Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La correlazione tra accusa e sentenza

Nel codice vigente è rimasto fermo il principio della correlazione tra accusa e sentenza (posto che la sentenza non può concernere un fatto diverso da quello contestato all’imputato) ma la possibilità di modificare il fatto stesso nel corso del dibattimento, con integrazioni idonee ad influire sull’accertamento della responsabilità, è prevista con estrema ampiezza.[….] Nel nuovo processo[….] posto che la formulazione dell’imputazione alla fine della indagini preliminari dovrebbe (come regola) essere effettuata senza assunzione di prova (essendo gli incidenti probatori eccezionali) e dopo indagini compiute dal pubblico ministero per un breve periodo solo al fine di decidere se esercitare oppure no l’azione penale, è evidente che l’assunzione delle prove espletate per la prima volta in sede dibattimentale può facilmente portare alla luce elementi di diversità del fatto o fatti nuovi[….] Ne consegue che la correlazione tra accusa e sentenza va valutata con riferimento alla contestazione realizzata mediante il decreto che dispone il giudizio [il quale, come stabilisce l’art. 429 l. c) C.P.P., contiene l’imputazione] ed alle contestazioni realizzabili in sede dibattimentale. Infatti l’art. 521 comma 2° C.P.P. prevede che il giudice debba con ordinanza disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero ove accerti che il fatto risulti diverso “da come descritto nel decreto che dispone il giudizio ovvero nella contestazione effettuata a norma degli artt. 516, 517 e 518 comma 2° C.P.P...

Mostra/Nascondi contenuto.
3 CAPITOLO I 1.1.Considerazioni generali “Nel codice vigente è rimasto fermo il principio della correlazione tra accusa e sentenza (posto che la sentenza non può concernere un fatto diverso da quello contestato all’imputato) ma la possibilità di modificare il fatto stesso nel corso del dibattimento, con integrazioni idonee ad influire sull’accertamento della responsabilità, è prevista con estrema ampiezza.[….] Nel nuovo processo[….] posto che la formulazione dell’imputazione alla fine della indagini preliminari dovrebbe (come regola) essere effettuata senza assunzione di prova (essendo gli incidenti probatori eccezionali) e dopo indagini compiute dal pubblico ministero per un breve periodo solo al fine di decidere se esercitare oppure no l’azione penale, è evidente che l’assunzione delle prove espletate per la prima volta in sede dibattimentale può facilmente portare alla luce elementi di diversità del fatto o fatti nuovi[….] Ne consegue che la correlazione tra accusa e sentenza va valutata con riferimento alla contestazione realizzata mediante il decreto che dispone il giudizio [il quale, come stabilisce l’art. 429 l. c) C.P.P., contiene l’imputazione] ed alle contestazioni realizzabili in sede dibattimentale. Infatti l’art. 521 comma 2° C.P.P. prevede che il giudice debba con ordinanza disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero ove accerti che il fatto risulti diverso “da come descritto nel decreto che dispone il giudizio ovvero nella contestazione effettuata a norma degli artt. 516, 517 e 518 comma 2° C.P.P” 1 1 G. LOZZI, lezioni di procedura penale, Torino, 2004, p. 531-532

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Marchi Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3032 click dal 28/02/2006.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.