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Motivazione e divertimento nello sport professionistico e nel lavoro: ricerca empirica con gli allenatori

Uno dei motivi che ha portato all’inizio del presente lavoro prende spunto da ciò che lo sport rappresenta, ovvero un gioco. E se uno degli aspetti costituenti del gioco è il divertimento, possiamo vedere se anche per chi “lavora” con le scarpette da calcio o per chi deve affrontare quindici agguerriti giocatori per segnare una meta è utile e funzionale durante le loro performances divertirsi, come lo si riesca a fare quando si è oberati di responsabilità legate al risultato di un singolo incontro e come tale competenza venga creata e mantenuta dall’allenatore.

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PREFAZIONE Il termine “risorse umane” è stato un’acquisizione abbastanza recente del linguaggio organizzativo, tanto che non è raro trovare ancor oggi imprenditori che vedono i propri dipendenti come della manodopera, necessaria per poter incrementare i propri guadagni, invece di considerarli delle autentiche ricchezze, utili per poter far crescere la propria azienda. Al momento tuttavia, il livellamento della concorrenza, la competitività e la flessibilità che caratterizzano l’attuale economia fanno sì che diventi necessario puntare su persone di qualità e sul loro sviluppo per evitare di essere soverchiati dalle dure leggi del mercato. È di fondamentale importanza anticipare le tendenze dell’ambiente in cui viviamo per poterle sfruttare al meglio; mi riferisco quindi alla maggior autonomia e responsabilità richieste oggi alle persone che lavorano, alla mobilità, che le porta a ricercare attività che permettano un aumento del proprio know how, seguendo l’attuale tendenza ad un miglioramento continuo dei propri risultati. Così esiste un ambito lavorativo in cui come in azienda, vi è un contesto fortemente competitivo, un’importanza crescente del lavoro di gruppo, un organigramma societario ben definito, un insieme di ruoli stabiliti, ma soprattutto una tensione continua verso il risultato: lo sport professionistico. Non a caso dal linguaggio sportivo si sono portati alcuni termini in azienda come coaching, team, performance, che ad oggi fanno parte a pieno titolo del vocabolario quotidiano delle organizzazioni. Il leader-coach, al pari del coach sportivo, è un allenatore che, dopo aver valutato il “bagaglio tecnico” e le capacità di ciascuna persona, assegna ad ognuno un ruolo in linea con i suoi requisiti; stabilisce un programma di preparazione professionale, concorda con l’interessato obiettivi di prestazione individuale e di integrazione con la squadra; effettua azioni di follow-up e fornisce feedback continuo, ma soprattutto promuove il coinvolgimento sui traguardi da raggiungere generando sentimenti positivi nel team (Intonti et al., 2003). 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Claudio D'ettole Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.