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Le tecnologie educative nel contesto altoatesino. Possibili applicazioni della telematica nella scuola elementare

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Pristerà
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Luigi Guerra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

Come inquadrare la risorsa tecnologica all’interno della scuola?Quali vantaggi possono derivare dall’utilizzo delle tecnologie informatiche nell’offerta didattica per gli studenti?Le nuove tecnologie offrono risorse significative, capaci di dare un contributo rilevante per una riconfigurazione positiva della didattica ma vanno adeguatamente situate ed integrate con particolari condizioni extratecnologiche appositamente allestite, senza le quali la pura introduzione tecnologica è destinata ad inaridirsi.Le potenzialità delle TE, opportunamente contestualizzate, offrono quel qualcosa in più che manca alla scuola italiana:il salto verso una migliore qualità dell’apprendimento, dovuta alla vastissima gamma di interazioni, intenzionali e casuali, ai momenti informali e formali che connotano l’essere in rete. Le tecnologie si centrano sul soggetto, sulla valorizzazione dei suoi vissuti che costituiscono il punto di arrivo e partenza dell’esperienza educativa stessa, in modo da non isolarlo nel suo mondo ma stimolandolo ad una capacità di autoanalisi e di comprensione degli altri.La tecnologia è una risorsa problematizzante, capace di far emergere nuove forme di riflessività critica:capacità di vedere i problemi secondo una pluralità di ottiche,consapevolezza dell'esistenza di relazioni più profonde.In questo rapporto delicato tra insegnante e allievo viene a modificarsi il ruolo stesso del primo: da unico portatore di conoscenza e autorità indiscussa egli tende ad allinearsi ai suoi studenti, a stabilire un contatto bidirezionale di reciprocità, a porsi sul loro stesso piano, divenendo più un facilitatore d’apprendimento che un trasmettitore di conoscenza teorica.Gli alunni possono essere resi più autonomi nell’attività di apprendimento e l’insegnante risulta più alleggerito con più tempo da dedicare alla progettualità o ad interventi specifici di personalizzazione dell'apprendimento.L’introduzione delle nuove tecnologie però comporta un sovraccarico iniziale per l’insegnante, che deve acquisirne la padronanza, a volte superato dagli allievi stessi: ciò può provocare notevole disagio, manifestato in atteggiamenti negativi ed ostili, o di rassegnazione e disinteresse nei confronti delle tecnologie. Resta evidente il fatto che l’innovazione tecnologica apportata alla didattica sia fonte inesauribile di risorse,modificando profondamente i tradizionali approcci allo studio. L’idea chiave è che il significato viene costruito attraverso il confronto tra prospettive differenti: la crescita concettuale deriva dalla condivisione di punti di vista diversi e dal simultaneo cambiamento delle nostre rappresentazioni interne in risposta a quelle prospettive.L’educazione ha il compito di promuovere la collaborazione con gli altri e di mettere in evidenza le molteplici visioni che possono esistere su uno stesso problema in modo che l’allievo possa arrivare ad una sua propria posizione. E’ questo il punto nodale dell’apprendimento collaborativo, un fattore essenziale del costruttivismo,che scongiura l’isolamento dei saperi individuali e consente a questi di interagire in modo costruttivo. La dimensione collaborativa è l’aspetto più interessante e pregnante dal punto di vista educativo, perché consente di privilegiare forme di apprendimento tradizionalmente meno presenti nel sistema scolastico: lavoro di gruppo, attività di ricerca documentale, richiesta di informazioni, condivisione di esperienze, confronto culturale, cooperazione al raggiungimento di obiettivi didattici comuni.La cooperazione può riguardare anche altri momenti della didattica, la progettazione, la conduzione e la valutazione degli apprendimenti o dell’intervento nel suo complesso.
Ho descritto e monitorato poi 2 esempi di applicazione concreta delle nuove tecnologie in ambito didattico, per valutarne i risultati in termini di apprendimento e di comportamento, in relazione all’utilizzo guidato di chat e forum nel primo caso e di costruzione di un ipertesto nel secondo.Dall’analisi dei progetti e dalla loro valutazione scaturisce la convinzione che la scuola debba reimpostare il suo impianto culturale, le sue forme d’insegnamento, le sue modalità di interazione, perché la multimedialità non può essere solo un nuovo supporto in cui far veicolare vecchi contenuti di conoscenza. Per prendere sul serio le tecnologie educative essa ha bisogno di ripensare la propria identità ridefinendo i propri ambiti di sapere ed il rapporto con i giovani, anche se questo comporta diverse resistenze.Le tecnologie ormai fanno parte integrante dello sviluppo e dell’evoluzione dell’uomo e la scuola non può non prendere atto della loro presenza e della loro valenza educativa,attraverso una giusta integrazione ed un giusto bilanciamento tra momenti virtuali e momenti reali, che faccia comprendere i vantaggi ma anche i limiti dei primi e la ricchezza dei secondi.

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5 PREFAZIONE Tecnologie e educazione: due parole che esprimono un concetto ed un ambito di studio, ricerca ed applicazione in continua crescita, sul quale poggia ciò che può essere visto come il futuro dell’educazione stessa. L’uso dei personal computer, della “rete”, della telematica e di tutti i suoi servizi (posta elettronica, forum di discussione, chat line…) è diventato oramai un’abitudine ed un ausilio alla vita di tutti i giorni che sta assumendo un’importanza sempre maggiore in tutte le fasi del processo di sviluppo, apprendimento e ritenzione dell’informazione, che deve però essere assolutamente inquadrato in un’ottica critica e progettuale: chi si occupa di tecnologie dell’educazione sa bene che deve valutare attentamente tutte le tipologie di apprendimento e le dinamiche cognitive potenzialmente attivabili, che l’informazione di per se stessa non significa già conoscenza, che un ambiente comunicativo non eguaglia un ambiente di apprendimento. Per questo motivo l’esigenza di un cambiamento nei tradizionali sistemi d’istruzione si deve basare su modelli educativi nuovi ed innovativi che abbiano una solida validità morale, sociale e scientifica 1 . Non deve esserci un’utilizzazione sterile e fine a se stessa delle risorse tecnologiche, ma relativizzata a ciascun contesto, analizzato nelle sue peculiarità e nei suoi bisogni, rispetto agli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere, alla disponibilità degli attori coinvolti, ai vincoli e alle limitazioni che si possono incontrare durante il percorso. Solo così l’introduzione delle tipologie didattiche informatiche porterà ad un reale e significativo mutamento delle condizioni iniziali degli allievi, ad una maturazione personale ed un apprendimento duraturo nel tempo. Il termine “tecnologia” – a cui il senso comune associa l’idea di macchinari attinenti l’informatica, gli hardware, lasciando in secondo piano i programmi applicativi, cioè le componenti software - in questo senso non va confuso con quello di “tecnica”, che secondo l’opinione pubblica rimanda ad un concetto più vasto, di cui la tecnologia sarebbe solamente un’applicazione operativa 2 . Calvani ne estende il significato agli aspetti sociali che concorrono alla costruzione della conoscenza operativa: «Con tecnica ci si riferisce generalmente ad un insieme di comportamenti finalizzati che in virtù di prove ed esperienze socialmente convalidate è stato accreditato come adeguato per il 1 Cfr. A. CALVANI, Che cos’è la tecnologia dell’educazione, Carocci Editore, Roma 2004, p. 9 2 Cfr L. GUERRA, a cura di, Educazione e Tecnologie: i nuovi strumenti della mediazione didattica, Edizioni Junior, Bergamo, 2002, pp 7-8

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