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La ricerca del comico e dell'umorismo. La situation comedy e i benefici sociali del riso.

L’idea centrale della tesi é che la ricerca e la scelta di materiale a contenuto umoristico e comico possano procurare effetti benefici come accrescere la qualità della vita, contribuire alla salute, al benessere psicologico e migliorare le relazioni sociali. Nella prima parte ho definito, attraverso la storia e gli scritti filosofici e letterari, l’evoluzione del significato di comico, umorismo e del “riso”, intesi come fenomeni sociali strettamente correlati ai cambiamenti all’interno della società per concludere con un approfondimento della società contemporanea che, sulla base delle tesi del sociologo Zygmun Bauman, ho inserito nel contesto della “modernità liquida” e di cui ho analizzato le dinamiche di identificazione e di interrelazione grazie al supporto dei concetti di ruolo, interazione in pubblico, raggruppamento e situazione ricavate dagli scritti di Ervin Goffman. In seguito, per comprendere l’umorismo come un atto comunicativo unico nel suo genere ho delineato i generi, le tecniche e le teorie che hanno cercato di darne una spiegazione complessiva (con particolare attenzione per le opere: Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio di S. Freud e Il riso. Saggio sul significato del comico di H. Bergson). Come oggetti di analisi sono stati scelti: il medium televisivo e la situation comedy, genere che tra i programmi televisivi definiti “seriali” ha in più la prerogativa di fare ridere. Dopo averne sintetizzato la storia, la struttura e le teorie correlate, entrerò nel vivo della ricerca empirica. L’ipotesi della mia analisi è dimostrare come, sulla base della teoria sociologica degli “Usi e Gratificazioni” e del concetto di esposizione selettiva ai media D. Zillman e J. S. Bryant, la fruizione di sitcom (e quindi di materiale comico), sia motivata dalla ricerca di soddisfare determinati bisogni: di informazione, identificazione, evasione, distrazione e relazionalità.

Metodologia seguita:. La ricerca è stata impostata su due livelli empirici: in una prima fase ho cercato di verificare, su un campione casuale, con il metodo dell’intervista libera e dell’osservazione partecipante, quelli che sono i benefici a livello individuale e, in un secondo momento, ho utilizzato il metodo del focus group (il campione è composto da un gruppo di sei persone) per confrontarli ad un livello, invece, sociale comprendente anche le dinamiche di un gruppo. In entrambe le fasi della ricerca, i campioni sono stati studiati durante la visione di due specifiche situation comedy: Friends e I Simpsons.

Principali risultati raggiunti: Dai risultati ottenuti emerge che la tipologia di motivazioni più rilevante e significativa nella scelta è quella sociale che si manifesta soprattutto nel cercare materiale utile per la costruzione e il mantenimento delle relazioni sociali, in particolar modo attraverso la condivisione con gli altri dei nomi. Segue subito il bisogno di evasione e distrazione per poi lasciare gli ultimi posti a quello, forse più specifico di altri programmi seriali, di identificazione che può generare fenomeni come l’interazione parasociale o “micro-comunità” ( o come le definisce il sociologo francese Michel Maffesoli: tribù) di persone che, soprattutto nei fanclub, possono rafforzare sentimenti di identità, coesione e integrazione all’interno dei gruppi sociali.

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4 “Si conosce un uomo dal modo in cui ride” Dostoevskij INTRODUZIONE Esiste una considerevole quantità di ricerche sugli effetti della violenza in televisione – circa 5,000 studi – ispirati dalla convinzione che possa avere effetti indesiderati sugli individui e sulla società. Forse la violenza ha veramente una certa influenza sui problemi sociali ed é una possibilità che vale la pena considerare. Immaginiamo che esista un tipo di contenuto mediatico con effetti benefici che possano accrescere la qualità della vita, contribuire alla salute, al benessere psicologico e migliorare le relazioni sociali. L’umorismo, la comicità e “il ridere” rappresentano questa possibilità. Per secoli filosofi, scrittori e critici hanno riflettuto e speculato sulla natura dell’umorismo e della comicità e da molti è stato considerato come uno dei grandi misteri della conoscenza umana. Umberto Eco sosteneva, pochi anni fa, che capire ciò che provoca ilarità equivarrebbe a risolvere il problema dell’esistenza dell’uomo sulla terra. Constatare che comicità, umorismo, ilarità, sarcasmo, ironia, humor nero facciano parte della stessa famiglia non necessita di una conoscenza approfondita dell’argomento ma cosa ben diversa è cogliere quel qualcosa che le accomuna, fissarlo e concettualizzarlo. Ne è prova l’innumerevole quantità di materiale che dall’antichità fino ad oggi è stato prodotto da filosofi, scrittori, poeti, psicologi, sociologi e scienziati senza tuttavia esaurire il problema; e questo perché il fenomeno della comicità difficilmente si presta ad una definizione unitaria. L’esperienza filosofica, associando il comico all’uomo, un essere non definito né definibile una volta per tutto, che assume sempre forme diverse, ha messo in luce come questo fenomeno sia sempre esistito e sempre esisterà in quanto parte costitutiva dell’essere umano e come, allo stesso modo, assuma nel tempo aspetti e valori determinati e quindi mutevole. “Detto in breve, si è sempre riso e non si è mai finito di

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandra Lauria Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.