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Psicoanalisi e neuroscienze: una analisi critica di un dibattito attuale

Informazioni tesi

  Autore: Cesare Tulli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alessandra De Coro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

Il proposito di questa tesi si snoda su due livelli: il primo, di carattere prettamente storico, è quello di delineare l' evoluzione dei modelli psicoanalitici, dalle prime teorizzazioni freudiane alle odierne rivisitazioni dei modelli sulla costituzione e il funzionamento della mente, con una particolare focalizzazione dell’attenzione sui presupposti biologici e neuropsicologici che ne governano il funzionamento. Il secondo, più personale, che sarà esposto nel terzo ed ultimo capitolo, scaturisce invece da una convinzione, rafforzatasi sempre di più durante gli studi universitari e a seguito di specifiche ricerche, sulla compatibilità tra il corpus teorico psicoanalitico e le attuali conquiste conoscitive delle neuroscienze. Su questa base presenterò un modello ipotetico di funzionamento mentale, attingendo alle ricerche avviate da alcuni pionieri del campo, quali Edelman, Damasio, Ledoux e Mark Solms e proponendo una sistematizzazione dell’argomento.
In particolare, nel primo capitolo proporrò una disamina dei primi studi pionieristici di Freud nel campo della psichiatria partendo dalle prime ricerche sull’afasia e gli studi sull’isteria condotti insieme a Josef Breuer. Poi descriverò Il "Progetto di una psicologia"(1895), opera fondamentale per capire le basi teoriche ed epistemologiche su cui Freud innalzò il proprio edificio concettuale ed opera necessaria per chiunque si avvicini alle neuroscienze contemporanee, in quanto si tratta di uno dei primi tentativi di sistematizzazione modellistica del funzionamento psichico scientificamente e metodologicamente valido, in un epoca in cui il cervello era ancora un vero mistero. Analizzando, seppure in modo sintetico, il progressivo allontanamento di Freud dal modello neurologico fino ad arrivare alle ultime produzioni metapsicologiche, approderò poi alle prime revisioni dei concetti psicoanalitici applicate dai teorici revisionisti per far fronte alla caduta di alcuni dei pilastri portanti della metapsicologia e delle teorie cliniche freudiane. Caduta avvenuta sotto l’influsso dei modelli relazionali e soprattutto a seguito delle principali scoperte provenienti dall’infant research e dagli studi etologici, che con la focalizzazione sulla predisposizione del bambino alla ricerca dell’oggetto hanno fatto vacillare gli assunti delle teorie strutturali freudiane. Il paragrafo conclusivo del primo capitolo verterà sulla possibile compatibilità cioè tra psicoanalisi e neuroscienze.
Il secondo capitolo inizierà con uno dei quesiti maggiormente dibattuti tra gli studiosi della disciplina, ovvero, sulla possibilità di effettuare correlazioni valide tra psicoanalisi e neuroscienze con i dati attuali della disciplina, quesito rimasto ancora irrisolto nonostante i numerosi tentativi di risposta definitiva, ma sempre più vicino, sembra, a produrre ipotesi fondatamente accreditate. Il capitolo proseguirà poi con la disamina delle maggiori confutazioni sulla validità scientifica della psicoanalisi inoltrata dai maggiori critici e filosofi della scienza del novecento. Non sarebbe possibile infatti proporre una ipotesi metodologicamente valida dal punto di vista scientifico, senza analizzare le fratture e le problematiche aperte dagli studiosi del nostro secolo sulla validità epistemica della psicoanalisi. Fratture che hanno sicuramente ridimensionato la possibilità di basare su forti basi scientifiche l’onnicomprensività della spiegazione psicoanalitica del comportamento umano, ma che, d’altra parte, non sono neanche riuscite a demolire la validità scientifica della gran parte delle intuizioni freudiane e di alcune ipotesi causali della teoria psicoanalitica stessa. Passate in rassegna le critiche, inizierò ad introdurre il nocciolo della questione, ripercorrendo le tappe e gli studi principali nell’ esplorazione del funzionamento mentale con approccio neurologico, con particolare attenzione a memoria, apprendimento e coscienza, iniziati nella seconda metà del novecento da scienziati quali Donald Hebb, fino ad arrivare ai più completi risultati degli studiosi contemporanei quali Kandel, Damasio, Edelman e Solms. Nel capitolo conclusivo mi permetterò invece di proporre un modello di funzionamento mentale che coniugherà i contributi degli studiosi su menzionati, e che sarà arricchito di alcuni spunti personali.

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Psicoanalisi e neuroscienze: una analisi di un dibattito attuale. 6 Introduzione. Il proposito di questa tesi si snoda su due livelli: il primo, di carattere prettamente storico, è quello di delineare la ben nota (agli esperti del settore) evoluzione dei modelli psicoanalitici, dalle prime teorizzazioni freudiane alle odierne rivisitazioni dei modelli sulla costituzione e il funzionamento della mente, con una particolare focalizzazione dell’attenzione sui presupposti biologici e neuropsicologici che ne governano il funzionamento. Il secondo, più personale, che sarà esposto nel terzo ed ultimo capitolo, scaturisce invece da una personale convinzione, rafforzatasi sempre di più durante gli studi universitari e a seguito di personali ricerche, sulla compatibilità tra il corpus teorico psicoanalitico e le attuali conquiste conoscitive delle neuroscienze (sempre dopo le dovute ricontestualizzazioni storiche delle teorie). Su questa base presenterò un modello ipotetico di funzionamento mentale, attingendo sì a ricerche già avviate da alcuni pionieri del campo, quali Edelman, Damasio, Ledoux e Mark Solms, e proponendo una sistematizzazione dell’argomento, pur con la consapevolezza dell’inesauribilità dei quesiti che vengono posti data la complessità dei fenomeni studiati. In particolare, nel primo capitolo proporrò una disamina dei primi studi pionieristici di Freud nel campo della

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