Skip to content

Le organizzazioni paramilitari segrete nell'Italia Repubblicana (1945-1991)

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Pacini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Gabriele Ranzato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 318

Il principale obbiettivo che ci si è posti nel condurre questa ricerca è stato quello di tentare una ricostruzione della storia delle molteplici organizzazioni segrete a carattere paramilitare, da quelle “filo-atlantiche” alla cosiddetta “Gladio Rossa” del PCI, sorte nel territorio italiano dal 1945 in poi.
In prima istanza si è così cercato di dimostrare come in Italia la presenza di strutture segrete anticomuniste risalga a molti anni prima della creazione della più nota Gladio, poiché fin dall’immediato dopoguerra erano nate una ampia serie di formazioni militari occulte con compiti del tutto simili a quelli che, nell’ottobre 1956, assunse la Stay Behind italiana. Organizzazioni queste che hanno costituito a tutti gli effetti gli antecedenti storici di Gladio e le cui origini profonde è stato possibile individuare, da un lato in un organismo quale la cosiddetta Sezione Calderini del Governo del Sud, dall’altro nelle esperienze maturate dai partigiani bianchi durante la lotta di Resistenza contro il nazifascismo.
L’esistenza di un legame diretto fra la Sezione Calderini e Gladio è dimostrata in modo palese dal fatto che i principali uomini dei servizi segreti responsabili della creazione di Stay Behind erano tutti personaggi che avevano operato, e con ruoli di alto rilievo, proprio nella Calderini.
È stato poi possibile appurare che a costituire i primi nuclei delle formazioni segrete anticomuniste furono in massima parte ex partigiani bianchi. Fondamentale da questo punto di vista fu il ruolo degli osovani i quali, fin dall’estate del 1945, avevano dato vita a delle embrionali strutture a carattere armato onde essere in grado di difendere “l’italianità” di una terra di frontiera quale il Friuli Venezia Giulia. Una volta ottenuto il sostegno delle autorità alleate, che fornirono loro armi e finanziamenti, dalla progressiva aggregazione di queste primordiali entità militari potè poi nascere la più importante organizzazione di tipo Stay Behind sorta in Italia prima del 1956: la Osoppo/Organizzazione O, struttura che può essere definita l’autentica “progenitrice” di Gladio.
Contestualmente alla vicenda delle organizzazioni segrete anticomuniste è stato tuttavia possibile dimostrare come in Italia, fin dall’immediato dopoguerra, sia esistita anche una rete armata filocomunista (il cosiddetto “Apparato”, o, secondo la dicitura più comune, “la Gladio Rossa”), la quale all’epoca costituiva a tutti gli effetti una sorta di “ala militare” del PCI.
Col materiale documentale oggi disponibile si è potuto verificare che tale Apparato, per almeno tutto il decennio successivo alla fine della guerra, fu un organismo pienamente integrato nella struttura politica del PCI e come di conseguenza, limitatamente a questo periodo, esso non possa essere considerato una organizzazione collaterale al partito o afferente solo alla cosiddetta “ala rivoluzionaria” secchiana.
Questo stato di cose cominciò però a mutare nel corso degli anni cinquanta, allorchè l’Apparato conobbe una cruciale trasformazione ed alla originaria struttura armata ispirata al modello partigiano andò progressivamente a sostituirsi un organismo di dimensioni ridotte e formato più da “specialisti” (ad esempio nel settore della raccolta di informazioni) che da combattenti.
La prospettiva nella quale poi ci siamo posti in questo tentativo di ricostruzione della storia delle suddette organizzazioni segrete è stata quella di non giudicare in astratto se la loro esistenza fosse o meno legittima, ritenendo che essa, qualora si consideri quello che era il contesto della Guerra Fredda, ebbe una oggettiva ed intrinseca logica. Pur avendo presente che, in punta di diritto, tale affermazione possa risultare non condivisibile, si è tuttavia valutato fosse necessario trattare queste vicende avendo presente le particolari circostanze storico/politiche in cui esse ebbero a svolgersi. Che i servizi segreti occidentali nel dopoguerra decidessero di dare vita ad organizzazioni che avrebbero dovuto difendere il territorio italiano in caso di una sua invasione da parte di un esercito straniero è infatti una circostanza sulla cui liceità risulta difficile muovere obiezioni. Al tempo stesso, che il PCI avesse messo a punto una sorta di struttura militare capace di proteggere l’incolumità dei dirigenti del partito in caso di emergenza, appare una scelta altrettanto giustificata.
Una volta preso atto di ciò, si è tuttavia dovuto verificare, ed è stato un altro obbiettivo di questa ricerca, se davvero tali strutture nel corso della loro esistenza rimasero sempre degli organismi con caratteristiche unicamente difensive e che mai agirono con finalità di condizionamento della vita politica interna o se, al contrario, esse, o alcune di esse, in determinate occasioni finirono anche col rendersi responsabili di “deviazioni” che ne andarono ad alterare le ragioni, legittime o comunque difensive, per le quali erano nate.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Il 18 ottobre 1990 gli italiani seppero per la prima volta dell’esistenza di una organizzazione chiamata Gladio operante all’interno dei servizi segreti. Quel giorno infatti il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, facendo seguito a quanto promesso il precedente 2 agosto 1 , inviò alla Commissione Stragi 2 una relazione di dodici pagine intitolata: “Il Sid parallelo e Gladio”, con la quale rivelò come per oltre quaranta anni in Italia fosse esistita una struttura armata composta da civili e militari con il compito di difendere il territorio nazionale in caso di aggressione da parte di un esercito straniero 3 . Secondo quanto riferito era una rete occulta di resistenza “destinata ad attivarsi in caso di occupazione nemica” e che aveva tra i suoi principali ambiti operativi “la raccolta di informazioni, il sabotaggio, la propaganda, la guerriglia contro le truppe di invasione” 4 . Andreotti raccontò che analoghe strutture erano state concepite anche negli altri paesi membri della Nato e che quella creata in Italia vide la sua origine il 26 novembre del 1956 in seguito ad un accordo fra il servizio segreto italiano (l’allora Sifar) e la Cia; l’intera operazione che portò alla nascita di tali organizzazioni in tutti i paesi del Patto Atlantico prese il nome di “Stay Behind”, mentre la specifica rete italiana fu chiamata “Gladio” 5 . Stando a quanto rivelato dalla relazione di Andreotti, compito della CIA sarebbe stato quello di fornire finanziamenti ed armi a Gladio, mentre il Sifar era incaricato di avviare il reclutamento dei soggetti ritenuti idonei a far parte 1 Il 2 agosto 1990 tre parlamentari del PDS (Luciano Violante, Paolo Quercini e Aldo Tortorella) presentarono ad Andreotti una interrogazione parlamentare con la quale chiedevano spiegazioni in merito alla presunta esistenza di depositi di armi in uso ad una sorta di servizio segreto parallelo e dei quali aveva parlato, in un interrogatorio al giudice Felice Casson, il generale del Sismi Pasquale Notarnicola. Andreotti promise che avrebbe quanto prima dato una esauriente risposta (si veda in Archivio Storico della Camera, atti parlamentari X Legislatura, pag.1316, “Interrogazione parlamentare on. Violante, Quercini, Tortorella”. 2 agosto 1990). 2 La Commissione Stragi (nome completo “Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”) era un organismo parlamentare composto da 40 membri fra deputati e senatori, che fu istituito con la legge n.172 del maggio 1988 e con il compito di accertare (come si legge nel regolamento interno oggi disponibile nel sito internet http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/regolamento/regolame.htm#1):“a) i risultati conseguiti e lo stato attuale della lotta al terrorismo in Italia; b) le ragioni che hanno impedito l'individuazione dei responsabili delle stragi e dei fatti connessi a fenomeni eversivi verificatisi in Italia; c) i nuovi elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani e l'assassinio di Aldo Moro istituita con legge 23 novembre 1979, n. 597; d) le attività connesse a fatti di strage o a fenomeni eversivi dell'ordinamento costituzionale e le relative responsabilità riconducibili ad apparati, strutture ed organizzazioni comunque denominati o a persone ad esse appartenenti o appartenute”. Secondo la legge istitutiva i lavori si sarebbero dovuti concludere entro 18 mesi dalla data di insediamento della Commissione stessa, ma la sua attività si è poi prolungata per ulteriori tre legislature. La Commissione è stata definitivamente sciolta nel febbraio 2001. 3 Si veda in Senato della Repubblica, Archivio Commissione Stragi (d’ora in avanti SRACS), “Relazione dell’on. Presidente del Consiglio Giulio Andreotti; il Sid parallelo e Gladio” (d’ora in avanti Relazione Andreotti), pag.4. 4 Ibidem. 5 Ibidem.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi