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Fotoelasticità Automatica: Analisi di alcuni metodi a variazione di fase

Sono stati analizzati nel dettaglio alcuni metodi a variazione di fase nell'ambito della fotoelasticità automatica

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3 1 CENNI SULLA FOTOELASTICITA’ 1.1 Nascita e sviluppo La storia della fotoelasticità ha inizio nel 1853 con le osservazioni sulla birifrangenza fatte da Brewster, ma in questi 150 anni l’interesse verso di essa ha avuto alti e bassi, legati all’andamento delle scoperte scientifiche e tecnologiche; dopo le prime osservazioni, infatti, c’è stato un primo lungo periodo di abbandono dell’argomento fino alla scoperta, negli anni ’40, dei polimeri, ed un secondo periodo successivo allo sviluppo del metodo degli elementi finiti negli ultimi anni ’50. 1 E’ a partire dagli anni ‘70 che lo sviluppo delle CCD e dei personal computer ha contribuito a risvegliare l‘interesse su queste tematiche. Fino ad allora quella che veniva effettuata era un’analisi fotoelastica manuale, una tecnica puntuale, lenta e richiedente una grande esperienza ed abilità da parte dell’operatore; l’individuazione dell’angolo di isoclina, infatti, avveniva punto per punto ruotando in maniera combinata il polarizzatore e l’analizzatore aventi tra loro gli assi incrociati, segnando l’angolo relativo alla posizione dell’analizzatore rispetto all’orizzontale ogni volta che si aveva l’estinzione della luce in quel punto ed infine tracciando una curva continua che unisse i punti segnati con lo stesso angolo; in maniera altrettanto lenta ed approssimata avveniva anche la determinazione degli ordini di frangia isocromatica, individuando i punti in cui si aveva l’estinzione della luce, segnandoli come appartenenti a frange di ordine intero, ed interpolando per stabilire l’ordine frazionario di tutti gli altri punti. 1 Cfr. E.A. Patterson, “Digital photoelasticity: principles, practice and potential” in Strain 38, pp. 27-39, 2002.

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Riccardo Deplano Contatta »

Composta da 214 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1619 click dal 18/01/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.