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Il modello costituzionale del Premierato

Tesi di Paolo Raponi in Diritto Costituzionale, Relatore Prof. A. Pisaneschi - A.A. 2002/2003


Titolo della TESI: "Il Modello costituzionale del Premierato".

Bozza dello schema di lavoro

1.La forma di Governo in Italia. Il Governo italiano dalla Costituente ai giorni nostri. Evoluzione e caratteristiche tenendo conto della Costituzione "formale" e di quella "materiale", nonché delle leggi ordinarie succedutesi nel tempo.

2.Comparazione tra forme di Governo. Comparazione delle diverse forme di Governo: Cancellierato tedesco; Premierato inglese; Semipresidenzialismo francese.

3.Processo di modifica della forma di Governo in Italia. Modifica della forma di Governo in Italia: tentativi e discussioni fino ad oggi svoltisi con particolare riguardo alla Commissione Bicamerale D’Alema del 1997.

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1 Introduzione Si può riformare una Costituzione partendo dai problemi del presente, ma trascurando la storia del Paese che quella Costituzione ha prodotto e applicato nel corso del tempo? L’esperienza insegna che una riforma costituzionale resta un’impresa molto difficile (se non impossibile) quando manchi una necessità storica in grado di imporre e giustificare agli occhi dell’opinione pubblica le ragioni del mutamento. Né tale necessità può essere surrogata dalla presenza di motivi di opportunità, sia pure forti e pressanti, legati alle vicende della politica contingente. Se questo accade sarà lo stesso contesto degli interessi, delle tradizioni, degli equilibri consolidatisi nel tempo a reagire ed a mettere in scacco le forze che troppo improvvidamente abbiano cercato di utilizzare la leva della riforma come strumento per aumentare, nel contingente, la sfera della propria influenza. Questo sembra essere anche l’insegnamento che oggi è possibile trarre dalla lunga e inconcludente vicenda della riforma tentata, nel nostro Paese, con riferimento all’impianto complessivo della Costituzione del 1948: una vicenda caratterizzata da una catena continua di insuccessi, che ha ormai superato, abbondantemente, la soglia dei vent’anni e di cui non si vede ancora la fine. L’ultimo atto di questa vicenda risale al 9 giugno 1998, quando il Presidente della Camera dispone di cancellare dall’ordine del giorno la discussione del progetto di revisione della seconda parte della Costituzione elaborata dalla Commissione Bicamerale istituita ai sensi della legge costituzionale n. 1 del 1997. Si concludeva così con un nulla di fatto il processo avviato, sotto il segno di molte speranze, nel febbraio del 1997, con l’inizio dell’attività di tale Commissione, investita del compito di definire un progetto di revisione costituzionale in materia di forma di Stato, forma di governo e sistema delle garanzie, da sottoporre, con procedura speciale, all’approvazione delle Camere. Questo processo si era sviluppato nell’arco di quindici mesi ed aveva condotto all’elaborazione di un progetto organico approvato dalla Commissione, in prima lettura, il 30 giugno 1997, e nel testo definitivo all’esame del Parlamento, il 4 novembre 1997. Questo percorso si arrestava, dunque, nel giugno del 1998 a seguito della rottura intervenuta alla Camera tra i rappresentanti dell’Ulivo e del Polo intorno ad alcuni punti qualificanti del progetto, quali quelli relativi ai poteri del Capo dello Stato ed alla organizzazione del potere giudiziario.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Raponi Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3621 click dal 11/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.