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Crisis Management nella Pubblica Amministrazione. Casi e microcasi di crisi nella città di Bologna

La convinzione della possibilità di crescita conseguente a una crisi porta ad indagare la funzione che l’applicazione delle tecniche di gestione della crisi può avere su di un’organizzazione, permettendo ad essa non solo di superare l’evento critico, ma anche di trarre insegnamenti dall’accaduto, per crescere, per migliorarsi.
A partire da quest’assunto, si è scelto d’indagare l’applicazione delle tecniche di Crisis Management nella Pubblica Amministrazione, e in particolare la gestione dei processi di comunicazione in stato di emergenza, risorse fondamentali lungo tutto il processo, decisive per la risoluzione e il superamento della crisi.
Questo perché uno Stato dev’essere garanzia di stabilità per i suoi cittadini, e sebbene si debba poter considerare l’imprevedibile, perché nessuna organizzazione, sia essa pubblica o privata, è immune dalla crisi, ogni Stato dev’esser in grado di far fronte alle emergenze e superarle. È nel dovere di un Paese proteggere la popolazione ed è agli organi di governo che la cittadinanza fa riferimento nel momento di crisi. È quindi fondamentale, in una situazione di emergenza, che la comunità venga informata, nel rispetto degli obblighi di trasparenza e visibilità che la legge impone, non solo per dovere di democrazia, ma perché solo comunicando si può creare uno spirito di collaborazione e un clima di fiducia necessari al superamento delle diffcoltà.
Ciò acquista ancora più senso nel contesto italiano, là dove, da un lato gli organi della Pubblica Amministrazione sono caratterizzati da un’immagine di negatività e immobilismo, dall’altro l’introduzione delle pratiche di informazione e comunicazione da parte della Pubblica Amministrazione risale ad un tempo recente. In un Paese che ha iniziato un cammino di comunicazione mirata all’apertura e alla trasparenza da circa un quindicennio, è forse pretendere troppo andare ad indagare la comunicazione in un contesto come quello della gestione dell’emergenza, già critico per definizione? Se così fosse, credo, si rimarrebbe nell’immobilismo di cui si accusa la Pubblica Amministrazione. Proprio a causa delle caratteristiche del nostro sistema pubblico, invece, è determinante andare ad analizzare la comunicazione di crisi, o la mancanza della stessa. A partire da una considerazione, forse troppo ovvia e banale, ma comunque parte di un sentire comune, quella di un sistema pubblico perennemente in crisi, nel quale forse, l’applicazione di strategie di crisis management permetterebbe di risolvere alcuni aspetti critici o di migliorare ed evitare le crisi quotidiane. Se il nostro paese è malato d’immobilità, se le Pubbliche Amministrazioni italiane devono quotidianamente affrontare questioni di ordinaria amministrazione che la maggior parte delle volte presentano le caratteristiche di eventi critici, l’applicazione di corrette strategie di comunicazione ne può forse migliorare la gestione.
Ci sono crisi eclatanti, casi di gravità estrema e visibilità massima, ma la maggior parte di esse sono crisi ordinarie. La loro sommatoria, aldilà dei picchi dei casi singoli, è forse la causa del sentimento diffuso di inefficienza che contraddistingue il settore pubblico.
Questa tesi procede come una messa a fuoco graduale, dal generale al particolare. Da una visione generale che considera la crisi come un momento di perturbazione che può colpire qualsiasi organizzazione in qualsiasi momento, il fuoco pian piano si stringe, passando per l’applicazione di strategie pratiche di azione e comunicazione nel mondo della P.A., fino a fermarsi sull’analisi della realtà concreta. Si sofferma ad indagare la realtà di un comune italiano, alle prese con casi di crisi che vanno da un livello di visibilità massima fino a casi microscopici, di ordinaria amministrazione, problemi quotidiani che evolvono in crisi generando emergenze, a cui la P.A. è chiamata a far fronte con tempestività e creatività.
In ogni teoria sul Crisis Management si afferma che una crisi, se mal gestita, può portare alla morte di chi la vive. Questa tesi nasce nell’idea che, nonostante tutte le crisi che possa attraversare, la Pubblica Amministrazione non possa giungere alla morte, non oggi almeno, ma che possa solo migliorarsi.

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6 Introduzione Il concetto di crisi rimanda, in differenti culture del mondo occidentale e orientale, all’idea di un contesto conflittuale, ad una realtà disgregata e caotica, ma anche ad una possibilità di crescita, di rinascita, di miglioramento. In greco il concetto di crisi è legato alla percezione della differenza e alla consapevolezza dell’evento critico come processo di trasformazione. In latino è legato ai concetti di divisione, disgiunzione, prova, rischio, ma anche di punto di svolta conseguente ad una decisione. Nella lingua cinese l’ideogramma che simboleggia la crisi è costituito da due parti: la prima rappresenta la minaccia e il pericolo, la seconda rappresenta l’opportunità. Sebbene oggi la parola crisi mantenga maggiormente la valenza negativa, è indubbio che il passaggio di una crisi comporti dei cambiamenti nell’ambiente che la esperisce, ma la rottura con l’ordine preesistente e il cambiamento possono implicare anche un processo di crescita. La convinzione della possibilità di crescita conseguente a una crisi porta ad indagare la funzione che l’applicazione delle tecniche di gestione della crisi può avere su di un’organizzazione, permettendo ad essa non solo di superare l’evento critico, ma anche di trarre insegnamenti dall’accaduto, per crescere, per migliorarsi. A partire da quest’assunto si è scelto d’indagare l’applicazione delle tecniche di Crisis Management nella Pubblica Amministrazione, e in particolare la gestione dei processi di comunicazione in stato di emergenza, risorse fondamentali lungo tutto il processo, decisive per la risoluzione e il superamento della crisi. Questo perché uno Stato deve essere garanzia di stabilità per i suoi cittadini, e sebbene si debba poter considerare l’imprevedibile, perché nessuna organizzazione, sia essa pubblica o privata, è immune dalla crisi, ogni Stato deve esser in grado di far fronte alle emergenze e superarle. È nel dovere di un Paese proteggere la popolazione ed è agli organi di governo che la cittadinanza fa riferimento nel momento di crisi. È quindi fondamentale, in una situazione di emergenza, che la comunità venga informata, nel rispetto degli obblighi di trasparenza e visibilità che la legge impone, non solo per dovere di democrazia, ma perché solo comunicando si può creare uno spirito di collaborazione e un clima di fiducia necessari al superamento delle difficoltà.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sara Muscogiuri Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3467 click dal 13/01/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.