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Storia ed evoluzione di radiocronaca e telecronaca calcistica dal 1934 ai giorni nostri

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Barberis
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Giovanni Gozzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

L’intento della mia tesi è quello di fare il punto sulla storia di due figure, come il radiocronista e il telecronista di calcio, molto significative nel panorama giornalistico italiano. Siccome il calcio è insito nella cultura del nostro paese, può essere molto interessante verificare l’evoluzione di “chi racconta calcio” durante i mutamenti e le ricollocazioni del sistema radio-televisivo. Come è variato il modo di descrivere un incontro, come la trasformazione (e la sempre più perfezione) della messa in onda delle immagini ha influito sul modo di commentare?
Ho diviso l’elaborato in due parti: la prima descrive la storia del radiocronista scegliendo i personaggi che più hanno caratterizzato le varie stagioni radiofoniche come Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Sandro Ciotti e in generale la storia di “Tutto il Calcio Minuto per minuto” fino ad oggi inserendo anche un capitolo sulla radiocronaca satirica della Gialappa’s Band e di Catersport.
Nicolò Carosio è stato il narratore di imprese epiche come le due vittorie nei campionati del mondo del 1934 e del 1938, è il giornalista che è stato protagonista più di altri nel passaggio e nella convivenza tra radio e televisione è, se vogliamo, il metronomo dei cambiamenti nei media.
Enrico Ameri è stato per anni la voce principale di “Tutto il Calcio...” che dal 1960 scandiva le domeniche di milioni di italiani quando non esisteva ancora la diretta televisiva e l’utilizzo dei telefoni cellulari, mentre Sandro Ciotti è stato la spalla di Ameri per tutta la durata della carriera, memorabile era la frase che ripeteva, con la sua inconfondibile voce roca, ogni qual volta veniva segnato un gol sul campo destinato al suo commento: «Scusa Ameri, intervengo da...». La trasmissione è in onda ancora oggi su Radiouno con un team di radiocronisti molto preparati capeggiati da Riccardo Cucchi.
La radiocronaca satirica nasce negli anni ottanta sulle frequenze di Radio Popolare Milano con Bar Sport grazie all’idea della Gialappa’s Band (ora a Rai dire Gol) e del trio Ardemagni, Lauro e Ferrentino che ora presentano Catersport su Radiodue, le due trasmissioni sono una sorta di intrattenimento sportivo e aggiungono alla radiocronaca battute spiritose e siparietti musicali.
La seconda parte della mia tesi, invece, traccia una mappa di percorso della storia del telecronista e dell’evoluzione della TV nazionale, privata e digitale.
La storia della telecronaca calcistica viaggia parallelamente alla storia della televisione in generale, inizia con Nicolò Carosio (come avevo già anticipato) che racconta le gesta dei calciatori dai primi anni cinquanta fino al 1970 quando gli subentra Nando Martellini.
Martellini è il testimone diretto delle vittorie nel campionato europeo del 1968, del fantastico cammino fino alla finale nel mondiale messicano del ’70 e della vittoria nel “mundial” spagnolo dell’82.
Bruno Pizzul è il successore di Martellini come commentatore principale della RAI fino al 2002 quando il trio Cerqueti, Bizzotto e Civoli si alterna in cabina di telecronaca.
All’inizio degli anni ottanta si sviluppano, parallelamente alla RAI, le TV private con Tele Capodistria e Fininvest sopra tutte. Per far spazio alla pubblicità muta anche il modo di commentare, nel gergo del telecronista si aggiungono: «5 secondi di pausa per noi, un gol dagli sponsor, time-out». Aumentano i soldi destinati alle squadre per la trasmissione delle partite e si inizia a avere una consistente forma di concorrenza duopolistica tra RAI e Fininvest (che nel frattempo ha cambiato nome in Mediaset). I commentatori più importanti delle reti Mediaset sono Longhi e Piccinini.
Con l’avvento del digitale satellitare (prima Telepiù e Stream, ora SKY), grazie agli abbonamenti degli spettatori e agli introiti pubblicitari, SKY può offrire una più ampia garanzia di fondi da distribuire alle squadre per la trasmissione delle partite; anche il “bouquet” è molto più ricco di quello delle televisioni via cavo: Champions League, campionati esteri e mondiali 2006.
Inoltre c’è una possibilità unica nel panorama televisivo italiano che è “Diretta Gol” cioè la trasposizione in TV del programma radiofonico “Tutto il Calcio minuto per minuto”.
I commentatori sono molto preparati ed esperti in calcio estero e tattica di gioco, fra tutti Fabio Caressa e Massimo Marianella.
Anche il digitale terrestre offre una buona gamma di programmi sportivi e, grazie ai minori costi di gestione, è destinato a migliorare. Ora Mediaset, La7 e Sportitalia hanno in palinsesto molte partite tramite questa forma di trasmissione.

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3 INTRODUZIONE L’intento della mia tesi è quello di fare il punto sulla storia di due figure, come il radiocronista e il telecronista di calcio, molto significative nel panorama giornalistico italiano. Siccome il calcio è insito nella cultura del nostro paese, può essere molto interessante verificare l’evoluzione di “chi racconta calcio” durante i mutamenti e le ricollocazioni del sistema radio-televisivo. Come è variato il modo di descrivere un incontro, come la trasformazione (e la sempre più perfezione) della messa in onda delle immagini ha influito sul modo di commentare? Ho diviso l’elaborato in due parti: la prima descrive la storia del radiocronista scegliendo i personaggi che più hanno caratterizzato le varie stagioni radiofoniche come Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Sandro Ciotti e in generale la storia di “Tutto il Calcio Minuto per minuto” fino ad oggi, inserendo anche un capitolo sulla radiocronaca satirica della Gialappa’s Band e di Catersport. Nicolò Carosio è stato il narratore di imprese epiche come le due vittorie nei campionati del mondo del 1934 e del 1938, è il giornalista che è stato protagonista più di altri nel passaggio e nella convivenza tra radio e televisione è, se vogliamo, il metronomo dei cambiamenti nei media. Enrico Ameri è stato per anni la voce principale di “Tutto il Calcio...” che dal 1960 scandiva le domeniche di milioni di italiani quando non esisteva ancora la diretta televisiva e l’utilizzo dei telefoni cellulari, mentre Sandro Ciotti è stato la spalla di Ameri per tutta la durata della carriera, memorabile era la frase che ripeteva, con la sua inconfondibile voce roca, ogni qual volta veniva segnato un gol sul campo destinato al suo commento: «Scusa Ameri, intervengo da...». La trasmissione è in onda ancora oggi su Radiouno con un team di radiocronisti molto preparati capeggiati da Riccardo Cucchi. La radiocronaca satirica nasce negli anni ottanta sulle frequenze di Radio Popolare Milano con Bar Sport grazie all’idea della Gialappa’s Band (ora a Rai dire

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