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La conciliazione in Piemonte attraverso il ''''Fondo sociale europeo'': analisi e valutazione di alcuni progetti nella Provincia di Torino

Informazioni tesi

  Autore: Daniele D'angelo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: M. L. Di Tommaso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

Il tema della conciliazione nasce dalla necessità degli individui di rendere compatibili esigenze lavorative ed impegni familiari, cioè riuscire a combinare il tempo dedicato al lavoro retribuito e gli altri tempi di vita. E’ evidente, infatti, come il bisogno di cure in ambito familiare rappresenti un ostacolo alla partecipazione attiva degli individui al lavoro e le profonde trasformazioni sociali e demografiche in atto, non fanno che accentuare le carenze di un sistema sviluppatosi sottovalutando l'importanza di strutture e servizi di supporto alla famiglia. Emerge, quindi, la necessità di interventi rivolti in più aree in grado di incidere su di una serie di fattori, tra loro profondamente interconnessi: tempi di lavoro, tempi familiari e tempi sociali.
Tali interventi, volti nel complesso a favorire l’emergere di una CULTURA e di una PRASSI della conciliazione, richiedono ingenti sforzi da parte delle istituzioni e delle singole organizzazioni aziendali, non solo in termini organizzativi ma anche economici.
In questa prospettiva si coglie l’importanza del contributo economico offerto dal FSE, un fondo appositamente predisposto dall'UE per lo sviluppo della FORMAZIONE PROFESSIONALE e la lotta contro la DISOCCUPAZIONE. Le priorità specifiche del FSE sono definite dai PON cui conseguono i POR che, di fatto, gestiscono la distribuzione dei fondi sulla base delle necessità maggiormente riscontrate sul territorio, in cui gli interventi sono sviluppati secondo una struttura articolata in
assi, misure, obiettivi, linee di intervento.
Lo scopo del presente lavoro è quello di analizzare, attraverso un'attività di ricerca sul campo, l'entità e la tipologia degli interventi predispoti in Piemonte attraverso il contributo finanziario offerto dal FSE, in modo da valutare l'effettivo contributo che, iniziative simili, sono in grado di apportare in favore della conciliazione.
L'indagine passa attraverso l'analisi di 4 progetti selezionati tra quelli delle linee d'intervento che hanno visto il maggior numero di progetti approvati con il bando di regionale del 2003, promosso dalla Regione Piemonte nell'ambito del POR FSE 200-2006.

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5 Introduzione Il tema della conciliazione nasce dall’esigenza di promuovere, attraverso l’individuazione delle maggiori problematiche e delle politiche più opportune, la possibilità per donne e uomini di conciliare la propria vita lavorativa con quella familiare. Il bisogno di cure in ambito familiare, sia per accudire figli in età scolare e prescolare, che per assistere persone anziane o bisognose di particolare assistenza, rappresenta indubbiamente un ostacolo alla partecipazione attiva degli individui al lavoro. In un momento caratterizzato da profonde trasformazioni sociali e demografiche, quali, ad esempio, la presenza sempre più massiccia delle donne nel mercato del lavoro ed il preoccupante crollo delle nascite, è ancor più evidente la necessità che, oltre ad un maggior riconoscimento del lavoro di cura non retribuito, vengano adottate ulteriori e più efficaci strategie di conciliazione. I cambiamenti in atto, che vedono tramontare il lavoro di cura come prerogativa esclusivamente femminile, mettono in luce le carenze di un sistema sviluppatosi dando per scontata la presenza delle donne tra le mura domestiche, sottovalutando l’importanza dei servizi per l’infanzia e di misure volte ad incoraggiare un maggiore coinvolgimento di padri e mariti verso le proprie responsabilità familiari, oggetto, oggi, di un crescente interesse soprattutto da parte dei più giovani. Muovendosi nella direzione di una sostanziale parità di diritti emerge la necessità di interventi a più livelli: nelle forme di regolazione del mercato del lavoro, nell’offerta dei servizi, nei modelli culturali e di socializzazione. Il fine ultimo è armonizzare le diverse attività o interessi in modo che essi possano coesistere senza troppe frizioni o svantaggi per tutti/e i/le componenti della famiglia, ponendo l’enfasi sul principio della partecipazione equilibrata di uomini e donne all’attività professionale e alla vita familiare. Una partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini sia al mercato del lavoro sia alla vita familiare, che deve essere a vantaggio degli uni e delle altre, costituisce infatti un elemento indispensabile allo sviluppo della società e la

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