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La correlazione tra accusa e sentenza

Informazioni tesi

  Autore: Marco Marchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gilberto Lozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

Nel codice vigente è rimasto fermo il principio della correlazione tra accusa e sentenza (posto che la sentenza non può concernere un fatto diverso da quello contestato all’imputato) ma la possibilità di modificare il fatto stesso nel corso del dibattimento, con integrazioni idonee ad influire sull’accertamento della responsabilità, è prevista con estrema ampiezza.[….] Nel nuovo processo[….] posto che la formulazione dell’imputazione alla fine della indagini preliminari dovrebbe (come regola) essere effettuata senza assunzione di prova (essendo gli incidenti probatori eccezionali) e dopo indagini compiute dal pubblico ministero per un breve periodo solo al fine di decidere se esercitare oppure no l’azione penale, è evidente che l’assunzione delle prove espletate per la prima volta in sede dibattimentale può facilmente portare alla luce elementi di diversità del fatto o fatti nuovi[….] Ne consegue che la correlazione tra accusa e sentenza va valutata con riferimento alla contestazione realizzata mediante il decreto che dispone il giudizio [il quale, come stabilisce l’art. 429 l. c) C.P.P., contiene l’imputazione] ed alle contestazioni realizzabili in sede dibattimentale. Infatti l’art. 521 comma 2° C.P.P. prevede che il giudice debba con ordinanza disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero ove accerti che il fatto risulti diverso “da come descritto nel decreto che dispone il giudizio ovvero nella contestazione effettuata a norma degli artt. 516, 517 e 518 comma 2° C.P.P...

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3 CAPITOLO I 1.1.Considerazioni generali “Nel codice vigente è rimasto fermo il principio della correlazione tra accusa e sentenza (posto che la sentenza non può concernere un fatto diverso da quello contestato all’imputato) ma la possibilità di modificare il fatto stesso nel corso del dibattimento, con integrazioni idonee ad influire sull’accertamento della responsabilità, è prevista con estrema ampiezza.[….] Nel nuovo processo[….] posto che la formulazione dell’imputazione alla fine della indagini preliminari dovrebbe (come regola) essere effettuata senza assunzione di prova (essendo gli incidenti probatori eccezionali) e dopo indagini compiute dal pubblico ministero per un breve periodo solo al fine di decidere se esercitare oppure no l’azione penale, è evidente che l’assunzione delle prove espletate per la prima volta in sede dibattimentale può facilmente portare alla luce elementi di diversità del fatto o fatti nuovi[….] Ne consegue che la correlazione tra accusa e sentenza va valutata con riferimento alla contestazione realizzata mediante il decreto che dispone il giudizio [il quale, come stabilisce l’art. 429 l. c) C.P.P., contiene l’imputazione] ed alle contestazioni realizzabili in sede dibattimentale. Infatti l’art. 521 comma 2° C.P.P. prevede che il giudice debba con ordinanza disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero ove accerti che il fatto risulti diverso “da come descritto nel decreto che dispone il giudizio ovvero nella contestazione effettuata a norma degli artt. 516, 517 e 518 comma 2° C.P.P” 1 1 G. LOZZI, lezioni di procedura penale, Torino, 2004, p. 531-532

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accusa
iura novit curia
modifica accusa
ne bis in idem
procedura penale
sentenza

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