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L'integrazione del bambino "abbandonato"

L’argomento che esporrò all’interno della mia tesi riguarda la condizione affettiva e psicologica del bambino in stato di adozione ed in particolare comportamento agito da questi bambini nei primissimi anni di vita nella loro famiglia “nuova”.Ciò che rende l’adottato “diverso” dalla normalità, è l’esperienza di separazione, perdita ed abbandono da lui vissuta.
Si tratta di esperienze che fanno sentire il bambino “incompleto” e portano a relazioni e comportamenti di afflizione.
Come fu osservato nel famoso esperimento di Harlow, le scimmiette si dirigevano verso la mamma di stoffa, fonte di calore e di affetto, rinunciando, sino al limite della sopravvivenza, al latte dato da una madre meccanica.
Anche il bambino, come le scimmiette, necessita fin dalla nascita del contatto con il corpo della madre, strumento indispensabile, mediante il quale ha la possibilità di superare le sue paure, rendendolo fulcro di sicurezza e di fiducia.
Diversi studi, hanno messo in evidenza che il bambino, per crescere come persona autonoma ed acquisire sicurezza, ha bisogno di veder soddisfatti due principali bisogni: da una parte il bisogno i sentirsi amato e protetto dai genitori e dall’altra quello di essere incoraggiato a differenziarsi come persona autonoma.
Ricerche svolte nell’ultimo ventennio, inoltre, hanno messo in luce come il bambino, fin dai primi giorni di vita, interagisca attivamente con l’ambiente e con le persone che lo compongono, acquisendo schemi di comportamento che gli consentono di soddisfare i propri bisogni.
Bowlby, con l’osservazione madre-bambino, a tal proposito, ha spiegato come il bambino cresca sia fisicamente che psicologicamente in virtù di questo rapporto che è unico, e di questa “teoria dell’attaccamento” mi avvarrò per spiegare la maggio parte dei comportamenti tipici dell’adozione.

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4 INTRODUZIONE L’argomento che esporrò all’interno della mia tesi riguarda la condizione affettiva e psicologica del bambino in stato di adozione ed in particolare comportamento agito da questi bambini nei primissimi anni di vita nella loro famiglia “nuova”. Il motivo per cui ho scelto di analizzare queste problematiche, ha alla base delle considerazioni e delle osservazioni in merito a mie esperienze personali di vita. Quando ero bambina notavo delle differenze tra me ed una mia cuginetta che ha più o meno la mia età, ma la mia tenera età non mi consentiva di comprendere queste mie osservazioni. Non so in realtà se per abitudine o per ingenuità non mi fossi mai accorta del colore della sua pelle, ma del resto ci vedevamo perlopiù in estate e per me era plausibile che fosse molto abbronzata. Non era però questo l’unico sintomo della nostra diversità. Notavo che i miei zii nei suoi confronti erano iperprotettivi, che le davano ogni cosa vinta, mentre io dovevo sudarmi ogni richiesta, dalla più banale alla più importante (rispetto alla mia scala di valori). Successivamente, esponendo ai miei genitori le mie perplessità in merito appresi la storia di quella mia cugina dalla pelle nera. Come nella maggior parte dei casi, dopo svariati tentativi, i miei zii, consci della impossibilità di avere un figlio loro, inoltrarono la richiesta di adozione internazionale. Dopo una serie di colloqui, viaggi, etc,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lorena Ferranti Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8614 click dal 06/04/2006.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.