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Actio familiae erciscundae Dig. 10.2

Il lavoro pubblicato è una analisi approfondita dei frammenti più importanti del libro 10.2 del Digesto divisi sistematicamente per argomenti e correlati alla disciplina vigente in materia.
Per quanto possa interessare tengo a precisare che la tesi de qua è stato l'unico lavoro di reale e concreto interesse da me svolto presso l'Università degli Studi di Milano e ciò grazie soprattutto al Relatore, Prof. Gnoli, ed alla Co-relatrice, Dott.ssa Ferreri.

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Premessa 173 PREMESSA "Se c'è un fato che governa l'ascendere e il declinare dei vari temi di ricerca all'orizzonte degli studi romanistici sorprende che esso abbia destinato a restar negletto per tanto tempo quello della divisione giudiziale: un tema che per la sua centralità nel sistema del diritto privato romano avrebbe potuto piuttosto meritato di rimanere "pur là dove le stelle son più tarde/sì come rota più presso allo stelo". 1 Con queste parole, un po’ severe, Aricò introduce la sua indagine sui giudizi divisori: ho potuto, infatti, constatare che l’actio familiae erciscundae, come le altre due azioni divisorie, actio communi dividundo ed actio fìnium regundorum, hanno ricevuto da parte della dottrina romanistica un trattamento non proprio di favore. Dopo l'opera di Audibert, risalente al 1903 2 e dopo la nota trattazione di Berger (1912), 3 cui seguirono le recensioni di Biondi (1913) 4 e di Arangio Ruiz (1913), 5 le azioni divisorie finirono poi inspiegabilmente per scomparire del tutto dalla ribalta degli studi, fatta solo qualche sporadica apparizione ancora. 6 Lo stesso Berger implicitamente aveva fatto cenno alla necessità che successivi studi venissero ad integrare ciò che egli aveva trattato soltanto parzialmente. Infatti la sua pregevole opera si limita a esaminare due soli aspetti della divisione giudiziale: l'uno relativo al progressivo dilatarsi della sfera dei legittimati al giudizio divisorio; l'altro all'impiego in tale azione della condemnatio, che, oltre a funzionare come strumento dispositivo dei conguagli necessari per adeguare le partes assegnate dal giudice alle quote ereditate dal de cuius, era altresì strumento di liquidazione dei 1 ARICO', Studi sulla divisione giudiziale, Divisio e Vindicatio, I, Annali (del seminario giuridico) dell'Università di Palermo, 42, Palermo 1992, 259. 2 AUDIBERT, L'evolution de la formule des actions familiae erciscundae et communi dividundo, Melanges Appleton, Paris 1903. 3 BERGER, Zur Entwicklungsgeschichte der Teilungsklagen im klassischen rómischen Recht, Weimar 1912. 4 BIONDI, La legittimazione processuale nelle azioni divisorie romane, Annali dell'Università di Perugia, II, 1913. 5 ARANCIO RUIZ, Appunti sui giudizi divisori. Camerino 1913, Scritti di diritto romano I, Napoli 1974. 6 FREZZA, Actio communi dividundo, RISC, 7, 1932; GAUDEMET, Étude sur le regime juridique de l'indivision en droit romain, Paris 1934.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Germano Céntola Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1365 click dal 17/05/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.