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La stimolazione magnetica transcranica nelle lesioni ostetriche del plesso brachiale

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Govoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Patrizia Bisiacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

Obiettivo: Scopo dello studio è stato quello di valutare i deficit motori ipofunzionali in adulti che hanno avuto una paralisi ostetrica del plesso brachiale e determinare la presenza di una riorganizzazione corticale, oltre alla componente periferica, per spiegare questo tipo di lesione.
Metodo: Da 16 partecipanti (otto pazienti ed otto controlli) sono stati ottenuti i PEM (Potenziali Evocati Motori), mediante TMS erogata a sei diversi livelli di intensità, allo stesso tempo sul muscolo opponente del pollice (OP) e sul bicipite brachiale (BB) di entrambi gli arti. I partecipanti hanno eseguito anche otto blocchi di un compito visivo di tempi di reazione semplici. Nella metà dei trials il compito motorio era disturbato dalla TMS erogata al 115% della soglia motoria mediante singolo impulso. Abbiamo esaminato due diverse modalità di esecuzione motoria.
Risultati: I partecipanti erano più lenti quando dovevano usare il braccio lesionato/non-dominante ed era richiesto un movimento dell’intero arto. La TMS rallenta significativamente i tempi di reazione. Inoltre, sembra che le ampiezze e le latenze di picco dei PEM siano maggiori nell’arto lesionato dei pazienti rispetto al loro arto sano ed ai soggetti di controllo.
Conclusioni: L’ipotesi “periferica” chiarisce solo il rallentamento dei tempi di reazione e la TMS non ha un effetto differenziato fra i gruppi. Proponiamo un’altra spiegazione riguardante la plasticità a livello del midollo. Nei soggetti con OBPP, un certo grado di plasticità è presente e il documentato danno alle radici spinali è anche accompagnato da profonde modificazioni del sistema motorio.

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1 PRESENTAZIONE Le lesioni ostetriche del plesso brachiale avvengono nel momento del parto e compromettono la funzionalità del braccio. Attraverso vari tipi di terapie, i pazienti possono arrivare a recuperare la funzionalità compromessa ma sappiamo che non si potrà mai riottenere un movimento corretto, in particolare nell’estensione e nell’abduzione del braccio. Ciò che ha incuriosito e portato alla messa in opera di questa ricerca è stato chiedersi se oltre all’evidente spiegazione del danno periferico ci potesse essere anche un coinvolgimento di fattori centrali più profondi. In altre parole, oltre al danno evidente del plesso brachiale i pazienti possono essere portatori di un qualche tipo di riorganizzazione? La prima parte di questa tesi si è concentrata principalmente sull’applicazione di una moderna tecnica che consente di studiare la relazione tra attività cerebrale e meccanismi cognitivi che si verificano nell’istante stesso in cui i soggetti eseguono specifici compiti. Si tratta della stimolazione magnetica transcranica o TMS. Lo scopo di questo capitolo è quello di fornire sia qualche dato tecnico sul funzionamento dello macchinario presentato sia una panoramica il più possibile aggiornata sulle potenzialità di questo nuovo strumento di ricerca. È stata descritta la tecnica della TMS, grazie alla quale è possibile interferire temporaneamente con l’attività di gruppi di neuroni, e quindi modificare i processi di elaborazione che sono svolti dall’area cerebrale interessata dalla perturbazione. Inoltre sono stati presentati tutti e tre le modalità di stimolazione magnetica (a singolo impulso, doppio stimolo e ripetitiva) e le applicazioni nelle neuroscienze cognitive (percezione visiva, percezione tattile, applicazioni neuropsicologiche, movimento oculare e attenzione). La seconda parte descrive brevemente la patologia che affligge i pazienti partecipanti allo studio: la lesione ostetrica del plesso brachiale o paralisi ostetrica. In particolare è stata fatta una breve rassegna in cui si è parlato dell’anatomia del plesso, dei meccanismi che provocano la lesione, delle forme cliniche e degli aspetti tardivi che possono, nell’eventualità in cui si manifestino, complicare il quadro. Infine sono state illustrate le varie e più moderne forme di trattamento e riabilitazione: la neurochirurgia, la fisioterapia, l’uso di splint, i bendaggi funzionali, il gioco e le attività ludiche e, in ultimo, l’iniezione di piccole dosi di tossina botulinica. Abbiamo poi introdotto la ricerca da noi svolta sui pazienti con paralisi ostetrica utilizzando come mezzo d’indagine proprio la TMS. Nella terza parte è stato concesso

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Parole chiave

disfunzione motoria
paralisi ostetrica del plesso brachiale
plasticità
riabilitazione
riorganizzazione corticale
stimolazione magnetica transcranica

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