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Socialismo e nazionalizzazione. Il revisionismo degli anni cinquanta e il dibattito sulle nazionalizzazioni nel partito laburista inglese e socialdemocratico svedese

Questo studio analizza il dibattito sulle nazionalizzazioni nel partito laburista inglese e nel partito socialdemocratico svedese nel corso degli anni cinquanta.

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5 Introduzione Da un primo punto di vista questo lavoro è sul socialismo, e cerca di esaminare come venne inteso e sentito da due partiti socialdemocratici europei, quello laburista inglese e quello socialdemocratico svedese, nei loro anni centrali. Da un’altra prospettiva analizza il dibattito sulle nazionalizzazioni, e si chiede quale senso avessero queste per i due partiti, se per il socialismo fossero un fine oppure un mezzo, o se invece fossero solo un simbolo. Da una terza prospettiva ancora, questo studio riguarda infine una fase di sviluppo delle due socialdemocrazie, esamina i differenti risultati degli anni ’50, e ne ricerca una causa nelle caratteristiche di quel revisionismo e nelle tradizioni (o negli sviluppi) dei momenti precedenti. In un famoso saggio, Adam Przeworski sosteneva che le riforme avrebbero potuto portare al socialismo solo se fossero state: (1) irreversibili, (2) cumulative negli effetti, (3) tali da condurre ad altre riforme, e (4) dirette verso il socialismo. Secondo l’autore in nessuno di questi aspetti le riforme socialdemocratiche si erano dimostrate tali 1 . Przeworski in realtà non negava le potenzialità delle riforme, semplicemente dubitava che potessero portare al socialismo, almeno se del termine si continuava ad utilizzare il significato originale di un sistema di 1 Cfr. A.Przeworski, Capitalism and Social Democracy, Cambridge, Cambridge University Press, 1985, in particolare pp.239-248. Il tema del graduale passaggio al socialismo attraverso delle riforme “di struttura” che conducessero l’una all’altra in maniera irreversibile era stato al centro di tutta la tradizione socialista europea del 19° così come del 20° secolo; lo si ritrovava nei fabiani inglesi e nei teorici della socialdemocrazia svedese (vedi oltre), ma anche in Francia (a partire dal famoso slogan di Jaurès della “evoluzione rivoluzionaria”) ed in Italia, dove da tale tentativo erano accomunanti socialisti e comunisti (Cfr. P.Ginsborg, Le riforme di struttura nel dibattito degli anni cinquanta e sessanta, in «Studi Storici», vol.33, n.2/3, 1992, pp.653-668). La discussione di questo aspetto richiederebbe un’opera a sé, e sarà trattata solo per quanto possibile nelle pagine successive.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Barucci Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 601 click dal 10/03/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.