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Analisi ed ipotesi di trasformazione dell' Ex Ammazzatoio Pubblico della Città di Asti

Sommario.
L’intervento mira a riqualificare il complesso edilizio dell’ Ex Ammazzatoio Pubblico della Città di Asti, con destinazione Socio Didattico Espositiva, valorizzando le parti storiche e pregevoli dal punto di vista architettonico e costruttivo, mediante il restauro delle facciate e nuove costruzioni finalizzate a chiudere e regolarizzare in modo compiuto il complesso edilizio, a dialogare sia con il contesto urbano esistente che con le parti di quest’ultimo in fase di progetto da parte della Pubblica Amministrazione.
I corpi di fabbrica che rappresentano le porzioni più antiche dell’isolato in oggetto (manica prospiciente la Piazza Leonardo Da Vinci, il corpo centrale interno al cortile e parte delle maniche disposte ad est e ad ovest), saranno interessati da un intervento di ripristino della loro origine riprendendo le simmetrie delle aperture, il paramento esterno, le coperture e gli ingombri planimetrici e volumetrici primitivi, oltre alla demolizione di tutti i muri interni di separazione non portanti ed aggiunti per soddisfare le esigenze delle diverse destinazioni d’uso che si sono susseguite negli anni. E’ prevista la demolizione dell’edificio fatiscente a due piani fuori terra e dell’edificio ad un piano fuori terra, collocati entrambi sul fronte rivolto verso lo scalo ferroviario, oltre alla demolizione della pensilina in fibrocemento ubicata all’estremità della fronte sulla Via Goito.
La scelta progettuale sarà guidata dalla necessità di rispettare l’unità di stile del primitivo impianto del complesso edilizio, nei vincoli del Piano Regolatore e secondo le indicazioni della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici.
Le nuove destinazioni d’uso e i nuovi interventi saranno:
- Manica prospiciente la Piazza Leonardo Da Vinci: spazi relativi alla gestione e all’amministrazione (uffici di presidenza, direzione tecnico amministrativa, segreteria e amministrazione, servizi generali e protocollo, relazioni esterne, sale riunioni, archivi, portineria), spazi di servizio (biglietteria, informazioni).
- Manica prospiciente lo Scalo Ferroviario: spazi relativi alla conservazione (ricezione e smistamento di materiale museologici, spazi per la preparazione del materiale, laboratorio per il trattamento dei materiali, spazi destinati a servizi di museologia, officina per l’allestimento degli spazi espositivi), spazi di servizio (deposito, locali pulizie, spogliatoi), spazi relativi all’informazione, alla didattica e alla comunicazione(aula didattica, spazi per la proiezione di audio-visivi). Realizzazione di nuove costruzioni.

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9 Lo sviluppo urbanistico di Asti tra Ottocento e Novecento 1 . Nel corso dell’Ottocento in Europa si assiste alla nascita di nuove città e all’ampliamento di quelle antiche. Tali fenomeni favoriscono l’intervento dell’autorità pubblica attraverso le prime leggi sanitarie, che costituiranno la base dell'attuale legislazione urbanistica. Tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la sistemazione urbanistica delle città italiane si rifà alle teorie di Georges Heugéne Haussmann, il cui metodo prevedeva interventi radicali da attuarsi nelle città esistenti. Così furono condizionati i progetti ottocenteschi di ristrutturazione di Torino e anche i primi piani di Asti. Gli attuali caratteri urbanistici della città di Asti sono stati tracciati tra il 1840 e il 1913, con una serie di piani che si dovettero integrare con le caratteristiche di una città dalle radici storiche profonde. Il primo insediamento, (fondato da tribù autonome di liguri nella zona compresa tra il Castel Vecchio e il Castello di Varroni), era composto da una rete di strade concentriche ed intricate. Questa caratteristica non verrà eliminata neanche in seguito alla conquista romana. Altra importante caratteristica della storia urbanistica della città fu il decumano principale, ovvero la via del castrum con andamento orientato secondo il parallelo, che mantenne la sua importanza nel corso dei secoli: in epoca comunale era la contrada Maestra, durante il Barocco veniva arricchita dai palazzi signorili Alfieri, Mazzetti, Ottolenghi, e attualmente conserva il ruolo di arteria con valenza storica e commerciale, denominata Corso Alfieri. In epoca comunale, venne istituito il recinto dei nobili, circondato da mura e diviso in rioni dotati di una propria casa-forte e relativa torre; questa divisione della città sarà ancora visibile nelle tavole del Theatrum Statuum Sabaudie del 1682. Il nucleo centrale di Asti diventava un esempio emblematico di città di impianto medievale, come testimoniano gli schemi planimetrici aggrovigliati, la mancanza di ortogonalità, il disordine apparente e l’imprevedibile irregolarità degli allineamenti e dei fili di costruzione 2 . Per quanto riguarda le antiche mura di Asti, occorre distinguere fra la “Cerchia Romana”, la “Cerchia Interna” e la “Cerchia Esterna”. Si ritiene che la prima sia stata eretta nell’89 a. C. quando la città divenne colonia romana. La Cerchia Interna venne eretta nella seconda metà del X secolo e le sue mura furono in gran parte abbattute nel 1153 dal Barbarossa. Asti nel XIII secolo si munì di una cinta fortificata. La cerchia partiva da Castel Vecchio, raggiungeva la Porta di Santa Maria Nuova, sfiorava l’attuale Piazza Alfieri, svoltava verso

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Barbara Sorrentino Contatta »

Composta da 310 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1885 click dal 18/05/2006.

Disponibile solo in CD-ROM.