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''Galleggiano tutti ...'' Il genere horror tra arte e mercato

Il presente lavoro delinea un percorso critico che vuole indagare il genere horror negli esiti degli ultimi dieci anni. Dopo un rapido excursus storico-critico, si attua una puntuale ricostruzione del panorama della produzione horror contemporanea, cercando di evidenziarne le costanti di riproduzione di moduli consolidati e al contempo di mostrarne gli sviluppi creativi più originali e interessanti. A questo fine si è cercato di ampliare la il discorso oltre i tradizionali confini statunitensi ed europei prendendo in considerazione la nuova onda dell’Est asiatico.
A partire da questa indagine, si propone infine un’interpretazione critica che vuole mettere in luce come sia possibile rintracciare un continuo scambio tra produzioni standardizzate secondo consolidati meccanismi narrativi e commerciali e opere originali, prodotte secondo spinte d’autore più libere ed innovative.

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1 INTRODUZIONE La scelta del tema del presente lavoro – il cinema horror – nasce dalla volontà di misurare un filone narrativo che mi ha sempre appassionato con gli strumenti critici acquisiti nel corso dei miei studi. La prima suggestione viene dunque dal fascino che hanno sempre esercitato su di me i protagonisti delle vicende horror: persone normali che riescono a superare le proprie paure, combattendole con tenacia. Lo stesso titolo paga un debito autobiografico: «galleggiano tutti…» è una citazione dal film It (id., Usa 1990) di Tommy Lee Wallace, film dagli enormi limiti, ma che ha segnato indelebilmente gli incubi della mia infanzia. Da un punto di vista più strettamente scientifico, questa tesi intende analizzare le produzioni del cinema horror dell’ultimo decennio evidenziandone tendenze e linee guida. In particolare modo si tenterà di districare il groviglio – ma forse sarebbe più corretto parlare di fusione – tra la tradizione narrativa cristallizzata nei cliché del genere, le spinte innovative ‘autoriali’ e le esigenze, conservative o dinamiche, del mercato. Dopo aver rilevato il considerevole ritorno della «mitologia» dei mostri classici, si affronterà il tema del remake e del sequel. Tale tema si avvicina per contiguità alla «resurrezione dei mostri», ma sostanzialmente ne capovolge l’equilibrio tra gli elementi della storia originale che vengono mantenuti e quelli rinnovati. Impossibile non riconoscere in questo «eterno ritorno» di personaggi, storie e vicende, una continuità col passato e con gli archetipi che hanno reso grande questo genere nella storia del cinema, tendenza che scaturisce, credo, da una difficoltà dell’horror a rapportarsi con il suo nuovo pubblico. In questo senso Dracula e Frankenstein hanno bisogno, al pari delle

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fiammetta Santo Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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