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Le forme contrattuali flessibili nel rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Pallotta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Franco Carinci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

Analisi della flessibilità nel settore della pubblica amministrazione.

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III INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi decenni il mondo del lavoro è cambiato. Abbiamo assistito a mutamenti che hanno ridisegnato l’organizzazione del lavoro, il suo contenuto ed il ruolo che esso svolge nella costruzione dell’identità individuale e sociale delle persone. Tuttavia, quando pensiamo al lavoro, soprattutto nel settore pubblico, ancora oggi immaginiamo un tradizionale "posto" di lavoro a tempo indeterminato: una scrivania, un telefono, una postazione, la cattedra di un professore. Anche le leggi e i sindacati parlano di "posti" di lavoro, ma il "posto" di lavoro presuppone un’organizzazione, una gerarchia, una stabilità di rapporti, o magari un’attività indipendente ma inserita in una professione ben codificata, esercitata con regole precise. Ebbene a causa, delle trasformazioni intervenute negli ultimi decenni, è entrata in crisi la forma giuridica del rapporto di lavoro “tipico” e la rigidità della sua normativa vincolistica, mentre si è affermata l’esigenza di maggiore flessibilità 1 della disciplina del rapporto di lavoro. Questa esigenza si è avvertita non solo nel settore privato ma anche in quello pubblico, il quale è stato oggetto di un processo d’innovazione che ha investito oltre all’attività amministrativa anche quell’organizzativa 2 , configurando una nuova e più moderna Pubblica Amministrazione che assicuri servizi soddisfacenti in tempi predefiniti e che sia pronta ad affrontare cambiamenti per vincere la sfida dell’economicità e dell’efficienza. Ecco allora che anche in ambito pubblicistico, la flessibilità è destinata a diventare uno strumento efficace, un metodo d’intervento per la riorganizzazione della macchina burocratica che deve essere efficiente e al tempo stesso attenta alle problematiche occupazionali, il cui punto di 1 Alla base delle esigenze di flessibilità vi è la necessità di variare alcuni elementi del rapporto di lavoro quali il tempo, i ritmi, le mansioni, il luogo della prestazione, al fine di rinvenire nuove compatibilità fra le ragioni di efficienza e produttività dell’impresa e la tutela di fasce sempre più diversificate di lavoratori nelle diverse fasi di accesso al lavoro (incremento dei livelli occupazionali), dello svolgimento del rapporto (modulazione degli orari, della prestazione e dei corrispettivi). 2 Vedi CARINCI F., “Introduzione …”, in commentario Il lavoro nella pubblica amministrazione,commentario, 2004. E vedi sulla riforma in generale anche D’ANTONA M., “ Scritti sul pubblico impiego e sulla pubblica amministrazione “, Giuffrè, 2000, pag. 61, pag. 221.

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Parole chiave

amministrazione
contratti atipici
contratti pubblico impiego
dlgs 276/2003
flessibilità
legge biagi
pubblico

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