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La P2 al ''Corriere''. Una scalata al Quarto Potere

Dalla scoperta degli elenchi della Loggia Massonica P2 al tentativo di scalata al “Corriere” da parte di Stefano Ricucci. Un sottile parallelismo tra vecchia e nuova scalata ai vertici del "Quarto Potere".

La prima parte del lavoro è dedicata alle vicende che hanno colpito il Paese negli anni Settanta e Ottanta fino allo scoppio dello scandalo della P2. Il ritmo è frenetico, incalzante. Non c’è tempo da perdere, bisogna dire tutto e subito. Ogni paragrafo è un articolo di giornale, una finestra sul mondo, lo specchio di un determinato avvenimento. Sangue, lotte, vittime e guerre di potere che si sedimentano alla base di un terreno sopra al quale sarà possibile costruire l’Italia del ventunesimo secolo.

Il secondo capitolo entra nel cuore del problema analizzato e dibattuto in questo saggio: l’informazione. Con l’assalto al “Corriere della Sera” si concretizza di fatto la politica di penetrazione del sistema operata dalla Loggia gelliana. Giornalisti corrotti, editori comprati e “Corriere” nella morsa della P2. Sono gli anni più bui per via Solferino. La testata ne uscirà tramortita e screditata e ci vorranno degli anni per riacquistare il prestigio e la credibilità che hanno fatto del “Corriere” il “giornale dei giornali”.

Dopo una breve analisi delle principali teorie sul potere dei mass-media, l’ultimo capitolo è una fotografia del giornalismo nel nostro Paese a distanza di quasi 25 anni dallo scandalo della P2. Difetti, virtù ma soprattutto vizi degli operatori dell’informazione che, nella maggior parte dei casi, hanno dimenticato il loro vero padrone. Il lettore. L’Italia vive così uno dei momenti più infelici per il settore dell’informazione e per la cosiddetta “libertà di stampa”. A tutto ciò si aggiunge il nuovo tentativo di scalata al “Corriere”, portato avanti stavolta da un certo Stefano Ricucci insieme ai "furbetti del quartierino".

Fondamentale, per la stesura di questo lavoro, è stato il contributo fornito dai quotidiani e dalle riviste: attraverso ricerche di archivio è stato possibile ricostruire le vicende che hanno colpito l’informazione del nostro Paese fino agli ultimi mesi del 2005. L’appendice contiene, infine, tre interviste, realizzate dall'autore, a tre autorevoli firme del giornalismo italiano: Oliviero Beha, Peter Gomez e Gianni Barbacetto. Tre cronisti del nostro tempo che non hanno mai avuto paura di scontrarsi con il potere.

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6 INTRODUZIONE Ci sono momenti, periodi, stagioni in cui hai l’impressione che il precipizio sia quasi inevitabile, per te, per i tuoi figli, per il tuo Paese. In nome di quel “quasi” devi almeno tentare di urlare il più forte possibile, raccordando le urla con quello che fai quotidianamente, a qualunque livello. Magari “senza perdere la tenerezza”. Oliviero Beha E’ la notte del 20 maggio del 1981. Milioni di italiani sono seduti su un divano in compagnia della loro famiglia. Padri, madri e figlioletti. La televisione, accesa, è sintonizzata sul primo canale per la consueta edizione del telegiornale. Improvvisamente l’atmosfera cambia. Il mezzobusto di turno annuncia l’inannunciabile. Il presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani, ha da poco trasmesso al Parlamento le liste dei 962 affiliati alla Loggia massonica segreta P2. Di questa si parla già da qualche tempo, ma ora i suoi componenti prendono un nome e un volto. E gli italiani scoprono che esiste un potere sotterraneo, un governo parallelo, uno Stato nello Stato. Dalle liste, sequestrate due mesi prima dalla Guardia di finanza, emergono scottanti particolari. Sono iscritti alla Loggia del Venerabile Gelli decine di uomini politici, faccendieri, burocrati, militari, banchieri e alti finanzieri. Il Paese è sotto shock. Dal vaso di Pandora affiorano in superficie nomi di importanti industriali, grandi editori e affermati giornalisti. Anche il più prestigioso quotidiano d’Italia, “Il Corriere della Sera”, risulta indirettamente iscritto alla Loggia. L’Italia si sente debole come non mai. Gli italiani traditi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Daniele Troilo Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4748 click dal 10/03/2006.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.