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Il nuovo concordato preventivo dalla domanda all'omologazione

La recente riforma fallimentare ha completamente rivoluzionato l'istituto del concordato preventivo, che della procedura disciplinata dal R. D. 16 Marzo 1942 conserva oggi esclusivamente il nome. L'autrice ha esaminato analiticamente le modifiche apportate dal D. L. 14 marzo 2005, n. 35, e dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, sottolineando le critiche espresse dalla dottrina più autorevole e commentando i primissimi orientamenti giurisprudenziali.
La tesi si conclude con un'approfondita analisi del nuovo ruolo del tribunale nell'ambito del giudizio di omologazione, aspetto sul quale stenta a farsi largo un orientamento unitario da parte dei tribunali italiani.

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CAPITOLO I ASPETTI GENERALI DEL CONCORDATO PREVENTIVO 1.1 FINALITA’ DEL CONCORDATO PREVENTIVO L’istituto del concordato preventivo, che trova il suo antecedente storico nella legge 10 Luglio 1930, n. 995 1 , è stato introdotto nel nostro ordinamento con lo scopo di creare una procedura capace di attenuare le conseguenze negative del fallimento e fronteggiare situazioni di notevole danno pubblico e privato. Il fallimento, la cui configurazione legislativa è stata ritenuta necessaria per affrontare la condizione di impossibilità da parte dell’imprenditore di far 1 A sua volta, la l. 995/1930 trovava origine nella legge 24 maggio 1903, n. 197. 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Salvi Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.