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La rivoluzione khomeinista: l'Iran sciita, il governo islamico e le relazioni internazionali

Nella prima parte di tale studio si intendono evidenziare le specificità dell’Iran sciita che hanno reso possibile l’abbattimento di un regime che, puntando fermamente alla modernizzazione-occidentalizzazione del paese, metteva a rischio un’identità primaria (religiosa e sociale) del popolo iraniano e la conseguente instaurazione di una repubblica islamica con a capo una personalità carismatica come Khomeini in grado di incarnare le attese politiche e religiose del momento.
Nella seconda parte vengono analizzate le relazioni internazionali dalla rivoluzione ai nostri giorni. L’Iran, infatti, per posizione geostrategica e per ricchezze petrolifere rappresenta una chiave di volta non trascurabile per la stabilità del Medio Oriente e per il controllo delle risorse del golfo Persico e delle nuove risorse dell’Asia centrale.
A venticinque anni dalla rivoluzione le basi filosofiche della Repubblica islamica non sono mutate, mentre è profondamente mutato il quadro internazionale. Da un mondo bipolare diviso tra Mosca e Washington in cui a Teheran vigeva lo slogan della rivoluzione “né Est né Ovest”, si è passati, dopo l’implosione dell’Unione Sovietica, attraverso una transizione decennale in cui le relazioni internazionali iraniane sono state guidate dal pragmatismo del “sia Est che Ovest”. La transizione è terminata dopo gli attacchi dell’11 settembre che hanno portato alla ribalta il fenomeno del terrorismo di matrice islamica creando un nuovo nemico contro cui costruire il nuovo ordine mondiale.
L’inserimento dell’Iran nel cosiddetto “asse del male” impone oggi l’interrogativo se sarà Teheran il prossimo obiettivo della lotta al terrorismo. In tale ottica vengono descritte le dinamiche in atto tra Washington e Teheran divise sul futuro dell’area dopo le “elezioni” in Afghanistan e in Iraq, sulla questione nucleare, sul terrorismo internazionale e sull’esportazione della democrazia alla luce di una sorta di complesso mai sopito che ricorre ormai da venticinque anni nel subconscio politico degli Stati Uniti.

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4 INTRODUZIONE Il XX secolo è stato caratterizzato da numerosi eventi rivoluzionari i quali hanno accavallato ideologie e regimi nei paesi in cui si sono verificati, imprimendo al corso degli eventi quell’andamento dal quale è scaturito l’attuale assetto politico mondiale. Il termine “rivoluzione” è così assunto a sinonimo di rovesciamento di una struttura con la sostituzione di nuove idee e l’affermazione di un modello fondato sul presupposto della sovranità delegata dal basso e dalla più rigida separazione tra il temporale e lo spirituale. Ad un tale inquadramento sfugge il processo rivoluzionario dell’Iran, al centro del quale si situa invece la volontà di cancellare un regime estraneo alla realtà culturale e spirituale del paese per sostituirlo con un ordine sociale fondato sulla tradizione islamica: rivoluzione nel senso latino di revolveo, di ritorno al punto di partenza inteso come una realtà esistenziale basata su principi metafisici e religiosamente articolata su di essi. La Costituzione della Repubblica islamica dell’Iran si apre pertanto con la formula “In nome dell’Onnipotente”. L’idea della totalità esistenziale inserita in un alveo religioso (e quindi inscindibilmente collegata ad una Realtà Assoluta al cui volere si sottomette l’individuo) fatta propria dalla legge fondamentale della Repubblica islamica dell’Iran non è comprensibile in una società secolarizzata dell’Occidente che ha vissuto la “morte di Dio”. Per questa ragione la rivoluzione iraniana si è autorappresentata per il suo preteso carattere totale in quanto ha inteso racchiudere in sé una verità oggettiva di origine divina che ha costituito il paradigma della politica interna ed estera dell’Iran dopo il 1979. Nella prima parte di tale studio si intendono evidenziare le specificità dell’Iran sciita che hanno reso possibile l’abbattimento di un regime che, puntando fermamente alla modernizzazione-occidentalizzazione del paese, metteva a rischio un’identità primaria (religiosa e sociale) del popolo iraniano e la conseguente instaurazione di una repubblica islamica con a capo una personalità carismatica come Khomeini in grado di incarnare le attese politiche e religiose del momento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Claudio Libertucci Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6154 click dal 23/01/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.