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Nuove frontiere della telefonia mobile: dall'UMTS all'HSDPA, verso la convergenza totale del 4g

Informazioni tesi

  Autore: Davide Sassarini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'arte della musica e dello spettacolo
  Relatore: Guglielmo Pescatore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

L’esplosione del fenomeno della telefonia mobile è, senza dubbio, avvenuta in questo ultimo decennio, ma dietro alle comodità odierne, offerte dal nostro telefonino, si cela un lavoro che dura non da qualche anno ma addirittura da quasi un secolo. Sembra incredibile ma è assolutamente vero: i primi esperimenti in questo campo risalgono ai primi anni ’20, quando le forze militari statunitensi si ingegnarono per trovare un sistema di comunicazione a distanza. Purtroppo, dati i tempi e le tecnologie allora disponibili, i collegamenti potevano essere solo unidirezionali, mentre comunicazioni vere e proprie si ebbero solo a partire dal 1935, quando venne introdotta la Modulazione di Frequenza. La diffusione di questo sistema fu immediata: in pratica veniva assegnata una frequenza a chiunque ne facesse richiesta, col risultato che, ben presto, i canali radio disponibili si esaurirono, di fronte a un enorme domanda. Ma l’intuizione che rivoluzionò il modo di concepire la telefonia mobile si ebbe nel 1947, quando un ricercatore degli AT&T Bell Laboratories avanzò, per primo, l’idea di “cella”. Il concetto di base era, sostanzialmente, quello di dividere il territorio in tante celle e di dotare ognuna di esse di stazioni radio, operanti a certe frequenze, in modo tale che fossero diverse da quelle utilizzate dalle celle adiacenti. Le stazioni, inoltre, dovevano operare a bassa potenza per non interferire con quelle vicine. In questo modo celle non adiacenti, abbastanza distanti fra loro, potevano riutilizzare le stesse frequenze: questo permetteva, dunque, di supportare un numero maggiore di utenti.

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1. Primordi della telefonia mobile 1 CAPITOLO 1 PRIMORDI DELLA TELEFONIA MOBILE 1.1 DAL TACS AL “TELEFONINO PER TUTTI”. L’esplosione del fenomeno della telefonia mobile è, senza dubbio, avvenuta in questo ultimo decennio, ma dietro alle comodità odierne, offerte dal nostro telefonino, si cela un lavoro che dura non da qualche anno ma addirittura da quasi un secolo. Sembra incredibile ma è assolutamente vero: i primi esperimenti in questo campo risalgono ai primi anni ’20, quando le forze militari statunitensi si ingegnarono per trovare un sistema di comunicazione a distanza. Purtroppo, dati i tempi e le tecnologie allora disponibili, i collegamenti potevano essere solo unidirezionali, mentre comunicazioni vere e proprie si ebbero solo a partire dal 1935, quando venne introdotta la Modulazione di Frequenza. La diffusione di questo sistema fu immediata: in pratica veniva assegnata una frequenza a chiunque ne facesse richiesta, col risultato che, ben presto, i canali radio disponibili si esaurirono, di fronte a un enorme domanda. Ma l’intuizione che rivoluzionò il modo di concepire la telefonia mobile si ebbe nel 1947, quando un ricercatore degli AT&T Bell Laboratories avanzò, per primo, l’idea di “cella”. Il concetto di base era, sostanzialmente, quello di dividere il territorio in tante celle e di dotare ognuna di esse di stazioni radio, operanti a certe frequenze, in modo tale che fossero diverse da quelle utilizzate dalle celle adiacenti. Le stazioni, inoltre, dovevano operare a bassa potenza per non interferire con quelle vicine. In questo modo celle non adiacenti, abbastanza distanti fra loro, potevano riutilizzare le stesse frequenze: questo permetteva, dunque, di supportare un numero maggiore di utenti.

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3hg
4g
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i-mode
telefonia giappone
telefonia mobile
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