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Storia dei complessi musicali lametini

Informazioni tesi

  Autore: Pietro Bonaddio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Antonino Marcellino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

la mia è una ricerca sulla diffusione dela musica nel lametino, in particolare è una ricostruzione della formazione bandistica e della presenza di numerosi maestri che hanno divulgato questo settore non soltanto nella Città stessa ma anche in altri centri culturali

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4 Introduzione Il cuore di questa ricerca è la diffusione della musica nel lametino, ovvero nell’area degli ex comuni di Nicastro, Sambiase e S.Eufemia. Tale argomento è stato negli ultimi anni sottovalutato nonostante abbia stimolato continui confronti ‘ideologici’ di musicologi, maestri, strumentisti e appassionati. Purtroppo a causa di vari eventi storici e iniziative private, gravi fenomeni, come alluvioni, terremoti, rivolte e guerre mondiali, i frequenti restauri degli antichi conventi, e cosa ben più grave, il trasferimento degli archivi comunali in nuove sedi, si è verificata un’ingente perdita di fonti. Per di più tanti dei documenti sono spariti a causa degli ignoti personaggi fantasma che con la loro astuzia o ignoranza, che dir si voglia, hanno privato la società di importanti testimonianze culturali; naturalmente anche alcuni dei componenti stessi dei complessi hanno fatto la loro parte, provvedendo a fine ‘stagione’ a sequestrare le partiture fondamentali o addirittura a rubare gli strumenti mettendo in serie difficoltà i maestri che sono stati costretti a ricomprarne di nuovi. Da queste notizie tramandate oralmente nei secoli in tutta la piana, e da ciò che ho potuto sapere da alcuni ex «musicanti» e appassionati che hanno conservato nel loro cuore vecchi ricordi, cercherò di ricavare le profonde radici dei complessi bandistici e di scoprirne i vari retroscena, di come da loro si sia originata la situazione socio- culturale attuale di Lamezia Terme e di quanto la vasta cultura musicale abbia attecchito sul territorio, tanto da consentire la formazione di varie associazioni musicali e di una serie di organizzazioni volte alla diffusione di tale patrimonio. Ovviamente questa storia è collegata al passato, ma ancor di più alla situazione economica della città stessa. L’analisi evolverà nella direzione di tutti i complessi musicali formatisi nel lametino a partire dalla grande banda di Nicastro, l’unica a mantenere un’attività duratura nel tempo, dalle numerose esibizioni nelle piazze più importanti e dalle vicende di vita dei maestri che l’hanno diretta. È solo merito loro se la cultura bandistica oggi è ancora in vita, visto la tenacia che hanno dimostrato nel promulgare la musica a tanti appassionati che li hanno seguiti in tutte le loro peripezie. Perciò tanti giovani, seguendo le loro orme, si sono dedicati allo studio e all’insegnamento della musica. Alcuni hanno avuto il piacere e la possibilità di continuare gli studi musicali presso i conservatori, al contrario di altri che essendo impossibilitati hanno acquisito ugualmente le nozioni dal maestro e anche da alcuni dei componenti più colti e istruiti della banda. Molti musicanti hanno avuto la possibilità e la capacità di suonare più strumenti oltre quelli a fiato, la chitarra, il violino, il violoncello, il pianoforte, la fisarmonica. La maggiore parte degli strumentisti nicastresi, come anche delle altre bande calabresi, erano artigiani, operai, contadini, professionisti e studenti,

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