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Il trasferimento del personale non dirigente nella Società Poste Italiane Spa

La tesi tratta l'argomento relativo al trasferimento del lavoratore postale come disciplinato nel vigente CCNL, facendo anche un breve excursus sull' evoluzione dell'istituto nel passaggio da Amministrazione Postale a Ente Pubblico Economico e attualmente a Poste Italiane Spa.

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I INTRODUZIONE La globalizzazione del mondo del lavoro, l’introduzione di nuove tecnologie e le esigenze delle imprese hanno reso sempre più frequenti e necessari spostamenti e riallocazioni dei dipendenti. Il trasferimento è una vicenda modificativa del luogo d'adempimento della prestazione lavorativa complessa e delicata, in alcuni casi traumatica, per le ripercussioni che può avere sulle condizioni di vita personali e familiari del lavoratore, venendo ad incidere o rompere l’equilibrio raggiunto nel sistema di vita. Oltre alle inevitabili difficoltà d'inserimento in un nuovo contesto lavorativo e al distacco dall’ambiente nel quale il lavoratore ha sviluppato la sua vita di relazione, si aggiungono spesso difficoltà derivanti dalla necessità di trovare una nuova abitazione a condizioni favorevoli o dall'esigenza di conciliare gli impegni lavorativi del coniuge e quella di studio dei figli. Sono numerosi i casi in cui un lavoratore mobbizzato si dimette a causa del trasferimento o è licenziato perché lo rifiuta. Esso rappresenta un evento dal quale possono derivare gravi conseguenze per il lavoratore, ma le vicende economiche che si sviluppano con notevole dinamicità non possono essere limitate o addirittura pregiudicate, garantendo l’immobilismo dei lavoratori. Tuttavia l’inamovibilità del prestatore di lavoro non si potrebbe mai conciliare con la presenza di un mercato molto competitivo e con un ordinamento giuridico come il nostro caratterizzato dalla libertà d'iniziativa economica privata (art. 41 Cost. comma 1°) che implica il potere di intraprendere e di gestire un’attività economica attuando numerose scelte discrezionali, compresa quella di modificare il luogo d'adempimento dell’attività lavorativa. In tale contesto, che viene a toccare situazioni personali, familiari e sociali suscettibili di essere lese dal potere unilaterale del datore di lavoro di mutare il luogo d'adempimento della prestazione di lavoro, nasce la necessità da parte del legislatore e della stessa contrattazione collettiva di predisporre dei mezzi di tutela

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Livio Eucaliptus Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.