periodo storico, Internet rappresenta un nuovo linguaggio comune. Con questo lavoro si è inteso dunque indagare le origini e le problematiche legate al concetto di comunicazione nella rete. McLuhan ricorda che l’effetto fondamentale di ogni medium consiste nel mutamento delle proporzioni, del ritmo e degli schemi che introduce nei rapporti umani. Da questo punto di vista Internet e le sue applicazioni hanno modificato la relazione sociale, annullando la distanza fisica fra gli utenti attraverso l’istantaneità della comunicazione. Tale processo, che sostituisce o affianca l’interazione diretta fra le persone, genera nuovi linguaggi (ad esempio, la necessità di comunicare velocemente nelle chat o nelle e-mail ha portato a modificare la grafia di alcune parole, sia nella scrittura sul computer sia nella scrittura tradizionale: “xkè” al posto di “perché”) che a sua volta modificano le tipologie di relazioni determinando nuove appartenenze, nuove opportunità, ma anche nuove barriere. Il web nasce dall’intuizione di pochissimi esperti, in particolare Tim Berners-Lee, che per primi hanno saputo riunire in un rapporto sinergico due elementi già conosciuti dalla comunità scientifica mondiale, l’ipertesto e il computer network, le cui potenzialità venivano sì indagate approfonditamente, ma in ambiti separati. I singoli testi trasmessi e condivisi si arricchiscono di collegamenti e diventano ipertesti, che generano a loro volta altri testi ed altri collegamenti. L’ipertesto estende i propri collegamenti verso un computer network di livello mondiale, diventando un World Wide Web, ovvero una “ragnatela grande quanto il mondo” in cui gli utenti si scambiano in modo quasi istantaneo informazioni, documenti, immagini.

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