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Autorizzazione paesaggistica in sanatoria e condono ambientale

Il presente lavoro mira ad un'analisi dell'istituto pubblicistico dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, considerato alla luce non solo del diritto vigente, ma anche del suo retaggio storico.

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1 CAPITOLO I 1. Le ragioni di una codificazione Non è possibile parlare di autorizzazione paesaggistica in sanatoria senza un cenno, sia pur breve, al testo normativo da cui l’istituto è disciplinato, il «Codice dei beni culturali e del paesaggio», di cui al D.lg. 22 gennaio 2004, n. 42, entrato in vigore il 1° maggio 2004. “La legislazione post-unitaria che si è occupata del patrimonio artistico del nostro Paese si è ispirata ad alcune fondamentali idee guida, rivenienti già, nel loro sostrato culturale, dall’illuminismo. In primis, l’insopprimibile esigenza di conoscere il patrimonio medesimo e, a tal fine, provvedere alla sua individuazione e catalogazione. In secondo luogo, la necessità di porre limitazioni alla privata disponibilità dei beni costituenti detto patrimonio, per ragioni di conservazione e circolazione all’interno e all’esterno dello Stato. Tutto ciò in risposta alle tante spoliazioni subite dal Paese dalla fine del Seicento in poi. Infine, la necessità di procedere all’acquisizione, anche coattiva, delle realtà più significative per integrare le raccolte pubbliche, che nel nostro Paese erano tutte di provenienza nobiliare” 1 . La disciplina così riassunta aveva ad oggetto “cose” che si caratterizzavano tutte per la loro elevatissima qualità: la legge regolava, infatti, i destini di quei soli oggetti suscettibili di testimoniare al sommo grado la secolare civiltà artistica che aveva fatto dell’Italia, sotto tale profilo, un unicum sul piano mondiale. Non deve trarre in inganno il riferimento (in quella che, per rigore concettuale e coerenza strutturale interna, è stata considerata per decenni un modello insuperato di chiarezza normativa, la legge n. 1089/1939) ad una valenza non esclusivamente artistica, ma 1 Mario L. Torsello, Consigliere di Stato, “Le ragioni di una codificazione (il Codice dei beni culturali e del paesaggio)”, su http://www.giustizia-amministrativa.it/documentazione/studi_contributi/torsello_codice.htm

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Maurizio Resta Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.