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La Conferenza di Servizi

Nel mondo dell’amministrazione pubblica italiana, la semplificazione amministrativa è tema che affiora già all’inizio del secolo scorso , sino alla consacrazione normativa nel Capo IV della l. n° 241/1990, intitolato “Semplificazione dell’azione amministrativa”.
L’esigenza di semplificazione nasce, nell’ordinamento italiano, da due fattori. Il primo fattore è dato dal fatto che, nelle società moderne ( e democratiche ) l’ordinamento riconosce tanti interessi meritevoli di tutela.
Questi interessi non sono normalmente gerarchizzati dalla legge e quindi il rapporto, la composizione, la ponderazione, il contemperamento fra di essi vengono sempre più spesso realizzati con moduli orizzontali e consensuali e non più, o sempre di meno, con moduli verticali e gerarchici.
Il secondo fattore è l’altissimo tasso di dispersione delle funzioni. L’ordinamento italiano è basato su una allocazione delle funzioni alquanto irrazionale, che risponde a logiche assai eterogenee e risente, soprattutto di un processo di stratificazione nel tempo, per cui non soltanto le diverse funzioni sono male allocate tra le varie amministrazioni, ma spesso la stessa funzione è allocata per frammenti e per particelle fra le diverse amministrazioni.
Di conseguenza l’azione amministrativa sembra spesso rispondere al principio della fisica detto “principio di indeterminazione”, per cui quando si sa dove si trova non si sa dove va, e quando si sa dove va non si sa dove si trova .
E’ di tutta evidenza l’avvertita necessità di semplificazione, condizione essenziale di un corretto funzionamento, prima ancora che di miglioramento e di modernizzazione del sistema. In questo quadro gli strumenti di semplificazione sono concepiti come meccanismi sostitutivi di procedimenti, grazie ai quali si sposta e si concentra l’ esercizio delle attribuzioni diffuse in capo a numerosi soggetti.
Fra gli strumenti di semplificazione è compresa, appunto, la conferenza di servizi.

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3 INTRODUZIONE Nel mondo dell’amministrazione pubblica italiana, la semplificazione amministrativa è tema che affiora già all’inizio del secolo scorso 1 , sino alla consacrazione normativa nel Capo IV della l. n° 241/1990, intito- lato “Semplificazione dell’azione amministrativa”. L’esigenza di semplificazione nasce, nell’ordinamento italiano, da due fattori. Il primo fattore è dato dal fatto che, nelle società moderne ( e democratiche ) l’ordinamento riconosce tanti interessi meritevoli di tu- tela. Questi interessi non sono normalmente gerarchizzati dalla legge e quindi il rapporto, la composizione, la ponderazione, il contempera- mento fra di essi vengono sempre più spesso realizzati con moduli o- rizzontali e consensuali e non più, o sempre di meno, con moduli ver- ticali e gerarchici. Il secondo fattore è l’altissimo tasso di dispersione delle funzioni. L’ordinamento italiano è basato su una allocazione delle funzioni al- quanto irrazionale, che risponde a logiche assai eterogenee e risente, soprattutto di un processo di stratificazione nel tempo, per cui non sol- tanto le diverse funzioni sono male allocate tra le varie amministra- zioni, ma spesso la stessa funzione è allocata per frammenti e per par- ticelle fra le diverse amministrazioni. Di conseguenza l’azione amministrativa sembra spesso rispondere al principio della fisica detto “principio di indeterminazione”, per cui quando si sa dove si trova non si sa dove va, e quando si sa dove va non si sa dove si trova 2 . 1 MELIS, Storia dell’amministrazione italiana, Bologna 1996. 2 V. Rapporto sulle condizioni delle pubbliche amministrazioni, Roma, 1993.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: ALESSANDRO SABELLI Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.