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I servizi di interesse economico generale. Una problematica in evoluzione.

Informazioni tesi

  Autore: Martina Brecciaroli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Carlo Eugenio Baldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

I servizi di interesse economico generale, che formano l’argomento di questa tesi, rappresentano un elemento fondamentale del modello di società che l’Unione europea sta creando. Essi consistono in servizi forniti dalle grandi industrie di rete quali i trasporti, i servizi postali, l’energia e le comunicazioni, nonché qualsiasi altra attività economica, purché soggetta ad obblighi di servizio pubblico. L’aspetto che è stato preso in esame concerne, in particolare, il finanziamento di questi servizi in relazione alle norme sugli aiuti di Stato.
La materia, oggetto di studio, si presenta complessa. Ciò lo si evince sia dalla diversità di significato che ogni Stato attribuisce a tale concetto in base alle proprie tradizioni, sia dalla giurisprudenza comunitaria che, negli anni, è mutata in modo altalenante.
Dalla metà degli anni Ottanta, col graduale processo di liberalizzazione dei mercati dei servizi, il settore in questione ha acquisito sempre maggiore attenzione a livello comunitario. Solo nel 2004 si è concluso il dibattito, lanciato dalla Commissione europea, sul futuro dei servizi di interesse generale, al fine, tra gli altri, di valutare la possibilità di elaborare una regolamentazione a livello europeo.
Il lavoro svolto si propone di evidenziare la problematicità della materia e al contempo l’evoluzione che l’ha caratterizzata.
Nel secondo capitolo vengono esaminate le sentenze più significative nel loro succedersi cronologico, da cui emergono le differenti linee giurisprudenziali adottate dal Tribunale di primo grado e dalla Corte, nonché all’interno di quest’ultima il contraddittorio tra i giudici e gli Avvocati generali che spesso si sono trovati a sostenere posizioni differenti.
Proseguendo, il terzo capitolo è incentrato sulla sentenza Altmark che riveste una particolare importanza. Questa, infatti, non solo conferma il cambiamento dell’approccio della Corte nel giudicare il finanziamento da parte dello Stato per oneri di servizio pubblico, ma stabilisce anche delle condizioni per le quali certe categorie di compensazioni non sono considerate aiuto di Stato e di conseguenza sfuggono all’obbligo di notifica alla Commissione.
Infine, come previsto dal libro Bianco, nel corso del 2005, la Commissione, ha adottato dei provvedimenti ad oggi non ancora pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nell’ambito di una più ampia riforma della politica degli aiuti di Stato che stabiliscono i requisiti per i quali determinate categorie di compensazioni pubbliche, nonché settori di attività (sanità e edilizia popolare), sono esentati dall’obbligo di notifica.
L’obbiettivo di questi strumenti normativi era quello di aumentare la certezza giuridica e di rendere più semplici le procedure, tuttavia il risultato ha sollevato molti dubbi tra gli esperti della materia e contestazioni dagli Stati membri, tra cui l’Italia.

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3 CAPITOLO I TERMINOLOGIA E PRINCIPI CHE SOTTENDONO AI SERVIZI DI INTERESSE ECONOMICO GENERALE 1.1 Aspetti generali Nel trattato che istituisce la Comunità economica europea, noto anche come Trattato di Roma, i riferimenti diretti alla nozione di “servizio di interesse economico generale” sono assai rari. Infatti, nessun capitolo o titolo è stato dedicato alla materia dei pubblici servizi e soltanto due articoli del trattato di Roma possono essere citati come riferimenti diretti a tale nozione; questi sono gli artt. 73 1 (ex 77) e 86 2 (ex 90) CE, i quali rinviano a tale concetto a titolo di eccezione, cioè a dire in veste di deroga al regime degli Aiuti di Stato (art. 73) e più in generale al regime della concorrenza (art. 86). Ad essi si aggiunge il regolamento n° 1191/69 del Consiglio Europeo adottato il 26 giugno 1969 relativo all’azione degli Stati membri in materia di obblighi inerenti alla nozione di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, su strada e per via navigabile. Il fatto che, nel 1957, al momento dell’adozione del Trattato di Roma, i pubblici servizi non avessero un ruolo dominante, o comunque non venisse riconosciuta l’importanza della loro esistenza, è dovuto in parte, a quello specifico contesto storico, alla imperfetta conoscenza del peso economico che il settore dei servizi pubblici 1 Art. 73 “Sono compatibili con il presente trattato gli aiuti richiesti dalle necessità del coordinamento dei trasporti ovvero corrispondenti al rimborso di talune servitù inerenti alla nozione di pubblico servizio.” 2 Art. 86,2 “Le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del presente trattato,e in particolare alle regole di concorrenza,nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento,in linea di diritto e di fatto,della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità.”

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Parole chiave

aiuti di stato
compensazioni
oneri di servizio pubblico
sentenza altmark
servizi di interesse economico generale
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