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A - Menic / Cinema. Da Dada al Progetto Cronenberg

Il sottotitolo è più che altro nominale, visto che tra la prima e la seconda parte non sembrano esserci elementi di contatto. La prima parte è soprattutto dedicata ai film di Luis Buñuel, in particolare ai suoi due primi film e ai rapporti tra il regista aragonese e Sade. Dopo aver introdotto Dada e il Surrealismo, parliamo appunto di UN CHIEN ANDALOU e de L’ÂGE D’OR, considerandoli come un unico oggetto, come un’unica storia osservata dal punto di vista della donna a cui nel prologo del primo film viene tagliato l’occhio.
Dopo una piccola parentesi, dedicata soprattutto all’ultima parte della filmografia di Buñuel, che intende dimostrare il suo essere sempre e comunque surrealista, vedremo come il suo essere eretico ed anarchico derivi in larga parte dall’influenza di Sade; per entrambi è in gioco la ricerca di una purezza originaria, divenuta ormai irraggiungibile.

La seconda parte verte sul cinema cronenberghiano, analizzando prima le “ossessioni” del regista canadese – i suoi rapporti con la realtà, con il sesso, con il sadismo, con la carne, con la (ri)nascita, ecc. – per poi soffermarci sul progetto Cronenberg, sulla nascita della Nuova Carne, sulla ridefinizione del corpo attraverso la tecnologia, sulla creazione di un oltreuomo che aspira a superare la “contesa” mente-corpo, fondendosi con tutte le macchine da cui può trarre vantaggio.

E tra queste due parti si trova un intermezzo alquanto personale. Ora, se si considerano le due parti come componenti della struttura di un film – un primo e secondo tempo insomma – si può ben intendere quell’intermezzo come l’intervallo. E intendere l’intervallo medesimo come momento di riflessione tra ciò che si è già visto e ciò che si andrà a vedere. L’intermezzo in questione non è altro che un’idea di cinema, immaginato, pensato, voluto.
È l’intermezzo stesso ad essere A-MENIC/CINEMA.

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2 Premessa Partire da Dada per arrivare alla Nuova Carne. Ecco l’intento del lavo- ro. O per meglio dire, questo è l’intento che potrebbe proporsi il sotto- titolo. Il titolo vero è un altro: A-MENIC / CINEMA. Non è certo intenzione di chi scrive fare delle monografie sui registi, nella fattispecie Buñuel e Cronenberg, né tracciare chissà quale profi- lo. I film li ho sempre osservati, evitando di entrarci troppo dentro. Dopotutto nel conoscere ciò di cui parlo(accenno) mi son basato so- prattutto sulle opere di loro medesimi e su ciò che loro stessi ne hanno detto. Certo poi un confronto critico ci vuole pure. Il titolo. A- MENIC / CINEMA. Oltre a citare il breve film di Duchamp, que- sto titolo gioca molto, in maniera appunto duchampiana se si vuole, sulle lettere che lo compongono. E ciò gioca soprattutto su due com- binazioni di parole: A ME NIC: CINEMA. Ovvero un cinema che viene a me. AMEN (H)IC CINEMA. Ovvero un cinema che “così sia” “qui”. Ed è nell’intermezzo che prendono corpo queste combinazioni di pa- role. E visto che si stava parlando di titoli, qualche parola la merita anche il titolo dell’intermezzo. I’ll be my myrror evidentemente richiama, oltre ad un’utile libro di Fabiola Naldi, soprattutto una foto-autoritratto di Urs Lüthi, nonché una nota canzone dei Velvet Underground. Si certo lì il titolo era I’ll be your mirror, mentre qui è l’esatto opposto – I’ll be my mirror. Ma il mio narcisismo e la mia “evidente schizofrenia”, necessaria ai fini di un’intervista fatta a me stesso medesimo, non po- tevano che farmi essere la lusinga di me stesso. L’intermezzo. In principio il “corpus” di questo lavoro doveva, nella mia mente se non altro, essere soltanto questo intermezzo. Ma poi cominciai a pen- sare che forse poteva anche non essere adatto – troppo personale in fondo; in più avevo cominciato a leggere di Dada. Sia chiaro che ciò che è presente adesso è soltanto una minima parte di tutto ciò che era presente nella versione iniziale; tutti i deliranti deliri son stati rimossi. Dopotutto intervisto me stesso fra una quindicina d’anni, e in 15 anni di cose ne capitano nella vita di un uomo. Ho solo lasciato le cose che potevano essere inerenti al cinema, né più, né meno.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicola Giuseppe Scelsi Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2550 click dal 09/02/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.