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Il credito al consumo

Informazioni tesi

  Autore: Federica Soligo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Antonio Proto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

Il credito al consumo nacque contemporaneamente allo sviluppo della produzione industria-le di massa; all’inizio la sua gestione venne assunta direttamente da soggetti operanti nella struttu-ra distributiva (esercenti commerciali e venditori), tramite il sistema della vendita a rate. Fu del tutto assente l’intervento di un terzo finanziatore finché la domanda di beni durevoli si mantenne relativamente bassa, ed il commerciante fu in grado di provvedere autonomamente a finanziare le proprie vendite.
È stato dapprima utilizzato per l’acquisto di beni dal prezzo elevato, per poi diffondersi in settori diversi nei quali i beni hanno prezzi più contenuti ed il prestito funge non solo da aiuto ma anche da incentivo agli acquisti, soprattutto per coloro che non hanno ingenti disponibilità liquide nell’immediato e desiderano acquistare beni di un certo valore. Il credito al consumo ha mutato nel tempo la sua funzione, divenendo così uno degli strumenti finanziari più diffusi tra le famiglie: da un bilancio familiare in difficoltà si passa al finanziamento di oggetti che assicurano confort e sta-tus sociale.
Nel primo capitolo del presente lavoro si descrive il profilo normativo del credito al consu-mo: dopo la definizione legislativa, la descrizione dei soggetti coinvolti e le caratteristiche oggetti-ve del contratto, vengono approfondite le norme sulla pubblicità e la trasparenza, e le vicende con-trattuali. A tutela del consumatore, oltre alle norme generali contenute nel Testo Unico bancario, vi sono la legge sulle clausole vessatorie, sull’usura, sulla protezione dei dati.
Si parla di prestito finalizzato quando con la sua erogazione viene finanziato l’acquisto di specifici beni o servizi ed il finanziatore verifica la destinazione della somma; il credito non finaliz-zato o personale, al contrario, non prevede alcuna destinazione specifica e può essere erogato an-che solo per bisogno di liquidità. Nel secondo capitolo si descrivono i singoli prodotti in riferimen-to a questa distinzione (vendita a rate, prestito personale, scoperto in conto corrente, credito rota-tivo o “revolving”, carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, leasing al consumo) e si studia, inoltre, il piano economico e finanziario, con le indicazioni sul calcoli del TAEG e sui piani di ammortamento del credito attraverso alcuni esempi.
Nel terzo capitolo, la domanda di credito al consumo è analizzata attraverso lo studio del reddito delle famiglie, la loro propensione media al consumo e all’indebitamento. Le famiglie ma-nifestano un crescente interesse per le problematiche legate all’impiego del risparmio allo scopo di soddisfare anticipatamente i bisogni familiari. Il ricorso al finanziamento può, però, rientrare nella “fisiologia” della gestione delle spese familiari o può rappresentare una “patologia” che porta all’insolvenza. Il settore creditizio si ripartisce in banche generaliste , e in società finanziarie e banche specializzate. Questi operatori si sono adattati ai mutamenti delle esigenze delle famiglie, cercando di introdurre funzioni e ruoli orientati alla customer satisfaction, offrendo pacchetti di servizi associati alla vendita di altri prodotti.

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Il credito al consumo nacque contemporaneamente allo sviluppo della produzione indu- striale di massa; all’inizio la sua gestione venne assunta direttamente da soggetti operanti nel- la struttura distributiva (esercenti commerciali e venditori), tramite il sistema della vendita a rate. Fu del tutto assente l’intervento di un terzo finanziatore finché la domanda di beni dure- voli si mantenne relativamente bassa, ed il commerciante fu in grado di provvedere autonoma- mente a finanziare le proprie vendite. È stato dapprima utilizzato per l’acquisto di beni dal prezzo elevato, per poi diffondersi in settori diversi nei quali i beni hanno prezzi più contenuti ed il prestito funge non solo da aiu- to ma anche da incentivo agli acquisti, soprattutto per coloro che non hanno ingenti disponibi- lità liquide nell’immediato e desiderano acquistare beni di un certo valore. Il credito al consu- mo ha mutato nel tempo la sua funzione, divenendo così uno degli strumenti finanziari più dif- fusi tra le famiglie: da un bilancio familiare in difficoltà si passa al finanziamento di oggetti che assicurano confort e status sociale. Nel primo capitolo del presente lavoro si descrive il profilo normativo del credito al consumo: dopo la definizione legislativa, la descrizione dei soggetti coinvolti e le caratteristi- che oggettive del contratto, vengono approfondite le norme sulla pubblicità e la trasparenza, e le vicende contrattuali. A tutela del consumatore, oltre alle norme generali contenute nel Testo Unico bancario, vi sono la legge sulle clausole vessatorie, sull’usura, sulla protezione dei dati. Si parla di prestito finalizzato quando con la sua erogazione viene finanziato l’acquisto di specifici beni o servizi ed il finanziatore verifica la destinazione della somma; il credito non finalizzato o personale, al contrario, non prevede alcuna destinazione specifica e può essere erogato anche solo per bisogno di liquidità. Nel secondo capitolo si descrivono i singoli pro- dotti in riferimento a questa distinzione (vendita a rate, prestito personale, scoperto in conto corrente, credito rotativo o “revolving”, carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, leasing al consumo) e si studia, inoltre, il piano economico e finanziario, con le indicazioni sul calcoli del TAEG e sui piani di ammortamento del credito attraverso alcuni esempi. Nel terzo capitolo, la domanda di credito al consumo è analizzata attraverso lo studio del reddito delle famiglie, la loro propensione media al consumo e all’indebitamento. Le fami- glie manifestano un crescente interesse per le problematiche legate all’impiego del risparmio allo scopo di soddisfare anticipatamente i bisogni familiari. Il ricorso al finanziamento può, però, rientrare nella “fisiologia” della gestione delle spese familiari o può rappresentare una “patologia” che porta all’insolvenza. Il settore creditizio si ripartisce in banche generaliste , e in società finanziarie e banche specializzate. Questi operatori si sono adattati ai mutamenti del- le esigenze delle famiglie, cercando di introdurre funzioni e ruoli orientati alla customer sati- sfaction, offrendo pacchetti di servizi associati alla vendita di altri prodotti. 3

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Parole chiave

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credito
indebitamento
piano ammortamento
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propensione consumo
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