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Arte in ostaggio: il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Informazioni tesi

  Autore: Andrea D'Este
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia & Lettere e Filosofia
  Corso: Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali
  Relatore: Bruno Bernardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

L’Italia, per la densità del suo patrimonio culturale (circa 3.500 musei, 13.000 biblioteche, 20.000 castelli, 95.000 chiese, 6.000 siti archeologici, archivi, centri storici, ville e giardini) e per la sua capillare distribuzione sul territorio, è esposta ad una costante aggressione delinquenziale, che non conosce soluzioni di continuità. Bisogna rendersi conto che il furto d’arte, la manomissione, il danneggiamento del bene culturale non sono crimini qualunque, ma molto di più, poiché fanno perdere la conoscenza e la fruibilità di un’opera che, sia pur piccola, rappresenta l’anima di una comunità, di una nazione. Ogni anno in Italia vengono mediamente denunciati 2.000 furti, per un totale di circa 20.000 oggetti asportati.

Gli eventi delittuosi colpiscono:

• i privati in funzione del 50%;
• le chiese per il 35%;
• gli enti pubblici e privati per il 10%;
• i musei pubblici e privati per il 5%;

Per quanto concerne la tipologia degli oggetti d’arte più commercializzabili:

• il 30% è pertinente a gioielli e preziosi;
• il 25% all’antiquariato;
• il 18% agli oggetti ecclesiastici;
• il 15% alla pittura;
• il 7% alla numismatica;
• il 5% alla scultura, ai libri ecc...

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AR T E I N O S T A G G I O I L C C T. P. C. Capitolo Primo La tutela dei beni culturali 1.1 Introduzione I l patrimonio culturale, quale espressione più alta del popolo che ha creato, va tutela- to da tutti i cittadini. Per comprendere le cause dell’immenso patrimonio storico-arti- stico bisogna risalire all’eredità che ci hanno lasciato le grandi civiltà del passato. Non solo quella romana, indubbiamente la più importante, ma anche: gli Etruschi, i Sabini, gli Apuli, i Volsci, i Sanniti, i Dauni, gli insediamenti greci nell’Italia Meridionale (Magna Grecia) gli Elymi, ecc. Le grandi dominazioni barbariche avute: i Visigoti, i Longobardi, gli Ostrogoti, gli Unni ecc. Gli Stati preunitari e un Rinascimento particolarmente ricco di artisti di valenza mondiale. Tutto ciò fa dell’Italia, oltre che la nazione più ricca in tutti i campi dell’arte nelle sue più varie espressioni, anche l’unica nel mondo con la più alta densità di beni per chi- lometro quadrato tanto da essere considerata un museo a cielo aperto. 1.2 Cenni storici L’esigenza di custodire e di salvaguardare i beni artistici, è stata sentita sin dalla Roma dei Cesari che emanarono alcune leggi a protezione dei loro monumenti. In tempi più recenti i primi editti speciali, tendenti a conservare intatti i monumenti e le arti romane ed italiche, furono emanati dallo Stato Pontificio. L’editto Sforza del 1646 infatti, contiene un elenco minuzioso dei beni sottoposti a tutele oltre a ribadi- re la proibizione alla rimozione delle statue dai territori romani disposta nel 1624 dal cardinale Aldobrandini. Lo Stato Pontificio tentò inoltre di porre un freno alla dila- gante “passione collezionistica” con vari editti che imponevano divieti d’esportazione senza licenza non solo di oggetti d’interesse archeologico, ma anche di libri sacri, codi- ci e manoscritti. Particolare importanza riveste l’editto del Cardinale Pacca, del 7 aprile 1820, che proi- biva l’esportazione di oggetti di antichità e d’arte e dei reperti di scavo. L’editto fu ripreso da Ferdinando I per il Regno delle due Sicilie. L’Italia post-unitaria, in un primo momento affidò l’azione di tutela del patrimonio culturale nazionale a com- missioni e deputazioni locali coordinate dal governo centrale poi, nei primi anni del 1900, affrontò il problema con a legge n. 185 del 12 giugno 1902 seguita dalla legge n. 364 del 20 giugno 1909 con regolamento n. 363 del 30 gennaio 1913. Solo il 01/06/1939, con la legge n. 1089, si perveniva ad un impianto legislativo ritenuto legge fondamentale sulle cose d’interesse artistico e storico. La tutela dei beni culturali era affidata alla Direzione Generale Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Il 14 dicembre 1974, con D.L. n. 657, al fine di meglio regolamentare e tutelare l’in- tero comparto, veniva istituito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. 92 1

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