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Alcuni aggiornamenti circa la teoria dell'inflazione

Nella storia del pensiero economico, il tema dell'inflazione ha sempre costituito il fondamento di numerose interpretazioni e suggestive opinioni, talvolta contraddittorie tra loro. Non esiste impostazione teorica che, infatti, non abbia riservato una scrupolosa attenzione a questo fenomeno, soprattutto alla ricerca delle sue motivazioni o cause e, quindi, delle possibili vie d'uscita da questo male, che colpisce il benessere della collettività oltre che il complessivo funzionamento del sistema economico.
E' possibile rintracciare, all'interno dell'attuale dibattito scientifico, due logiche di fondo che sottintendono le principali teorizzazioni dell'inflazione: da un lato l'ottica dell'equilibrio di mercato (cui aderisce prevalentemente la visione monetarista), e dall'altro la prospettiva della cronica instabilità del sistema capitalistico, tema di derivazione keynesiana.

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1 1. Introduzione Nell’ambito dell’analisi economica il fenomeno inflazionistico ha sempre attirato l’attenzione degli accademici come è confermato dalla notevole documentazione letteraria esistente, in cui s’intrecciano una serie di divergenti assunzioni teoriche e di verifiche empiriche. Una delle caratteristiche salienti del dibattito contemporaneo è la netta contrapposizione in scuole di pensiero, perché vivo è il contrasto tra la posizione monetarista, che spiega l’inflazione con l’aumento sproporzionato dell’offerta di moneta e quanti, al polo opposto, interpretano lo stesso problema affidandosi alla suggestione di cause sociologiche o politiche. È interessante notare che i monetaristi continuano ad aderire alla versione dell’ipotesi di eccesso di domanda nel mercato, in cui l’inflazione deriva dai ripetuti tentativi di portare l’economia ad un livello di attività superiore a quello di piena occupazione. I discepoli di Milton Friedman, infatti, riabilitando la tradizionale teoria quantitativa della moneta, ritengono che l’incremento dei prezzi sia un fenomeno rigorosamente monetario, che trova le sue basi di esistenza in un’eccessiva presenza di liquidità nel sistema. Dalla direzione univoca della relazione causale tra moneta e prezzi, l’ottica monetarista è convinta, quindi, che l’espansione dell’offerta di moneta sia la causa principale e diretta dell’inflazione. Di recente, sempre nell’ambiente monetarista è stata riconosciuta l’estrema rilevanza della politica fiscale. Questa nuova articolazione del monetarismo ha i suoi esponenti più illustri in Karl Brunner e Allan Meltzer, e si presenta in parte come superamento dei tradizionali termini di contrasto con i keynesiani e, inoltre, rilancia il dibattito sull’inflazione su acquisizioni teoriche più avanzate. Sul versante opposto, i sostenitori delle eterogenee teorie della spinta da costi, abbandonando questa linea di ragionamento, affermano invece che la variazione dei costi (salari, profitti), e dunque dei prezzi, sia la conseguenza di acuti conflitti

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nicola Simonetti Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3458 click dal 27/03/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.