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Utilizzazione commerciale delle alghe marine

Nella sistematica dei vegetali le macroalghe marine sono definite genericamente ''alghe'', chiamate in lingua inglese seaweeds, esse sono distribuite fra i tre phyla principali:
Rhodophyta, Phaeophyta e Chlorophyta. Le Rhodophyta o alghe rosse sono quasi tutte macroscopiche, cioè pluricellulari, ed in gran parte marine; le Phaeophyta o alghe brune sono tutte macroscopiche e, salvo qualche rara eccezione, tutte marine; le Chlorophyta o alghe verdi contano invece moltissime specie microscopiche e sono presenti in tutti gli ambienti sia marini sia d'acqua dolce.
Tale premessa ha importanza rilevante per l'argomento di questa tesi in quanto la dimensione rappresenta storicamente il motivo principale che ha dato avvio all'utilizzazione delle alghe da parte dell'uomo. E' infatti abbastanza ovvio che l'interesse dei popoli abitatori delle coste fosse attratto da alghe di grandezza paragonabile a quella delle piante terrestri, le quali, peraltro, sono quasi esclusivamente marine.
La raccolta e la coltivazione di alghe microscopiche, che pure si sono rivelate molto adatte alla produzione di biomasse sfruttabili, è invece, con qualche rara eccezione, abbastanza recente, successiva agli sviluppi tecnologici che hanno consentito il loro studio.
L'utilizzazione delle macroalghe ha dunque un'origine empirica: gli uomini hanno visto che esse erano mangiate da molti animali ed hanno provato a fare altrettanto. Il primo impiego in ordine di tempo dev'essere stato perciò alimentare, con una scelta che si basava non solo sul gusto ma, probabilmente, anche sulla necessità di sfamarsi. Il secondo impiego sarà stato quello officinale, dopo aver costatato che il consumo di certe specie dava come risultato effetti benefici sulla salute. Gli altri impieghi sono andati accrescendosi di numero ed ampliandosi man mano che progredivano le conoscenze scientifiche. Queste conoscenze riguardano la composizione chimica, la biologia, l'ecologia, l'agronomia.
La composizione chimica è fondamentale per stimare il valore nutritivo, conoscere i prodotti che si possono estrarre, mettere a punto le metodologie ottimali per l'estrazione, ottenere prodotti derivati adatti a particolari impieghi.
La biologia delle macroalghe comprende vari settori, sia di base sia applicativi, che spaziano dalla tassonomia, per classificare e riconoscere le specie, allo studio dei cicli di riproduzione, alle ricerche fisiologiche sulla nutrizione minerale e sulla fotosintesi, al miglioramento genetico, alla coltura dei tessuti per la micropropagazione. Naturalmente, alcuni aspetti di questi studi hanno già fornito risultati che trovano corrente applicazione, altri sono ancora in fase sperimentale.
L'ecologia studia l'influenza dei fattori ambientali sulla crescita delle alghe, avendo come uno dei principali obiettivi la stima della produttività. Recentemente essa deve anche considerare l'impatto degli eventuali inquinanti ed infine dovrebbe valutare l'effetto del raccolto - e quindi del depauperamento - delle popolazioni naturali sugli equilibri dell'ecosistema.
L'agricoltura marina è l'applicazione di criteri e metodi agronomici terrestri alla coltura su larga scala di specie economicamente importanti sia con lo scopo di ripopolare aree naturali impoverite dall'intensivo sfruttamento sia per impiantare veri ''campi marini'' che consentano una produzione mirata e più abbondante.
In questa tesi ho cercato di fare una rassegna aggiornata degli usi più significativi delle alghe marine e dei loro principali prodotti (cf. Newton 1951; Volesky et al. 1970; Waaland 1981).

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2INTRODUZIONE Nella sistematica dei vegetali le macroalghe marine sono definite genericamente “alghe”, chiamate in lingua inglese seaweeds, esse sono distribuite fra i tre phyla principali: Rhodophyta, Phaeophyta e Chlorophyta. Le Rhodophyta o alghe rosse sono quasi tutte macroscopiche, cioè pluricellulari, ed in gran parte marine; le Phaeophyta o alghe brune sono tutte macroscopiche e, salvo qualche rara eccezione, tutte marine; le Chlorophyta o alghe verdi contano invece moltissime specie microscopiche e sono presenti in tutti gli ambienti sia marini sia d’acqua dolce. Tale premessa ha importanza rilevante per l’argomento di questa tesi in quanto la dimensione rappresenta storicamente il motivo principale che ha dato avvio all'utilizzazione delle alghe da parte dell’uomo. E’ infatti abbastanza ovvio che l’interesse dei popoli abitatori delle coste fosse attratto da alghe di grandezza paragonabile a quella delle piante terrestri, le quali, peraltro, sono quasi esclusivamente marine. La raccolta e la coltivazione di alghe microscopiche, che pure si sono rivelate molto adatte alla produzione di biomasse sfruttabili, è invece, con qualche rara eccezione, abbastanza recente, successiva agli sviluppi tecnologici che hanno consentito il loro studio. L’utilizzazione delle macroalghe ha dunque un’origine empirica: gli uomini hanno visto che esse erano mangiate da molti animali ed hanno provato a fare altrettanto. Il primo impiego in ordine di tempo dev’essere stato perciò alimentare, con una scelta che si basava non solo sul gusto ma, probabilmente, anche sulla necessità di sfamarsi. Il secondo impiego sarà stato quello officinale, dopo aver costatato che il consumo di certe specie dava come risultato effetti benefici sulla salute. Gli altri impieghi sono andati accrescendosi di numero ed ampliandosi man mano che progredivano le conoscenze scientifiche. Queste conoscenze riguardano la composizione chimica, la biologia, l’ecologia, l’agronomia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Vitamaria Daniela Lopelli Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.