Skip to content

Il lavoratore extracomunitario e la tutela antidiscriminatoria in Italia e Spagna

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Ciullo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Santoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

L’immigrazione italiana risulta estremamente frammentata. Prima dell’11 settembre 2001 l’atteggiamento degli italiani nei confronti dell’ Islam era relativamente tollerante, infatti una ricerca comparata condotta nell’ Unione Europea nel 2000 mostrava che solo il 10 % del campione italiano si dichiarava contrario ad un’ immigrazione proveniente dai paesi islamici, di contro ad una media europea del 18 %; il 30 % era disposto ad accettarli senza restrizioni, di contro ad una media europea del 17 %.Dopo l’attacco alle torri gemelle però, la diffidenza verso le minoranze islamiche e le comunità arabe in Italia è cresciuta: un terzo degli italiani ha dichiarato di avere maggiori timori e diffidenze nei confronti di queste popolazioni.La migrazione è un processo in costante evoluzione che continuerà a giocare un ruolo essenziale nelle società di tutto il mondo, con implicazioni politiche, economiche, sociali e culturali. Oggi nel mondo — sono dati ONU — 175 milioni di persone risiedono in un Paese differente da quello di nascita, una cifra che è raddoppiata negli ultimi 25 anni. Di questi, quasi un terzo vivono in Europa. Anche in Italia il fenomeno comincia ad essere decisamente consistente dato che, già oggi, si contano quasi tre milioni di immigrati. E' ben difficile pensare di fermare i flussi migratori. Molto meglio allora fare i conti con le implicazioni globali che questo comporterà per il nostro mondo nel futuro ed accogliere i futuri nuovi nostri concittadini nel pieno rispetto dei loro diritti umani e democratici. Lo sviluppo del lavoro immigrato in Italia, come in altri paesi della Comunità europea, può essere considerato ormai un fenomeno irreversibile e destinato a giocare un ruolo decisivo nei mutamenti economici, sociali, culturali e politici della nostra società.C’e’ una rinnovata convinzione che il mercato del lavoro non possa fare a meno dell’apporto degli immigrati, ma che tale inserimento debba essere progressivo e governato in maniera efficace e razionale, proprio per evitare gli effetti negativi che una perdita di controllo sui flussi finirebbe per comportare.Fondamentale in questo processo è il grado di integrazione che il lavoratore straniero riuscirà a raggiungere negli ambienti lavorativi. Un risultato positivo in questo senso, che certamente contribuirebbe a favorire uno sviluppo armonioso del grado di multietnicità nel nostro paese, può essere raggiunto solo con un atteggiamento aperto e fiducioso di tutti, ed in primo luogo del legislatore, abbandonando i pregiudizi ed elaborando efficaci strumenti giuridici volti a favorire effettivamente l’inserimento regolare dei lavoratori extracomunitari, evitando pericolose criminalizzazioni, e prevenendo quelli che sono gli ostacoli più odiosi ad un sano e costruttivo rapporto tra datore di lavoro e dipendente. Primo fra tutti, il fenomeno delle discriminazioni.Con discriminazione sul luogo di lavoro si intende la condizione per cui una persona è trattata meno favorevolmente di un’altra in base ad una caratteristica costitutiva del suo essere: la razza, il colore della pelle, la provenienza, l’etnia, le convinzioni religiose, la lingua possono essere tutti fattori che determinano il crearsi di una situazione discriminante in un contesto lavorativo o sociale.La discriminazione ha a che fare con i pregiudizi, non è motivata dalla conoscenza e dalla valutazione “sul campo” delle capacità di un persona. Si nutre cioè di tutti quei luoghi comuni in cui una cultura, una mentalità ripone paure e insicurezze e che si consolidano nel tempo attraverso gli stereotipi. Le discriminazioni, per quanto talvolta difficili da identificare perché indirette e solo all’apparenza neutre, hanno l’effetto, tra gli altri, di pesare gravemente sulla parità di opportunità che le persone dovrebbero avere per crescere e migliorarsi in un contesto sociale e possono costituire anche un rilevante freno allo sviluppo economico di un paese, bloccandone il dinamismo e la proiezione verso il futuro.La lotta contro tale fenomeno interessa soprattutto gli ambienti di lavoro dove è necessario adottare soluzioni che possano prevenire il nascere di discriminazioni e garantire a tutti di accedere e operare in un contesto che li valorizzi e permetta loro di sviluppare appieno le loro capacità.Molto e’ stato fatto dal nostro legislatore ed esistono validi strumenti (almeno sulla carta), ma molto rimane da fare, soprattutto sul piano delle soluzioni concrete (ad es. l’ azione civile contro le discriminazioni è ancora poco utilizzata perché poco conosciuta e caratterizzata da un regime probatorio non esattamente in linea con le direttive europee) e quello della chiarezza di alcuni principi che sono esposti in maniera piuttosto oscura, lasciando adito a forti contrasti giurisprudenziali (ad esempio nell’ambito del riconoscimento del diritto all’accesso al pubblico impiego del lavoratore extracomunitario regolarmente soggiornante).



CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
PREVIEW L’immigrazione in Italia inizia dopo lo shock petrolifero del 1973-1974 e la conseguente crisi economica che produce alti tassi di disoccupazione. Allora altri paesi europei chiusero le frontiere: in particolare la Gran Bretagna, la Germania e la Francia. I flussi migratori furono dirottati quindi verso gli Stati dell’Europa meridionale. Ma i veri flussi consistenti iniziarono tra il 1984 e il 1989 quando circa 700-800.000 persone entrarono nel paese, delle quali circa 300-350.000 irregolarmente, cioè clandestinamente o fermandosi con un permesso scaduto. Cominciamo così a cogliere alcuni tratti tipici dell’immigrazione italiana: un’immissione consistente e rapida, accompagnata da una notevole componente di irregolarità. Negli anni Ottanta, l’Italia ha condiviso con la Germania e la Gran Bretagna il primato dei flussi in Europa. Tra il 1992 e l’inizio del 2002 l’incremento geometrico medio annuo è stato di più del 9%. Flussi rapidi e potenti con ampie quote di irregolari spiegano il crescente rifiuto di nuovi arrivi da parte dell’opinione pubblica. Tra i caratteri specifici dell’immigrazione in Italia c’è l’assenza di una o più nazionalità dominanti. L’immigrazione italiana risulta estremamente frammentata. Nel 2002, la prima minoranza, cio’è i marocchini, rappresentava solo l’ 11.6 % della popolazione straniera in Italia. Seguivano gli albanesi (10.6 %) e poi, in ordine decrescente, i

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

accesso pubblico impiego
antidiscriminatoria
bosman
bossi-fini
comparazione
direttiva 43|2000
discriminazione
discriminazione e pubblico impiego
equal
extracomunitario
immigrati
immigrato
immigrato e impiego pubblico
immigrazione
spagna

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi