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Alle origini del costituzionalismo nel pensiero politico italiano: Giuseppe Compagnoni

Celebrato, probabilmente a torto, dalla retorica patriottica e nazionalista come l'«inventore del tricolore italiano», Giuseppe Compagnoni fu un pensatore di straordinaria vivacità intellettuale. Ebbe una vita travagliata fin dalla nascita, avvenuta nel 1754 nei domini papali in Romagna. Crebbe in un ambiente provinciale e lontano dai fermenti dei grandi centri culturali europei e italiani ma, dotato di vasti interessi e di profondo spirito critico, seppe smarcarsi dalle sue umili origini e divenire una voce importante del pensiero democratico italiano. Compagnoni, in una parola, dimostra infatti di essere un pensatore straordinariamente moderno e ha saputo cogliere ciò che di meglio presentava il pensiero politico e filosofico del suo tempo. Di Rousseau ha colto il postulato della sovranità popolare inalienabile, ma ha rifiutato chiaramente le conseguenze autoritarie e illiberali del suo pensiero. Da Montesquieu ha dedotto l'importanza di un costituzionalismo in senso proprio, teso a difendere i cittadini dal potere arbitrario. Dai fermenti illuministi e dagli epigoni del libertinismo ha imparato circoscrivere le prescrizioni della religione all'ambito morale dei singoli, liberando l'etica pubblica dai pregiudizi e dall'influenza del clero. E, tuttavia, rimase sempre cattolico e rifiutò le degenerazioni antireligiose che emersero a tratti sul finire del XVII secolo. Dal pensiero cosmopolita che fioriva nel settecento trasse l'insegnamento dell'importanza di evitare distinzioni basate sulla razza o l'etnia di origine. Compagnoni viene dipinto come un pensatore poco originale. Viene spesso descritto come un ripetitore efficace e brillante di pensieri non propri. Questa critica, seppure non priva di un qualche fondamento, appare ingenerosa e spesso sbagliata. Compagnoni è un pensatore straordinario che attende ancora di essere rivalutato.

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4 Premessa Celebrato, probabilmente a torto, dalla retorica patriottica e nazionalista come l'«inventore del tricolore italiano», Giuseppe Compagnoni fu un pensatore di straordinaria vivacità intellettuale. Ebbe una vita travagliata fin dalla nascita, avvenuta nel 1754 nei domini papali in Romagna. Crebbe in un ambiente provinciale e lontano dai fermenti dei grandi centri culturali europei e italiani ma, dotato di vasti interessi e di profondo spirito critico, seppe smarcarsi dalle sue umili origini e divenire una voce importante del pensiero democratico italiano. Dopo alcuni anni vissuti a Bologna, dove mise in luce le sue doti di poligrafo e giornalista, visse per un decennio a Venezia, da dove osservò con acume e grande spirito critico lo scoppio e lo sviluppo della Rivoluzione Francese. Inizialmente attratto dalla carica riformatrice dell'assolutismo illuminato, si spostò sempre più decisamente su posizioni repubblicane, tanto da diventare un esponente di primo piano dello schieramento «patriottico», durante il breve periodo del Triennio. Costretto ad abbandonare i congressi della repubblica Cispadana dopo l'approvazione di un emendamento che negava ai sacerdoti l'elettorato passivo, gli venne affidata la cattedra di Diritto costituzionale, la prima in Europa, nell'Università di Ferrara. Dagli

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Martino Bianchi Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1817 click dal 04/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.